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Bresciani, Cgil: a chi giova trasformare in spa le Popolari?

Luigi Bresciani, segretario generale della Cgil di Bergamo, e Mina Nava, segretario generale della Fisac-Cgil provinciale intervengono con una lettera: “La proposta di trasformazione in Spa delle banche popolari utilizzando un decreto legge è inopportuna nel metodo e non necessaria nel merito".

Sul tema della riforma delle banche popolari, al centro del dibattito nazionale nelle ultime ore, Luigi Bresciani, segretario generale della Cgil di Bergamo, e Mina Nava, segretario generale della Fisac-Cgil provinciale intervengono con una lettera: “La proposta di trasformazione in Spa delle banche popolari utilizzando un decreto legge è inopportuna nel metodo e non necessaria nel merito. Accogliamo, invece, con favore l’intenzione di ridurre il numero dei banchieri e, immaginiamo, anche il numero dei consiglieri di amministrazione che, come ricorda Banca d’Italia, sono troppi e troppo costosi".

In dieci anni, proseguono i due sindacalisti "negli istituti di credito si sono persi 50.000 posti di lavoro e proprio le banche popolari e le Bcc sono gli istituti che hanno difeso meglio l’occupazione e dove la redditività dei dipendenti è più alta. Le banche popolari stanno sul mercato come tutte le altre aziende e va anche sottolineato che i peggiori scempi che abbiamo visto nel mondo del credito riguardano società per azioni".

La domanda è: "A chi giova la trasformazione in Spa delle banche popolari? Guardiamo alla nostra realtà, ad Ubi Banca: la forma cooperativa, anche in una situazione di crisi pesantissima, consente ai lavoratori e al territorio di dare un contributo di idee e anche di critiche nelle fasi assembleari, di rappresentare nella governance, attraverso il meccanismo del voto capitario, posizioni di sensibilità e interessi diversi. Tutto ciò non sarà più possibile. Siamo convinti che valori come democrazia, partecipazione, condivisione nelle scelte strategiche non siano ‘antiche’ e quindi da rottamare, ma siano invece da rilanciare".

Non tutto è perfetto nel mondo delle banche popolari, concludono Bresciani e Nava "ma alle nostre imprese serve più democrazia, più partecipazione, non di meno. Per quanto riguarda Ubi, il risultato della trasformazione in Spa sarà l’acquisto a prezzi stracciati da parte di finanziarie neppure italiane; alcuni grandi investitori, anche bergamaschi e bresciani, ricaveranno un mucchio di soldi, i piccoli investitori riceveranno un piatto di lenticchie, le famiglie, le imprese del territorio, le comunità locali avranno tutto da perdere e nulla da guadagnare”.

Commenti

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  1. Scritto da Andrea

    Non si cancellano 150 anni di storia con un blitz, la trasformazione di cooperative in spa non determina, ipso facto, un aumento del credito verso famiglie e pmi. Semmai serve a tentare di risolvere i problemi di grosse banche collocate, guarda caso, in regioni storicamente governate dal pd ed ora sull’orlo del default

  2. Scritto da azionista ubi 250 pezzi

    Apprezzabile il pensiero di Bresciani al quale farei presente che i soci bresciani di ubi hanno dichiarato che a loro la Spa va benissimo. E poi parlare di democrazia assembleare è semplice ideologia. Sa bene come sono andate le cose nel 2013 in assemblea. Altro che democrazia.

  3. Scritto da nino cortesi

    Il problema è che Renzi, l’abusivo, sta svendendo gli Italiani. Almeno svendesse solo quelli che hanno la colpa, grave, di avergli dato il voto.

  4. Scritto da Piergiorgio

    Chiariamo che se UBI è cooperativa ed è la holding, le banche che operano sul territorio (Banca popolare di Bergamo spa, Banco di Brescia spa ecc.) sono società per azioni.
    La forma cooperativa ha consentito ai vari Zanetti, Lucchini, Bazoli, Rondini ecc. di mantenere il controllo sulla economia di Bergamo…..
    Io sono favorevole.

  5. Scritto da Fine delle Popolari

    Ottima domanda, ma e’ evidente il disegno di renderle scalabili.

  6. Scritto da Alberto

    Ovviamente giova ai grossi banchieri e finanzieri che copriranno a peso d’oro il salsicciaio fiorentino una volta svolto il compitino.

  7. Scritto da Sère

    Accidenti: MI TOCCA DAR RAGIONE A BRESCIANI! L’ha scritto ieri il giornalista Neil Unmack per Reuters, secondo gli speculatori inglesi il voto capitario creerebbe inefficienze nella banca. Ma a vedere i fatti, tra UBI e altre grosse banche SPA, non ci sono grosse differenze nei risultati. E se ci sono, sono a favore di UBI. Per la nostra provincia sarebbe un esproprio: generazioni di laboriosa gente ha fatto grassa la banca, ora arrivano “i finanzieri internazionali” a spremere il buono!