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Moioli bronzo mondiale “Questa medaglia è un calcio alla sfortuna”

L'atleta di Alzano Lombardo torna dai Mondiali di Kreischberg con la medaglia di bronzo un anno dopo il grave infortunio rimediato a Sochi: "Una gioia che voglio dedicare a chi mi ha rimesso in piedi e motivato".

Michela Moioli è medaglia di bronzo mondiale. E chi l’avrebbe mai detto? L’atleta bergamasca, giovanissima, classe 1995, è arrivata da protagonista ai Mondiali austriaci di Kreischbergci nonostante un gravissimo infortunio al ginocchio rimediato alle Olimpiadi di Sochi, meno di un anno fa. In pochi ci avrebbero scommesso perché batoste come quella rimediata dalla giovanissima snowboarder di Alzano Lombardo nel febbraio del 2014 metterebbero in ginocchio quasi tutti. Ma non lei: "Questa medaglia ha il sapore della rivincita – racconta BgNews la 19enne bergamasca -, è un calcio alla sfortuna. Dopo quello che avevo perso a Sochi è stato il modo migliore per tornare in gara. Non potevo chiedere di meglio. Ci speravo, alla fine tutti scendiamo in pista per vincere, ma ancora adesso non mi sembra vero: fatico a crederci, colpa della felicità". 

Come detto, nel febbraio del 2014 la medaglia olimpica era sfuggita alla giovane Moioli a causa di una brutta caduta sulla neve di Sochi (quando si trovava in terza posizione) che l’aveva fatta tornare in Italia in stampelle e con un legamento crociato del ginocchio rotto: "Dopo quell’Olimpiade ho avuto il tempo di riflettere su quello che mi era successo – spiega – e sono ripartita completamene da zero. Tanto lavoro, tanto sudore, tanto sacrificio. E tanta, tantissima fatica. Ora sto raccogliendo i frutti di tutto questo. E quando ho tagliato il traguardo in terza posizione ho avuto la splendida sensazione di essermi finalmente liberara di un grosso peso. A cosa ho pensato in quegli istanti? A niente, non c’è stato tempo: mi sono buttata a terra e mi sono goduta tutta la mia felicità".

Come ad ogni grande traguardo che si raggiunge, ci sono tante dediche da fare: "Voglio dedicare questa medaglia prima di tutto a chi, dopo il ko di Sochi, mi ha rimesso in piedi: ai dottori e ai fisioterapisti del centro Igea. E poi al mio preparatore atletico Sergio Rebussi, al mio trainer di crossfit Yuri Ambrosioni, ai miei allenatori, ai miei compagni di squadra, al Centro Sportivo Esercito. E infine, ovviamente, ai miei familiari. Ma ora non mi devo fermare: a chi mi chiede cosa sogno per il futuro rispondo che voglio solo continuare su questa strada, che voglio migliorarmi ancora di più".

Raggiante come non mai l’allenatore azzurro Cesare Pisoni, bergamasco come Michela: "E’ stata una grandissima impresa – attacca il coach -, una vittoria della squadra ma anche e soprattutto di una ragazza che ha fatto un lavoro assolutamente splendido. Questo è il vero snowboard: voglia, impegno e sacrificio. Michela ha fatto qualcosa di davvero straordinario per mettersi alle spalle il grave infortunio di Sochi e tornare in pista con questo smalto. Insomma, ha dimostrato di essere una vera professionista. E’ questo il bello dello sport: a volte cadi ma hai sempre la possibilità di rialzarti. Michela ne è stata capace".

Cesare Pisoni è anche il tecnico di Luca Matteotti (il primo a sinistra nella foto grande, con il coach e con Michela Moioli) che venerdì 16 gennaio ha regalato all’Italia il primo storico oro nella categoria snowboardcross.

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