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Popolari, riforma Renzi Gli esperti in coro: “Monte Paschi ad Ubi”

Altro che alcuni sportelli Antonveneta dal Monte dei Paschi. Se dovesse passare la riforma della banche popolari allo studio del Governo Renzi, Ubi Banca potrebbe puntare a rilevare l'intera banca più antica del mondo con base a Siena. Anche se ad Ubi non piacciono le zavorre del Monte dei Paschi di Siena.

Dopo lo sprint in Borsa dopo l’annunciata riforma della banche popolari allo studio del Governo Renzi – il superamento del voto capitario e la trasformazione piena in società per azioni solo per le banche con impieghi superiori agli otto miliardi – si prospetta un riassetto dell’intero sistema bancario nazionale. Sarebbero favorite le fusioni e le aggregazioni.

E subito gli analisti guardano con attenzione a due istituti di credito in particolare: Monte dei Paschi di Siena e Carige.

Secondo Luca Davi del Sole 24 Ore “Il nome che circola per l’acquisto di Siena è Ubi, una delle banche più patrimonializzate in Europa (…). La trasformazione in Spa agevolerebbe l’istituto bergamasco nella ricerca di capitale fresco da investire nella ricapitalizzazione di Siena. Il cambio di governance di Ubi aiuterebbe un matrimonio anche qualora avvenisse con scambio di carta contro carta, a cui potrebbe seguire successivamente un aumento di capitale”.

Un’analisi che va oltre l’ipotesi lanciata da Bergamonews settimana scorsa, che prevedeva l’acquisto da parte di Ubi Banca di alcuni sportelli di Antoneveneta da Monte Paschi.

Ipotesi più volte smentita dall’ad Victor Massiah. Anche se Il Fatto Quotidiano scrive: “Un’analisi dell’agenzia Reuters nota che “gli investitori potrebbero essere più disponibili a sostenere la terza banca italiana se facesse parte di un gruppo più grande”, ma “vendere una banca quotata a una popolare, l’unica vera opzione, sarebbe una cattiva pubblicità”. A valle della riforma, invece, diventerebbe possibile “una fusione tra Mps e una delle maggiori popolari, come Ubi. Ne risulterebbe una nuova entità con il 12% di quota di mercato del credito in Italia”.

Insomma, analisti e mercati sembrano tutti concordi nell’individuare in Ubi il cavaliere bianco del Monte dei Paschi.

È pur vero che la banca di Siena, oltre ad avere problemi di capitale, ha al suo interno una serie di problemi legati alla cattiva gestione del passato. Insomma, la banca bergamasca non vorrebbe tutte le zavorre che pesano e hanno affondato la "banca rossa" e di riferimento del Partito Democratico. Nel risiko bancario se per Ubi si ipotizza il salvataggio di Monte Paschi, per il Banco Popolare (che ha assorbito il Credito Bergamasco lo scorso anno) ci sarebbe l’ipotesi di rilevare Veneto Banca, mentre per il Carige (l’istituto bancario di Genova) si vedrebbe il salvataggio in Banca Popolare di Milano. Insomma, sono ore e giorni di gran fermento per l’intero sistema bancario nazionale.

Commenti

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  1. Scritto da warhammer

    ma per quale motivo ubi banca dovrebbe portarsi a casa un cane morto come montepaschi?
    a quel punto se proprio c’è fregola di fusione, che sia con il banco popolare.
    perlomeno loro un po’ d’ordine nei conti l’hanno già fatto.

  2. Scritto da Alessio

    Sgombriamo però il campo da luoghi comuni etichettando il tutto: banche ladre e stop . Perché avere un sistema bancario “sano”è indispensabile per la ripresa . Ma pensiamo al mercato immobiliare : quanta gente ha comprato casa grazie ad un mutuo , ma quante imprese vanno avanti grazie ai finanziamenti dati , non ultimo il credito al consumo. Certo è necessario vigilare perché le banche sia gestite da buoni padri di famiglia e far si che questa speranza non rimanga utopia.

  3. Scritto da il polemico

    una banca che all’apice della crisi aveva 24miliardi di debiti,abbassati a 20 grazie a monti,ora pare ci siano ancora diversi miliardi di debiti…..il motivo del perchè ubi si deve immischiare in questa operazione rischiosa,lo sanno solo il presidente ubi e i grandi banchieri…….sperando in bene