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Separazioni: nuovi indici per l’assegno di mantenimento

Orazio Amboni: "Dall’osservatorio dello Sportello Genitori della CGIL di Bergamo registriamo la crescita, per la crisi economica, sia dei casi di mancato pagamento degli assegni sia delle richieste di revisione dell’importo".

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È stato pubblicato dall’ISTAT il comunicato annuale relativo al costo della vita nel 2014 (indice medio annuale per famiglie di operai e impiegati “FOI” al netto dei tabacchi).

Il valore medio annuo per lo scorso anno è di +0,2%.

Gli assegni di mantenimento (nei casi di separazione, divorzio o altro) vanno quindi rivalutati, a partire dal 1° gennaio 2015 utilizzando questa percentuale.

In pratica basta moltiplicare per 1,002 l’importo del 2014. “Il numero delle persone interessate alla rivalutazione degli assegni di mantenimento è elevato e in crescita a causa dell’instabilità dei rapporti matrimoniali.

Per restare alla sola città di Bergamo, sono 7.366 le famiglie con un solo genitore su un totale di 19.882 famiglie con figli, quindi ben il 37%” ha detto Orazio Amboni del Dipartimento Welfare e dello Sportello Genitori della Cgil di Bergamo.

“L’ISTAT ha rilevato come la rottura del legame familiare con le sue ricadute economiche sia tra le prime cause di povertà con conseguenze sia su chi paga gli assegni di mantenimento sia su chi li riceve. Il dato è confermato dagli ‘Sportelli di ascolto’ della Caritas Diocesana bergamasca: nel 2004 separati e divorziati che si rivolgevano agli Sportelli per un aiuto erano solo il 4% dei richiedenti; nel 2013 sono diventati il 20%”. “

Dall’osservatorio dello Sportello Genitori della Cgil – continua Amboni – rileviamo come siano cresciuti, in seguito alla crisi economica, sia i casi di mancato pagamento degli assegni sia le richieste di revisione dell’importo. Molti lavoratori, infatti, non sono più in grado di pagare la stessa cifra degli anni precedenti a causa di licenziamenti e cassa integrazione, ma la richiesta di revisione, così come tutte le procedure giudiziarie, rappresenta un ulteriore costo e spesso si rinuncia al ricorso e ci si autoriduce l’assegno dando il via a nuovi conflitti. Di recente la Regione Lombardia ha previsto delle provvidenze (un contributo di 400 euro al mese per un massimo di sei mesi) per le situazioni più difficili: un’iniziativa lodevole ma che, sia per le scarse risorse messe a bilancio, che per la poca informazione e per il combinarsi dei vari requisiti di accesso (limite ISEE, disoccupazione, separazione da non più di due anni, ecc.), ha visto, nella provincia di Bergamo, erogare l’aiuto a solo 91 richiedenti nell’anno 2013”.

Sul sito web dello Sportello Genitori della Cgil di Bergamo sono disponibili ulteriori informazioni su criteri e modalità per la rivalutazione degli assegni di mantenimento e le tabelle ISTAT complete con gli indici medi annuali e mensili.

Lo Sportello propone consulenza e assistenza sull’argomento: per fissare l’appuntamento, chiamare il n. 035.3594380 o inviare una mail a SportelloGenitoriBergamo@cgil.lombardia.it.

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