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Dissesto Banca MB Per ipotesi bancarotta a processo Nicola Radici

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Nicola Radici, figlio di Miro, per il dissesto della Banca Mb. Nicola Radici deve rispondere per nome della Miro Radici Finance di cui amministratore unico. La difesa: “Tutto regolare, confidiamo in una sentenza di assoluzione”.

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Il nome di Nicola Radici, 41 anni, figlio di Miro, compare nella lista dei 34 persone per le quali i pubblici ministeri Bruna Albertini e Roberto Pellicano della Procura di Milano, chiedono il rinvio a giudizio per bancarotta della Banca Mb.

Ora sarà il giudice dell’udienza preliminare, fissata per febbraio, a decidere se disporlo. Tutto ha inizio nel 2006 quando la nuova Banca Mb, nata nel 2006 dalla fusione tra la vecchia Mb e la Novagest Sim di Fabio Arpe. Il 15 gennaio del 2007 arrivano negli uffici di Banca Mb la Guardia di Finanza e Banca d’Italia che avviano un procedimento sanzionatorio fino a 30 milioni da parte dell’Ufficio Italiano Cambi.

Il 1° di luglio dello stesso anno Banca Mb ha un nuovo presidente che implementa una politica di prestito alle imprese che non era nel progetto iniziale alla base della fusione. Nel luglio 2009 Banca Mb è posta dalla Banca d’Italia in amministrazione straordinaria e nel 2011 viene messa in liquidazione coatta amministrativa.

Nel febbraio 2012, poi, arriva la dichiarazione di insolvenza da parte del Tribunale fallimentare di Milano. Al centro dell’inchiesta della procura di Milano, arrivata alle richieste di rinvio a giudizio, ci sono due temi: il primo riguarda finanziamenti erogati a imprenditori "amici" senza rispettare i parametri della sana gestione e senza garanzie, che hanno portato al dissesto della banca, mentre il secondo riguarda operazioni di aumento di capitale dell’istituto che sarebbero stati finanziati dai soci con denaro prestato dalla stessa banca, con grave danno per le sue condizioni finanziarie.

All’epoca dei fatti la Miro Radici Finance, di cui Nicola Radici è amministratore unico, ha una quota di Banca Mb di 1,68%, già scesa dall’iniziale 5%.

I due pm contestano alla Miro Radici Finance un finanziamento di 9 milioni di euro – che secondo l’ipotesi accusatoria – sarebbero stati chiesti con l’intenzione di non restituirli. Anche perché, sempre secondo i magistrati, la società non poteva dare sufficienti garanzie di restituire la somma.

Non secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Andrea Pezzotta: “Le garanzie c’erano e le dava il gruppo alle spalle della società. Con Unicredit che ha rilevato la Banca Mb è stato raggiunto un accordo per un piano di rientro del debito, che si sta pagando. Faremo presente queste circostanze al giudice dell’udienza preliminare, confidando in una sentenza di assoluzione”.

Ora si attende l’udienza preliminare di febbraio.

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