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Il ricordo di Zaccarelli “Affabile, umano e serio Amava la musica”

Compagni e avversari politici ricordano Giorgio Zaccarelli, ex sindaco di Bergamo dal '79 al '90 scomparso martedì 20 gennaio: colpiva tutti per affabilità, correttezza, umanità e rigore, per spirito di servizio e vicinanza alla gente.

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Chi ha condiviso con lui anni importanti a livello politico lo ricorda come affabile, serio ma molto spiritoso, attento ai rapporti umani, di moralità e di rigore: Giorgio Zaccarelli è stato un grande uomo prima di essere un grande sindaco e questo glielo riconoscono tutti, non solo chi con lui ha amministrato la città di Bergamo ma anche gli avversari politici.

A partire da Franco Tentorio, all’opposizione per undici anni nelle fila del Msi: “In quegli anni eravamo discriminati in tutta Italia e Bergamo non faceva eccezione – ricorda – Il suo merito più grande è stato quello di stare vicino alla gente: presenziava a tutte le manifestazioni di enti e associazioni del territorio. Una volta mi disse che aveva questo obbligo, sia che si trattasse del presidente del Consiglio che di quello della bocciofila. A livello politico eravamo avversari ma da quando ha lasciato la carica di sindaco i rapporti si sono molto stretti: era un uomo affabile, corretto e onesto”.

L’affabilità, la serietà e il grande senso del rapporto umano erano le sue caratteristiche principali – sottolinea Antonello Giua, assessore in entrambe le amministrazioni Zaccarelli e compagno di partito nella Democrazia Cristiana – È stato un sindaco eccezionale per presenza e attenzione: in queste ore in tanti lo stanno dicendo e possono sembrare frasi di circostanza. Ma io ho condiviso con lui due mandati e posso dire che era veramente così. Di lui ricordo una grande battaglia per il diritto allo studio: in quegli anni la Dc era alleata con il partito repubblicano che sul tema aveva posizioni completamente differenti. Per noi non doveva esserci alcuna distinzione tra scuola pubblica e privata: allora il contrasto fu serrato ma lui non indietreggiò mai e riuscì a far affermare la posizione del partito in Consiglio comunale. E quell’affermazione gli venne riconosciuta da tutti come una delle più importanti della sua amministrazione”.

Vicesindaco dal 1985 al 1990, Carlo Salvioni del Psi condivise con lui anche una forte amicizia: “Vera e credo corrisposta, alla quale si aggiunge una stima profonda della persona per la sua umanità e per la sua moralità. Era un grande sindaco, con lui Bergamo ha fatto un balzo in avanti tra le altre cose con il rilancio dell’aeroporto, la tangenziale, il sistema di parcheggi sotterranei e la Gamec. Era un uomo molto spiritoso, famoso il suo modo di dire ‘Fare un fuor d’opera‘ quando qualcuno diceva o faceva qualcosa d’insolito. Un’espressione che tradiva anche la sua grande passione per la musica, in particolare per il pianoforte che lui suonava molto bene. Ma la sua vena artistica includeva anche la scrittura, scrisse qualche racconto che ottenne riconoscimenti importanti. Era uomo di moralità e di rigore: ricordo benissimo quando ci disse ‘voi qui non siete proprietari di niente, nemmeno della matita‘. E lo dimostrò quando, in occasione di una prevaricazione da parte di un assessore che si rese protagonista di un abuso di potere, ne chiese e ne ottenne le dimissioni. La sua personalità lo portava ad essere anche molto indipendente dalle direttive del partito, era uomo di fede ma fermo nella difesa del laico principio e del ruolo del Comune. Credo di aver passato con lui i migliori cinque anni della mia vita. La sua scomparsa mi ha commosso profondamente, avrei voluto andare a trovarlo in questi giorni ma la famiglia me lo ha sconsigliato perchè non mi avrebbe riconosciuto: ma nella notte tra martedì e mercoledì non ho chiuso occhio pensando a lui. Ha dato tanto a Bergamo, con grande spirito di servizio. Non c’è ricordo migliore di quello che ha scelto la famiglia per annunciare la sua scomparsa, citando Marco Aurelio: ‘Prendere senza illusioni, lasciare senza difficoltà‘”.

"Lo conobbi durante le trattative per la composizione della Giunta Dc-Pri nel 1979 – commenta Alberto Sangalli, consigliere dal 1985 al 1990 – Dopo anni di coalizione con il Partito Liberale, prima, e con il Partito Socialdemocratico poi, erano evidenti i prodromi della successiva collaborazione, che si realizzò nel 1985, anche con il Partito Socialista, finalmente liberatosi dalle remore massimaliste della gestione lombardiana. Sindaco ‘per caso’, avendo sostituito quasi a fine mandato, per l’incompatibilità, il dimissionario avvocato Giacomo Pezzotta candidatosi alla Camera nelle elezioni politiche, Zaccarelli dimostrò immediatamenti il suo forte senso di umanità e simpatia verso i cittadini ed, inoltre, grazie alla sua esperienza di Capogruppo DC, riconfermato nella tornata amministrativa del 1980. Durante gli anni della Giunta DC-PRI, von vice sindaco il repubblicano Carlo Passerini Tosi, ebbi modo di approfondire la reciproca conoscenza e la sua disponibilità alla mediazione, al dialogo e alla comprensione delle altrui idee sulla gestione amministrativa della Città. Nel 1980, con la costituzione della Giunta tripartita DC-PRI-PSI, venni eletto Consigliere Comunale e assunsi la responsabilità di Capogruppo PRI e, in tale veste, ebbi modo di avere frequenti contatti con il sindaco Zaccarelli e nacque una reciproca simpatia e stima che durò nel tempo anche dopo l’abbandono di entrambi dell’attività politica". 

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