BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Riflessioni d’arte” In Provincia mostra in memoria della Shoah fotogallery

In occasione della Giornata della Memoria delle vittime della Shoah, da giovedì 22 gennaio a venerdì 6 febbraio, lo Spazio Viterbi della Provincia di Bergamo ospiterà la mostra “Olocausto, riflessioni d’arte”, percorso che racconta con le immagini "una storia da non dimenticare" e affronta e approfondisce le tragiche vicende della vita sociale e politica italiana dal 1937 al 1945.

Più informazioni su

Da giovedì 22 gennio a venerdì 6 febbraio, lo Spazio Viterbi della Provincia di Bergamo ospiterà la mostra “Olocausto, riflessioni d’arte”, per ricordare le vittime della Shoah. Un percorso che racconta con le immagini una storia da non dimenticare e affronta e approfondisce le tragiche vicende della vita sociale e politica italiana dal 1937 al 1945.

L’esposizione, che ospiterà opere di Oliviero Passera, è promossa dal Circolo Gramsci con la collaborazione della Provincia di Bergamo, in occasione della Giornata della Memoria che si celebra ogni anno il 27 gennaio – data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz.

All’inaugurazione, in programma giovedì 22 gennaio alle 17 nello spazio Viterbi di via Tasso, parteciperanno il presidente della Provincia Matteo Rossi, l’artista Oliviero Passera, il curatore della mostra Gianni Pesticcio e Alberto Scanzi, presidente dell’associazione Circolo Gramsci Bergamo, che parlerà della ricerca storica pubblicata nel libro "Olocausto" di quanto avvenuto con le leggi razziali in Italia e a Bergamo, con numeri, nomi e cognomi delle vittime e dei persecutori. Furono storie tragiche di fughe, di persecuzioni, di morte, "con molti episodi di solidarietà da parte della popolazione, ma anche di delazione e di odio razziale", puntualizza Alberto Scanzi. "Gli ebrei residenti nella provincia di Bergamo erano 73. Di essi, 44 (21 uomini e 23 donne) furono deportati ad Auschwitz, a Bergen Belsen, a Buchenwald, a Dachau, a Mauthausen, e solo 3 riusciranno a sopravvivere". I più fortunati fuggirono in tempo, come il professor Achille Viterbi, primario del reparto oculistico dell’Ospedale Maggiore di Bergamo, che fu costretto a emigrare a Genova per poi scegliere la via dell’esilio verso gli Stati Uniti d’America, e che fu genitore di Andrea, "il padre della telefonia cellulare", al quale è intitolato lo spazio espositivo di via Tasso. "L’Italia fascista introdusse una serie di leggi discriminatorie e persecutorie nei confronti degli ebrei che, pur modellandosi alla legislazione nazista del 1935, di fatto furono la continuazione della politica razziale e di apartheid effettuata in Libia e nelle colonie dell’Africa Orientale e s’ispirarono all’ideologia fascista dell’eliminazione dei diversi, delle minoranze, degli oppositori, per l’instaurazione di una nuova società "razzialmente” omogenea", racconta Scanzi, aggiungendo che "L’Italia fu di fatto l’unica nazione, insieme al Sudafrica, ad applicare alle colonie una legislazione razzista e un regime di apartheid".

In modo particolare, la mostra affronta la drammaticità dell’Olocausto e approfondisce i temi della storia italiana negli anni dal 1937 al 1945: dalle leggi razziali nelle Colonie, al Manifesto della razza, alla persecuzione dei diritti degli ebrei, fino all’internamento, la deportazione, l’assassinio e la ricerca della soluzione finale.

Presentando l’iniziativa, il presidente di Provincia Matteo Rossi sottolinea il significato attuale della memoria: “A 15 anni dall’istituzione in Italia del Giorno della Memoria e in assenza ormai dei numerosi testimoni che quel dramma hanno vissuto in prima persona, mi pongo la domanda di come rendere attuale tale ricorrenza, soprattutto alle giovani generazioni. Non ho una risposta a questa domanda ma solo alcuni pensieri. Il primo è lo studio. Al ricordo, alla cerimonia, alla commozione, deve sempre esser fatto precedere uno studio: poiché non c’è niente di più vacuo e transitorio di una celebrazione emotiva, priva di conoscenza e comprensione della storia. Senza conoscenza, la memoria non ha nessuna possibilità di sviluppo. Per questo è importante questa iniziativa dell’Associazione Circolo Gramsci, che insieme alla Mostra di Oliviero Passera – che ci fa rivivere emotivamente tutta la drammaticità dell’Olocausto – affronta e approfondisce i temi della storia italiana negli anni dal 1937 al 1945: dalle leggi razziali nelle Colonie, al Manifesto della razza, alla persecuzione dei diritti degli ebrei, fino all’internamento, la deportazione, l’assassinio e la ricerca della soluzione finale”.

Una proposta caratterizzata da un forte legame con il territorio orobico. Il numero uno di via Tasso prosegue: “La ricerca è anche un contributo originale sul clima della Bergamo di quegli anni, attraverso articoli di giornali, circolari delle Prefetture, manifestazioni antisemite e la descrizione delle deportazioni degli ebrei da Bergamo”. Infine, conclude: “Ricordare l’orrore di quelle leggi e le persecuzioni di milioni di uomini e donne, ebrei, nomadi, oppositori politici, omosessuali, vagabondi, malati di mente, handicappati, anziani, infermi, testimoni di Geova, fatte in nome del pregiudizio di una presunta superiorità e di una missione civilizzatrice da compiere, significa prendere coscienza dei diritti dell’uomo, di qualsiasi razza, e in qualsiasi luogo del mondo. Non deve accadere mai più”.

Oliviero Passera è un artista contemporaneo in continua evoluzione, classe 1971 lavora nello studio di Dalmine (Bg) dove produce, o meglio "sforna” opere a ritmo industriale travolto dalla sua stessa passione. In questo cammino di evoluzione artistica Passera incontra il dolore della deportazione e poi quello dello sterminio di massa perpetrato nei campi di sterminio durante la seconda guerra mondiale. Oliviero Passera è un artista multiforme e sperimentalista: il suo interesse è rivolto alla ricerca di materiali nuovi da plasmare, modificare e abbinare. Le sue opere sono un’esplosione di colori intensi, che secondo la tradizione potrebbero essere antagonisti o perfino contrastanti.

La tecnica pittorica utilizzata da Passera in questi suoi elaborati artistici è scaturita come un complementare collaterale "Obras D’arte” (opera d’arte) dove l’autore ha guadagnato con il passare del tempo una sua dimensione leggibile e valutabile in direzione di una proposta visiva intorno alla sostituzione della classica tela di juta con un supporto di plastica trasparente. Le plastiche sono materiali abbastanza recenti, progettati dalle industrie chimiche dopo il 1900 ecco perché solo di recente sono state prese in considerazione per realizzare opere pittoriche.

Lo Spazio Viterbi è all’interno del Palazzo della Provincia di Bergamo, in via Tasso, 8. Sarà possibile visitare l’esposizione dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, e il venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Per prenotare visite guidate è possibile chiamare il numero 333.46.48.069.

È possibile avere ulteriori delucidazioni si può contattare l’Ufficio comunicazione della Provincia di Bergamo chiamando il numero 035 387238 oppure inviare un fax allo 035 387892.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.