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Imam jihadista “pericoloso predicatore” E’ stato anche a Bergamo

"La bandiera nera del Tawhid sventola davanti al Vaticano... se Allah vuole distruggeremo il Vaticano sulla testa della sua gente". Scriveva così sul suo profilo Facebook Musa Cerantonio, 29 anni, cittadino australiano, immortalato con la bandiera dell'Isis davanti a piazza San Pietro.

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"La bandiera nera del Tawhid sventola davanti al Vaticano… se Allah vuole distruggeremo il Vaticano sulla testa della sua gente". Scriveva così sul suo profilo Facebook Musa Cerantonio, 29 anni, cittadino australiano, immortalato con la bandiera dell’Isis davanti a piazza San Pietro. Secondo uno studio dell’International Centre for the study of Radicalisation londinese, si contende con Musa Jibril Ahmad il primato di predicatore più seguito sui social dagli occidentali che si arruolano con lo Stato islamico.  Nel 2012 è stato ospite al centro islamico di via Cenisio, frequentato dai musulmani che da sempre preferiscono la strada “dialogante” con le istituzioni.

“Poco si sa delle ragioni che hanno spinto Cerantonio ad abbracciare l’islam quando aveva 17 anni – scriveva in un articolo Panorama qualche mese fa -, tranne quello che lui stesso racconta alla tv islamica Peace Tv. Nel 2000, durante una visita al Vaticano, il suo credo cattolico viene profondamente scosso. A turbarlo è in particolare la Cappella Sistina: "Il secondo comandamento impone di non raffigurare immagini di Dio" sottolinea il convertito. E vedere quel vecchio circondato da angeli, "che tutti sappiamo non hanno le sembianze di bambini con le ali", lo indigna. "Come si fa a dire che quella persona è Dio, colui che ho adorato per tutta la vita?" sbotta. "Nessuno sano di mente può pensare che quello sia Dio". Da allora Cerantonio ha passato molto tempo in Medio Oriente, completando il percorso che l’ha portato a diventare uno sceicco salafita dall’audience globale. È comparso in numerose trasmissioni televisive in inglese sulla saudita Iqraa tv e ha caricato i suoi sermoni su YouTube e sui social network, dove conta migliaia di follower. La sua famiglia, racconta lui stesso in un forum musulmano, ha accolto con non poche resistenze la sua conversione. Alla fine, però "si sono abituati, anche alla mia barba". Tutti tranne la nonna calabrese che "talvolta mi rincorreva con le forbici per tagliarmi la barba, chiedendomi perché volevo essere un turco e non un italiano". Nelle sue apparizioni, l’italo-australiano parla soprattutto di tematiche religiose, con un’interpretazione rigorista dell’islam di cui sottolinea la superiorità sul cristianesimo. Ma in molti post su Facebook ha più volte dichiarato il suo credo jihadista, tanto che la sua pagina è stata chiusa. Incitava a "fermare gli Usa assassinando i loro leader", aggiungendo citazioni religiose inneggianti alla guerra santa e commenti in favore della galassia qaedista”.

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