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Ordinanza anti movida in borgo Santa Caterina Parola al giudice

Parola al giudice. L'ordinanza di borgo Santa Caterina, sospesa dal tribunale amministrativo lo scorso 22 dicembre, torna in aula. Non quella del Consiglio comunale, ma del Tar. Si terrà a Brescia la camera di consiglio per stabilire la legittimità del provvedimento emanato dall'amministrazione comunale il 28 novembre.

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Parola al giudice. L’ordinanza di borgo Santa Caterina, sospesa dal tribunale amministrativo lo scorso 22 dicembre, torna in aula. Non quella del Consiglio comunale, ma del Tar. Si terrà a Brescia la camera di consiglio per stabilire la legittimità del provvedimento emanato dall’amministrazione comunale il 28 novembre.

Tra le misure restrittive che più hanno sollevato polemiche c’è l’orario di chiusura: tutti i giorni, dalle 1 e 30 (30 minuti prima del previsto, ndr) alle 6 del mattino. Prima ancora di ascoltare le ragioni di Palafrizzoni il giudice ha però sospeso il documento anti movida consentendo l’apertura dei locali fino alle 2.30 nei giorni festivi e prefestivi sulla base del ricorso presentato da sei bar del borgo. Oggi l’ultima parola, decisiva.

Confesercenti, sostenitrice delle istanze dei commercianti coinvolti, segue la discussione da vicino: “Abbiamo accolto con moderata cautela la sospensiva del tar decisa a dicembre – spiega Filippo Caselli, vicedirettore di Confesercenti -. Il giudice ha stabilito la fondatezza del ricorso perché l’ordinanza comunale era attaccabile sotto diversi profili. Conforta la nostra teoria: non è con misure restrittive che si risolve il problema della movida. E’ uno strumento che va utilizzato solo in gravi situazioni di ordine pubblico”.

L’associazione dei commercianti attende il verdetto con serenità. “Sì, serenamente – continua Caselli – perché questa vicenda giudiziaria è un passaggio fondamentale per far ritrovare tutte le parti attorno a un tavolo. Comunque andrà a finire siamo disponibili a trovare soluzioni migliori attraverso il dialogo. A nostro avviso è stato toccato un diritto – l’orario di apertura – molto delicato. L’abbassamento delle serrande alle 2.30 ha consentito agli operatori di gestire l’attività con più tranquillità. Peraltro nelle ultime settimane, senza ordinanza, non sono state registrate problematiche legate all’aggregazione di giovani in borgo Santa Caterina”.

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