BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

La libertà d’espressione, la satira, il rispetto e quel ‘pugno’ del Papa fotogallery

Nel corso del suo viaggio pastorale in Asia, Papa Francesco ha risposto ad alcune domande dei giornalisti sui diritti umani, la libertà di stampa e d'espressione. Nel suo stile ha fatto un esempio sul rispetto, e "quel pugno" ha catalizzato tutta l'attenzione mondiale. Ma che cosa ha detto veramente il Papa? La risposta nell'articolo di Pier Giuseppe Accornero.

Più informazioni su

di Pier Giuseppe Accornero

«Uccidere in nome di Dio è un’aberrazione»; «non si può reagire violentemente»; «ma le religioni non vanno insultate» perché, se si prende gioco di quello che gli altri hanno di più caro, se uno «dice una parolaccia contro mia mamma, gli spetta un pugno». Questo in sintesi ha detto Papa Francesco conversando a ruota libera con i giornalisti sul volo che lo portava da Colombo in Sri Lanka a Manila nelle Filippine. Il Papa parla degli attentati di Parigi, della libertà religiosa e della libertà di informazione. Il giornalista Sebastien Maillard de «La Croix» gli chiede: fino a che punto si può arrivare con la libertà di espressione, che è un diritto umano come lo è la libertà religiosa?

COSA RISPONDE IL PAPA

«Credo che tutte e due siano diritti umani fondamentali: la libertà religiosa e la libertà di espressione. Parliamo chiaro: ognuno ha il diritto di praticare la religione, senza offendere, liberamente. Così vogliamo fare tutti. Non si può offendere, fare la guerra, uccidere in nome della religione, in nome di Dio. Quello che succede ci stupisce. Ma pensiamo alla storia: quante guerre di religione abbiamo avuto… la "notte di San Bartolomeo". Anche noi siamo stati peccatori su questo. Uccidere in nome di Dio è un’aberrazione. La libertà di religione si deve fare con libertà, senza offendere, senza imporre e uccidere. Ognuno ha la libertà, il diritto, l’obbligo di dire quello che pensa per aiutare il bene comune. Abbiamo l’obbligo di dire apertamente, ma senza offendere. Non si può reagire violentemente, ma se il dott. Gasbarri (organizzatore dei viaggi papali che gli è vicino, n.d.r.), grande amico, mi dice una parolaccia contro la mia mamma, gli arriva un pugno! È normale! Non si può provocare, non si può insultare la fede degli altri, non si può prendere in giro la fede. Papa Benedetto in un discorso aveva parlato della mentalità e metafisica post-positivista, che portava a credere che le religioni sono una sorta di sottocultura, sono tollerate, sono poca cosa, non fanno parte della cultura illuminata. Questa è un’eredità dell’illuminismo. Tanta gente sparla delle religioni, le prende in giro, "giocattolizza" la religione degli altri. Ogni religione ha dignità: non posso prenderla in giro. Ho preso questo esempio per dire che nella libertà di espressione ci sono limiti come quello della mia mamma».

LE VIGNETTE BUTTANO BENZINA SUL FUOCO

Subito dopo gli orribili attentati a Parigi e in Nigeria, alla Messa del mattino, Papa Francesco espresse chiaramente il suo pensiero: opporsi alla violenza; guarire le cause dell’odio, della malvagità e della crudeltà che insanguina il mondo; rifiutare le istigazione all’odio; lavorare per un’informazione rispettosa di tutte le religioni.

Scrive il Sir, agenzia dei vescovi italiani: «Quelle vignette buttano benzina sul fuoco. Ne sanno qualcosa i missionari che operano nei Paesi a maggioranza musulmana. Questa non è libertà, ma espressione saccente di mentalità coloniale: si ritiene "normale" il nostro modo disinvolto di relazionarci nei confronti del "sacro" e si considera incivile quello dei musulmani». E riporta l’appello di un missionario che svolge apostolato umanitario in un Paese arabo, che chiede l’anonimato: «Per favore, in Italia, in Francia, in Europa smettetela con la storia delle vignette di “Charlie Hebdo”. In una fase così delicata del confronto tra Oriente e Occidente, questa satira rischia di renderci la vita impossibile».

ATTENTATI KAMIKAZE DEI BAMBINI

Alla domanda di un giornalista il Papa risponde «Credo che dietro a ogni attentato suicida ci sia uno squilibrio umano, qualcosa che non va in quella persona. Tanta gente lavora – pensiamo ai missionari – e danno la vita per costruire. Qui si dà la vita autodistruggendosi e per distruggere, tipico dei sistemi dittatoriali o totalitari. I bambini sono sfruttati dappertutto per tante cose: nel lavoro, come schiavi, sessualmente. Alcuni anni fa con alcuni membri del Senato in Argentina abbiamo voluto fare una campagna negli alberghi più importanti per dire pubblicamente che lì non si sfruttano i bambini per i turisti. Non si è fatto nulla a causa delle troppe resistenze nascoste».

LA DISCUTIBILE INIZIATIVA DI «ÉTUDES»

Il sito di «Tempi» riporta la discutibile iniziativa della rivista dei gesuiti francesi «Études»: «Confratelli, un po’ di buon senso»: un gesuita francese si schiera contro i gesuiti di «Études» che ripubblicano le vignette di «Charlie Hebdo».

Padre Jean-François Thomas ha inviato all’autorità competente della Compagnia una lettera per protestare contro la rivista dei gesuiti che, per dimostrarsi vicina alle vittime dell’attentato, «ripubblica qualche caricatura del settimanale satirico che riguarda il Cattolicesimo», per esprimere «solidarietà ai nostri fratelli assassinati e alle altre vittime». Una delle vignette mostra Gesù che chiede di essere «schiodato» per partecipare al Conclave. In un’altra – riferisce «Tempi» – appare Benedetto XVI in versione gay che esclama «finalmente libero» dopo aver rinunciato al papato. In sostanza, per esprimere solidarietà, la rivista gesuitica ridicolizza la fede cristiana. Padre Thomas non ci sta, e in questo è in linea con quello che sostiene il Papa gesuita: «La libertà di espressione non è la libertà di offendere i credenti e commettere blasfemia contro Dio. Non c’è alcun bisogno di una legge contro la blasfemia, basterebbero buon senso, buon gusto e rispetto. Se l’umorismo, anche sgradevole, può far ridere, la volgarità eretta ad assoluto fa piangere e non fa che attirare ancora più odio.

L’ultimo numero di “Charlie Hebdo” ne diceva di tutti i colori su Dio, Maria e la nascita di Gesù. Si può discutere sul diritto del settimanale di pubblicare blasfemie, ma che una rivista della Compagnia lo faccia è scandaloso. Quella su Benedetto XVI è quasi diffamatoria. La violazione del dramma della Crocifissione è spregevole. Non credevo che certi gesuiti potessero ridere di un soggetto del genere».

INCONTRO INTERRELIGIOSO AD ASSISI?

Al Pontefice un giornalista chiede se abbia qualche idea concreta per coinvolgere altri leader religiosi per combattere l’estremismo religioso, tipo un incontro ad Assisi, come hanno fatto Giovanni Paolo II nel 1986, nel 1993, nel 2002 e Benedetto XVI nel 2011. Risponde Bergoglio: «Anche questa proposta è stata fatta. So che alcuni lavorano su questo. Ho parlato col cardinale Tauran (presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, n.d.r.) e lui ha sentito questo. So che l’inquietudine non è uscita solo da noi, è uscita anche più dagli altri, è uscita dalle altre religioni ed è nell’aria. Non so se ci sia qualcosa in via di organizzazione, ma c’è l’inquietudine nell’aria».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Magister

    I deliranti mussulmani esaltati fondamentalisti lascino in pace la gente per bene e l’Europa con i suoi diritti civili conquistati a caro prezzo. Che si internino da qualche parte a sbollentire i loro demoni!!!!!!!

  2. Scritto da sem

    cercate di spiegare a bergoglio che la chiesa cattolica non è emergency

  3. Scritto da Ribot

    Pragmaticamente bisognava difendere i religiosi cattolici sparsi nel mondo: la dichiarazione del papa va in questa direzione.

  4. Scritto da nino cortesi

    L’ha detto per far capire che ci sono cose su cui non si scherza senza poi aspettarsi una reazione violenta. Detto da lui, che in tutte le sue espressioni è un buono ed onesto, la faccenda non fa una grinza, è e resta buona ed onesta. I Bagnasco, i Bertone, i Renzi quelli sì sono violenti anche se tengono la bocca chiusa.

    1. Scritto da Giovanni

      Cardinal Renzi mai sentito…

  5. Scritto da mario59

    Il guaio è che quando si tratta di religione, gli estremisti pronti a fare a pugni esistono su tutti i fronti.
    Infatti non sono poche le persone che con molta faciloneria, affermano che la soluzione sarebbe cancellare il mondo islamico..tra queste persone c’è pure chi va a messa.

  6. Scritto da A.Z. BG

    Aggiungo che non ho mai sentito dire al Papa di dare un pugno a chi uccide i Cristiani in tutto il mondo, che sono quasi tutti islamici.I dieci stati in cui sono perseguitati oggi 100 mln di Cristian sono tutti musulmani tranne uno,la Corea del nord.Ma per queste persone non bisogna alzare i pugni.solo dopo le “offese “al mondo islamico(la libertà d’espressione non è nel corano)allora dice di alzare il pugno?Poco Cristiano. Mi pare confusionaria l’azione papale.Il gregge si disperde così.

    1. Scritto da mt_thecap

      Hai perfettamente ragione ed è esattamente quello che ho pensato anch’io… e poi, avrebbe detto così se fossero stati dei cristiani a fare quello che hanno fatto in Francia i musulmani?
      Non credo, anzi, sono convinto che li avrebbe messi “in croce”, alto che giustificarli! Purtroppo, in un mondo ipocrita, politically correct e vigliaccamente buonista noto che anche il papa non si dissocia, attento a difendere tutti meno che il suo gregge.

    2. Scritto da gianni

      Ha solo detto che se offendi qualcuno puoi aspettarti la sua reazione. Non mi pare così assurdo

      1. Scritto da Arturo

        Deve valere per tutti però.non solo a favore degli islamici. Anch’io posso picchiare un musulmano se mi offende,per esempio definendo il Crocefisso, un cadaverino,vero?

        1. Scritto da Gianni

          Ovvio, anche se mi sembrano tutte cavolate. Sia di qua che di là.

  7. Scritto da A.Z. BG

    Trovo la risposta papale piuttosto strana”per un Cristiano. Per secoli ci hanno insegnato a porgere l’altra guancia ed oggi il Papa ci dice che dobbiamo prendere a pugni chi ci insulta?Se è cambiata la dottrina,sospettosamente perché gli offesi sono islamici,buona a sapersi, ma allora il pegno lo tiro anche a loro quando vogliono buttare i crocefissi e i presepi. È questo o invece è una giustificazione alla violenza islamica nel mondo,cioè sottomissione?

    1. Scritto da Paolo

      Sinceramente non ho capito il commento…sicuramente questo papa è molto pratico sia nella vita sia nella religiosità