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Coldiretti dice sì all’anagrafe delle api: garanzia per la filiera

Coldiretti Bergamo: “L’anagrafe delle api italiane è una importante innovazione per garantire maggiore trasparenza attraverso la rintracciabilità in un settore dove si è registrato il dimezzamento dei raccolti a causa dell’andamento climatico anomalo e delle malattie”.

“L’anagrafe delle api italiane è una importante innovazione per garantire maggiore trasparenza attraverso la rintracciabilità in un settore dove si è registrato il dimezzamento dei raccolti a causa dell’andamento climatico anomalo e delle malattie”. Così Coldiretti Bergamo commenta l’avvio dell’operatività dell’anagrafe delle api avvenuta il 19 gennaio scorso, con la possibilità, per gli apicoltori di registrarsi sul portale del Sistema informativo veterinario accessibile dal portale del Ministero della Salute al quale potranno accedere operatori delle Asl, aziende e allevatori per registrare la attività, comunicare una nuova apertura, specificare la consistenza degli apiari e il numero di arnie o le movimentazioni per compravendite.

“Il maltempo prolungato ha praticamente dimezzato la produzione di miele – sottolinea Coldiretti Bergamo – ma preoccupa anche l’arrivo in Italia dell’insetto killer delle api, il coleottero Aethina tumida, che mangia il miele, il polline e, soprattutto la covata annientando la popolazione di api o costringendola ad abbandonare l’alveare”.

La produzione di miele è crollata a livello nazionale e questo ha comportato un aumento del 17 per cento delle importazioni dall’estero di miele naturale. Si è invece verificata una drastica riduzione delle esportazioni (- 26%), sulla base dei dati Istat relativi ai primi 9 mesi del 2014.

“Oggi nel nostro Paese – denuncia Coldiretti Bergamo – due barattoli di miele su tre contengono in realtà miele straniero, pertanto è importante leggere accuratamente le etichette per essere sicuri di acquistare miele italiano oppure fare gli acquisti direttamente dagli Desta preoccupazione il fatto che più di 1/3 del miele importato proviene dall’Ungheria e quasi il 15 per cento dalla Cina ma anche da Romania, Argentina e Spagna dove sono permesse coltivazioni Ogm che possono contaminare il polline senza alcuna indicazione in etichetta. Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni Ogm, è tuttavia riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione "miscela di mieli originari della CE"; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta "miscela di mieli non originari della CE", mentre se si tratta di un mix va scritto "miscela di mieli originari e non originari della CE.


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