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Foppa, che delusione Il ko contro Firenze un grave passo indietro

Il nostro Alberto Caprini analizza la bruttissima prestazione delle rossoblù contro Il Bisonte, una delle gare peggiori di questa stagione perché arrivata contro un avversario piuttosto modesto con l'organico al gran completo.

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La Foppa che non ti aspetti si fa incornare in casa dal modesto Bisonte fiorentino al termine di una partita male interpretata. Anzi, la peggiore dell’anno considerando l’organico al completo. Un ko che cancella di fatto, a livello numerico, l’impresa di Conegliano dello scorso novembre. Tre punti insperati erano arrivati allora, tre punti sono stati buttati via questa volta. Siamo in media, quindi, con quelle che erano le prospettive di ottobre anche se la tendenza, ahinoi, è in calando.

FOPPA IN REGRESSIONE – Le ragazze di Lavarini, dopo la bella prova natalizia di Montichiari (tralasciamo i due successi netti contro Forlì e Urbino, squadre da A2 che finora hanno "impietosito" solo Conegliano), ha fatto come i gamberi con due passi indietro nei risultati e nelle prestazioni. Se a Viadana poteva starci di perdere contro la Pomì rivelazione del campionato, contro Firenze decisamente no, considerando che le avversarie avevano conquistato finora 11 punti contro i 23 delle rossoblù.

DIFESA INVALICABILE – Blagojevic & C. non sono riuscite a trovare il grimaldello giusto per scardinare l’attenta e arcigna difesa ospite, capace di rimandare anche cinque-sei volte in una sola azione la palla nel campo orobico. Certo, azioni di due minuti scaldano il pubblico e strappano applausi. Ma alla lunga non portano punti in classifica. Le percentuali d’attacco sono lì a dimostrarlo: 31%, così basse quest’anno solo contro Piacenza, in una partita oltretutto condizionata dagli infortuni di Radecka e Loda. E la pazienza, la capacità di affondare il coltello al momento giusto, unite alla maestosità di Calloni a muro (otto punti solo lei contro gli undici dell’intera Foppa) hanno fatto la differenza.

ERRORI A RAFFICA – A questo vanno aggiunti i troppi errori individuali che hanno ulteriormente inciso sul risultato: undici errori in battuta e tredici in attacco, praticamente un set regalato. Qualche esempio? Sylla che sbaglia due attacchi pesanti ai vantaggi del primo set, compreso quello del 25-27. Melandri che tira fuori una battuta non forzata sul 22-24 del secondo, con la squadra che aveva rimontato dal 19-24 costringendo Firenze al timeout. Non si dovrebbe mai sbagliare una battuta dopo un timeout, a maggior ragione se tattica. Poi la ricezione attestata su percentuali di positività basse, attorno al 50%. Si sono visti appoggi imprecisi tali da vanificare possibili contrattacchi efficaci, Radecka che manda in bocca al muro per due volte Melandri in avvio di terzo set costringendo Lavarini a cambiare Laura con Deesing. La prova dell’americana? Due punti in attacco e una virgola in due set nella casella muri (sorvoliamo su un pasticcio inguardabile a partita persa). E anche Mori, entrata per Radecka sul 4-9 del quarto, non ha dato la scossa.

L’AUTOCRITICA DI LAVARINI – Le ha tentate tutte quindi il tecnico rossoblù, alternando anche Sylla con Plak e inserendo Mambelli, che alla fine guardava sconsolato le statistiche rivedendosi il film della gara e prendendosi con grande onestà anche la sua parte di responsabilità per la brutta prova: "Quando si perde è giusto che mi assuma le mie responsabilità. Se la squadra gioca sottotono in maniera collettiva e non sono in grado di trovare le soluzioni adeguate è probabile che ci siano delle grosse responsabilità anche mie. Cercherò di capire dove ho sbagliato anche nel preparare emotivamente la squadra. Era facile pensare guardando la classifica che l’avversario fosse alla nostra portata ma già all’andata avevamo visto che appena si calava l’attenzione in attacco loro potevano esaltarsi in difesa". Certo piangersi addosso non serve, ci sono obiettivi importanti a breve e questa sconfitta non va dimenticata ma deve servire anzi da monito affinché non si ripetano in futuro prestazioni simili. Dove è finita la Foppa capace di vincere 3-0 al PalaVerde? "Ci toccano tre sfide proprio con Conegliano. Mi aspetto che le ragazze abbiano la consapevolezza che questo è il momento in cui si possono fare delle grandi cose perché andare in Final Four sarebbe un’impresa e ci sono in palio punti importanti contro una squadra che è più forte di noi ma che siamo già stati capaci di mettere in difficoltà e di battere. Dobbiamo capire in fretta che sono tre partite cruciali, quella di campionato per rimetterci in carreggiata visto che potevamo fare meglio in queste due settimane e portare a casa dei punti che ci sono sfuggiti, e poi le altre due per centrare un traguardo importante".

SITUAZIONE IN CLASSIFICA – La sconfitta non compromette il cammino in campionato della Foppa verso i quarti di finale. La nona, Scandicci, rimane ben distante, sei punti dietro, anche se ha dato segni di prorompente vitalità conquistando cinque punti con Modena e Busto Arsizio. La squadra staziona in piena zona playoff al settimo posto con sette vittorie e sette sconfitte, davanti anche a Montichiari che però ha avuto un calendario ostico in avvio di ritorno. Ora la complicata "trilogia veneta". Difficile ma non impossibile considerando anche l’infortunio della palleggiatrice statunitense Glass, migliore nel ruolo agli ultimi Mondiali, che sta creando non pochi grattacapi al tecnico delle Pantere (è stata da poco ingaggiata la sostituta Hancock). E’ da inizio anno che si dice che la Foppa ha un gran potenziale e che è destinata a crescere. E’ giunto il momento di tirarlo fuori e mostrare se si è cresciuti abbastanza, se si è pronti per battagliare per obiettivi importanti o per limitarsi a galleggiare a centroclassifica.

Alberto Caprini

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