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Napolitano torna a casa A Bergamo 4 anni fa elogiò l’Unità d’Italia fotogallery video

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, oltre al suo incarico, si appresta il Quirinale per tornare nella sua abitazione nel quartiere Monti di Roma. “Qui si sta bene, è tutto molto bello - ha confidato Napolitano ad alcuni bambini che lo aspettavano nella piazza davanti al Quirinale – ma è un po' una prigione. A casa starò bene e passeggerò". Il ricordo della sua visita a Bergamo nel febbraio 2011 in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia.

Ci sono traslochi che segnano un’epoca politica. E il Palazzo del Quirinale, prima residenza dei Papi e poi dei Savoia, si appresta a registrare il trasloco del suo ultimo inquilino: Giorgio Napolitano.

L’undicesimo presidente della Repubblica Italiana, terminato il suo incarico, torna nella sua abitazione nel quartiere Monti di Roma. A bambini che lo hanno incrociato nelle ore scorse davanti al Quirinale, il presidente Napolitano confida: “Sono contento di tornare a casa. Qui si sta bene, è tutto molto bello, ma è un po’ una prigione. A casa starò bene e passeggerò".

Il 2 febbraio 2011 Napolitano venne a Bergamo in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, e al teatro Donizetti, nel suo discorso disse: "Un saluto cordiale a voi tutti, alle autorità, ai tanti sindaci che affollano questo Teatro, ai cittadini e ai giovani. E innanzitutto grazie a voi, signor sindaco, Presidente della Provincia, signor presidente della Regione. L’accoglienza della città di Bergamo mi ha sinceramente commosso. Mi ha commosso lo sventolio delle bandiere perchè mi conferma che in quella bandiera tricolore tutti possiamo riconoscerci, al di là delle idee e delle convinzioni di ognuno".

Poi ricordò che nel maggio 2010, partecipando alle prime iniziative per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, facendo tappa in Sicilia.

"E su quell’altura che domina il luogo della prima aspra battaglia garibaldina contro le forze borboniche – proseguì – mi sono incamminato fino ai cippi che portano i nomi di chi è caduto per l’Unità. Lessi nomi vostri, di bergamaschi e infine trovai i gagliardetto dei luoghi di quegli eroi. Tra essi Bergamo, Città dei Mille. E allora mi convinsi che non poteva mancare una mia visita qui. Il sindaco e il presidente della Provincia me ne hanno offerto l’occasione e sono felice di averla potuta cogliere subito. Perchè celebrare un evento storico più o meno lontano può comportare enfasi retorica. Le celebrazioni vogliono essere e saranno un modo di ritrovarci in quanto italiani nello spirito che ci condusse a unirci come nazione e come stato e nella riflessione comune sui travagli e i problemi che insieme andiamo davanti. Un caldo avvicinamento, al di là di tutte le differenze e le tensioni. Un forte riconoscimento merita la città di Bergamo, la gente bergamasca, per quel che ha dato al movimento dell’Unità nazionale, dell’indipendenza del paese, della difesa dei suoi confini, della riconquista della sua libertà. Per quel che ha dato con la sua laboriosità, dedizione operaia, alla crescita economica e sociale del Paese. Penso alle personalità che vi hanno più degnamente rappresentato".

 

 

L’incontro con il Consiglio Comunale di Bergamo. (Clicca qui) 

La diretta di quella lunga giornata. (Clicca qui)

Il manifesto di benvenuto a Napolitano. (Clicca qui) 

Il caloroso saluto a Napolitano dei bambini di Bergamo (Clicca qui)

 

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Commenti

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  1. Scritto da Andrea

    Il vento del sentimento anti-casta soffia dalla parte sbagliata: è normale e accettabile che a un ex capo di stato di qualunque nazione e chiunque sia, spetti un trattamento di un certo livello. Ma si tratta di uno solo. Diverso è il caso di politicanti di secondo piano o di figure locali che beneficiano di trattamenti favolosi quanto ingiusti e sono purtoppo una marea

  2. Scritto da Amen

    Il prox Pres sarà un m5s ma verrà espulso subito dopo per mancata presentazione di scontrini ………

  3. Scritto da dark

    a un certo punto per un po’ mi è quasi piaciuto, gli ultimi anni NO. Completamente piegato a un sistema statale e politico lontanissimo dalla gente e dai comuni cittadini, condizionato da poteri lontani dal senso dello stato autentico

  4. Scritto da bepi

    Preferisco non commentare anche perché alla vedova e poi al primogenito spetterà auto con autista e telefono……speriamo che almeno rifiutino tale privilegio.
    Comunque ritengo antidemocratico avere ancora senatori a vita, si dimettano quelli esistenti (tanto di pensioni e/o redditi ne hanno in abbondanza) e lo si elimini dalla costituzione.

  5. Scritto da aro

    Visti I privilegi di cui ha beneficiato e di cui beneficerà, anche io avrei fatto appello all unita nazionale,ovvero a chi gli ha pagato /pagherà la pagnotta!
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/13/napolitano-pensione-dorata-dal-maggiordomo-chaffeur-allufficio-100-mq/1336887/

  6. Scritto da meglio

    Nesuno lo orimpiangerà!

    1. Scritto da Cala

      Rappresenti il popolo italiano ?

  7. Scritto da Luigi

    Alleluia, dobbiamo persino mantenere i cavalli dei corazzieri… Gente anacronistica e poco utile alla gente