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Donazione di sangue Rossi, Gori, Carnevali e Nicora in Avis

Puntuali nella mattina di sabato 17 gennaio anche i rappresentanti istituzionali, al pari dei tantissimi avisini che lo hanno fatto in questi tre giorni, si sono presentati in Avis per rispondere alla richiesta di sangue (di gruppo 0 negativo) lanciata dall'Ospedale Papa Giovanni XXIII.

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Puntuali sabato mattina anche i rappresentanti istituzionali, al pari dei tantissimi avisini che lo hanno fatto in questi tre giorni, si sono presentati in Avis per rispondere alla richiesta di sangue (di gruppo 0 negativo) lanciata dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII.

A fare gli onori di casa il presidente e la vicepresidente di Avis provinciale, Oscar Bianchi e Elisabetta Lanfranchi che – al termine degli accertamenti sanitari (colloquio con il medico, visita e prelievo) preliminari alla valutazione di idoneità alla donazione a cui si sono sottoposti il primo cittadino di Bergamo, Giorgio Gori, il presidente della Provincia, Matteo Rossi, l’onorevole Elena Carnevali, il direttore generale del Papa Giovanni XXIII, Carlo Nicora – hanno illustrato l’attività dell’associazione che conta 38.000 iscritti e fornisce annualmente circa 72.000 sacche di sangue.

“Era doveroso esserci – ha sottolineato Giorgio Gori – per testimoniare la nostra vicinanza, soprattutto in un periodo di emergenza. Certo il numero degli avisini nella nostra provincia è già un record assoluto, ma non c’è limite al meglio”.

“Questo appello è servito anche a noi – hanno concordato Matteo Rossi e Elena Carnevali – E’ stato un invito a contribuire personalmente. Speriamo di risultare idonei per poter poi continuare regolarmente. E’ un piccolo gesto ma può ridare la speranza e salvare la vita a tante persone”.

Si è rivolto a tutti gli operatori sanitari il direttore del Papa Giovanni: “L’Avis come al solito nei momenti di necessità è in prima linea – ha ricordato Carlo Nicora – La solidarietà deve essere di tutti, a cominciare da chi ha un ruolo in ambito sanitario. Vorrei che all’appello rispondessero anche tutti i medici, infermieri e tecnici”.

Si può donare presso il Centro Avis del Monterosso e in tutte le articolazioni organizzative periferiche (Aop) di Avis che si trovano presso gli ospedali dei seguenti paesi: Calcinate, Gazzaniga, Piario, Ponte San Pietro, Romano di Lombardia, Sarnico, San Giovanni Bianco, Trescore e Zingonia.

Attenzione: per donare al Centro del Monterosso occorre prenotarsi via web sulla “Pagina del donatore” del sito www.avisbergamo.it,; e telefonicamente al numero 035.342222 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e il sabato dalle 8.30 alle 12.

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Commenti

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  1. Scritto da Neno

    Ma quante critiche!! Ma riusciamo una volta come popolo italiano a volerci un po’ bene? Sono anch’io avisino da 35 anni ma se i politici o chi ha responsabilità istituzionale fanno una cosa buona leggo quella cosa come buona e stop!! altrimenti si torna allo stesso giudizio demenziale fatto in questi giorni sulla liberazioni delle due ragazze cooperanti. La vita ha un valore assoluto e chi la difende ha il mio rispetto. il giudizio politico in questo caso non mi interessa

    1. Scritto da Valerio

      Avis: asociazione apolitica e areligiosa. Questo lo statuto. Si ribadisce, il politico nell’ambito del suo ruolo può rapporesentare le istituzioni. Ma quando dona, è una persona. Quindi se dona, lo fa in modo anonimo come tutti i donatori. L’articolo parla di donazione: cosa c’entrano qui le “due ragazze cooperanti”? Semplice3mente donare salva una vita: serve sempre donare e non solo in caso di emergenza…

    2. Scritto da Valerio

      Si parla di donazione: non travisiamo in altri argomenti. La donazione Avis è anonima, gratuita e volontaria fatta in modo areligioso e apolitico. Questo lo statuto. I politici che si sono iscritti sono persone che, ad andar nene , doneranno tra due mesi. I donatori lo fanno con regolarità senza ritorno d’immagine

  2. Scritto da paolo

    Gentile redazione di BergamoNews , ricordate che si puo’ donare il sangue anche senza farsi fotografare ( per una volta e via ) come me da 34 anni !!!

  3. Scritto da Che bello

    Un esempio positivo e tanti altri negativi non basta ai nostri politici per ripulirsi… Ma non lo vogliono proprio capire

  4. Scritto da Valerio

    Forse sarebbe utile ricordare ai politici che Formentano, fondò l’Avis con un inserto sul Corriere della Sera, e la volle areligiosa e soprattutto apolitica. E lo disse nel lontano 1927. I politici, se vogliono donare, lo facciano come tutti gli altri donatori: in modo gratuito, volontario e anonimo (nel rispetto dello statuto Avis). E lo facciano, senza mettersi in posa davanti al fotografo… E chi di dovere, dirami i numeri delle donazioni dell’intero anno 2014: i numeri parlano da soli.