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La truffa dell’asfalto: “Vi tappiamo le buche” Ma la partita Iva è falsa

Un'azienda di Ponte San Pietro denuncia un tentativo di truffa del quale è stata vittima: un fantomatico esponente di una ditta inglese di asfaltature propone di rattoppare alcune buche con dell'asfalto avanzato da altri cantieri. Il lavoro viene fatto (male) usando la partita Iva di un'azienda all'oscuro di tutto.

Un’azienda di Ponte San Pietro denuncia un tentativo di truffa del quale è stata vittima: un fantomatico esponente di una ditta inglese di asfaltature propone di rattoppare alcune buche con dell’asfalto avanzato da altri cantieri. Il lavoro viene fatto (male) usando la partita Iva di un’azienda all’oscuro di tutto.

“Spettabile Redazione,

scriviamo poiché riteniamo importante segnalare un fatto avvenuto mercoledì 14 gennaio presso la nostra attività con sede in Ponte San Pietro. Intorno a mezzogiorno si è presentato un uomo dall’aspetto e accento anglosassone, dicendoci di essere dipendente di una ditta di asfaltature alla quale era avanzato dell’asfalto da un altro cantiere. Ci proponeva quindi di riparare alcune buche presenti nel piazzale antistante la nostra ditta, a un prezzo di favore. Dopo varie insistenze ci si accordava per la riparazione di alcuni avvallamenti e buche, di piccole dimensioni, per un totale di circa 10 mq. Verso sera, intorno alle 17.30, si sono dunque presentati gli operai addetti a questo lavoro, che nell’arco di pochi minuti asfaltavano l’intero piazzale, della grandezza complessiva di 440 mq.

Successivamente uno degli operai, presentatosi con il nome di John e sostenendo di essere l’ingegnere della ditta, ci richiedeva un pagamento immediato per il lavoro svolto, a un prezzo di 15 euro al metro quadro, per un totale di 6.600 euro. Alla nostra richiesta di fattura, “John”, chiamando un amico al cellulare, si faceva portare un nuovo blocco con modelli di fatture prestampate (del genere facilmente reperibile in una comune cartoleria). La fattura è stata quindi compilata sotto i nostri occhi: il numero di fattura riportato era il 179 (un’azienda prolifica, per essere solo il 14 gennaio…), dopodiché è stato apposto un timbro recante l’anagrafica di una ditta inglese, preceduta da un nome e cognome. Insospettiti da questi fatti, abbiamo temporeggiato sull’eventualità di effettuare pagamento, chiedendo di tornare la mattina successiva.

Grazie al nostro studio commercialista abbiamo verificato l’appartenenza della Partita Iva riportata in fattura, la cui denominazione non coincideva esattamente con l’anagrafica riportata sul timbro. Lo studio ha quindi contattato la ditta inglese intestataria della Partita Iva, la quale ha riferito di non avere dipendenti fuori dall’Inghilterra e di non conoscere il nome e cognome riportato sul timbro. Facendo una ricerca in internet – digitando “truffa dell’asfalto”- abbiamo inoltre scoperto che eventi di questo genere erano già avvenuti nella provincia di Varese qualche mese prima.

L’indomani, una volta ripresentatosi “John” per la riscossione del pagamento, abbiamo contestato il lavoro svolto (in alcuni punti infatti l’asfalto si sbriciolava come sabbia), richiedendo di presentarci una regolare fattura, specificando di aver verificato la falsità di quella ricevuta il giorno precedente. In seguito a queste richieste il presunto ingegnere si è allontanato dicendo che avrebbe richiamato la settimana successiva. Successivamente abbiamo portato tutta la documentazione in nostro possesso presso gli uffici della Guardia di Finanza di Bergamo, sporgendo querela contro ignoti per l’accaduto.

Dopo aver contattato altre ditte della Bergamasca e aver scoperto che erano state vittime della stessa truffa, abbiamo deciso di segnalarvi quanto accaduto nella speranza che l’informazione raggiunga quante più persone possibili, nella nostra provincia e in quelle adiacenti, così da poter contrastare il diffondersi di questi eventi”.

I titolari della K.A.M. Arredo Giardini srl.

Commenti

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  1. Scritto da beppe

    sono anni che girano.sono zingari irlandesi..il cosidetto ingegnere è un tipo cicciotto che si presenta con un giacchino catarifrangente per sembrare proprio uno che lavora sulla strada…

  2. Scritto da Mauri C

    Vi segnalo che il Sig John (con un Panda grigio) è passato anche da Seriate (località Bù). Sono bastate poche parole per capire che era un bidone!!!

  3. Scritto da Sère

    In precedenza, mai avevo sentito di questo genere di truffa. QUINDI PUBBLICIZZARLO E’ IMPORTANTE! Grazie alla ditta e grazie a BGNews. Certo è stupefacente (si fa per dire) che ancora imperversi indisturbata una squadra di truffatori così allestita. Che comunque parrebbe più dura girare con tutti i macchinari necessari per asfaltare, piuttosto che muoversi con in macchina il solo e classico “pacco alla napoletana”. Ma tant’è, la vita vien resa difficile solo ai galantuomini!

  4. Scritto da sempreloro

    Questa truffa dell’asfalto portata a termine dagli stessi personaggi e’ in giro da anni ormai e sembra strano che ci sia ancora qualcuno all’oscuro. Quello che mi chiedo io come possano continuare imperterriti a truffare dopo le denunce che hanno in mezza italia…