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Folli per Area M Immersione jazz e blues con il quintetto di Paola fotogallery

L’ultimo concerto proposto da Area M ha visto sul palco del Teatro Leonardo di Milano il quintetto di Paola Folli. Quasi alla viglia di Natale, il 22 dicembre dell’anno che se ne è andato, il concerto è stato un augurio in jazz molto apprezzato da un pubblico.

di Dario Guerini

L’ultimo concerto proposto da Area M ha visto sul palco del Teatro Leonardo di Milano il quintetto di Paola Folli. Quasi alla viglia di Natale, il 22 dicembre dell’anno che se ne è andato, il concerto è stato un augurio in jazz molto apprezzato da un pubblico numeroso, sensibile ed esigente come è quello che segue la musica afro-americana.

Ma cosa è Area M, che in realtà sta per Area Musica? E’ un vero e proprio quartiere della musica Jazz e del 900 istituito nella milanese Zona 3 e, più in particolare, nel Quadrilatero inerente Città Studi.

Qui sono programmati ben 130 appuntamenti all’anno, di cui 70 di Teatro musicale mentre i rimanenti 60 di musica Jazz. Il progetto, che ha preso il volo nell’ottobre del 2014, si è reso possibile grazie a una Rete Culturale formata da alcune fra le più importanti realtà cittadine di produzione, promozione e formazione nel campo della musica jazz e del Teatro musicale.

Area M abbraccia un progetto artistico dedicato in particolare al panorama jazzistico giovanile del proprio territorio. Gruppi musicali e artisti emergenti affiancati da artisti già blasonati e da grandi ospiti nazionali e internazionali si alterneranno sui palchi di Area M.

Sono state individuate in particolare tre formazioni allargate, composte da numerosi musicisti espressione di differenti anime musicali e artistiche: l’Orchestra di Via Padova, organico multietnico che reincarna in prospettiva musicale quello che via Padova rappresenta in termini di incontro di culture e che ne mutua le tradizioni musicali per l’appunto fondendole tra loro, la Monday Orchestra che invece è legata a filo stretto con la grande tradizione delle Big Band che hanno fatto la storia del jazz del XX secolo, per finire con la Artchipel Orchestra che al contrario nasce per destabilizzare per l’appunto la visione main stream della musica jazz, accostandosi a repertori musicali provenienti da mondi molto disparati, quali il rock, il musical, l’opera e altri dandone una propria visione orchestrale.

Questi primissimi mesi di programmazione artistica sono stati pensati appositamente per dare il giusto spazio a tutte queste realtà che animano la vita musicale milanese, dai giovani provenienti dalla fucina dei Civici Corsi di Jazz a grandi nomi del jazz milanese e nazionale.

Tornando al concerto del Teatro Leonerdo, va subito detto che Paola Folli è una delle voci italiane contemporanee più interessanti ed importanti, dotata in una versatilità unica e di una fortissima personalità.

Ha collaborato con i più grandi artisti pop italiani come Mina, Vasco Rossi, Biagio Antonacci, Eros Ramazzotti, Fiorello, 883, Adriano Celentano, Jovanotti, tanto per citarne alcuni. Contemporaneamente ha sempre frequentato il mondo del jazz partecipando a svariate formazioni italiane ed internazionali di rilievo.

Paola, con il suo “Quintetto Jazz”, si diverte a dare un taglio più acustico e raffinato alle canzoni che ama di più, tratte da repertori diversi come il Soul, il Pop e la musica latina oltre che ad alcuni tra gli standard Jazz più famosi. Fresca dell’ultima esperienza ad Xfactor come vocal coach, Paola ha presentato ad Area M anche il suo nuovissimo singolo.

Chef d’eccezione di alcuni piatti del concerto è stato il pianista Diego Baiardi, molto apprezzato per composizioni e arrangiamenti di grande intensità creativa. Artista di lungo corso, vanta numerose collaborazioni televisive e teatrali: pregevoli quelle con Renzo Arbore e Roberto Vecchioni. Se volete godervi una chicca delle sue produzioni andate su youtube e ascoltate “Bonne nuit”, una ninna nanna in jazz che gioca sull’ambiguità e l’equivoco attraverso piccole composizioni illustrate dal geniale Guido Crepax, interpretata da un bel gruppo di cantanti e strumentisti accompagnati da grandi solisti come Paolo Fresu, Riccardo Fioravanti, Antonello Salis, Andrea Dulbecco, Giulio Visibelli.

Gli altri musicisti del quintetto, di forte spessore ed esperienza, sono Daniele Comoglio, sassofonista e session man molto apprezzato, Maxx Furian, energico batterista fusion ma fedele alla tradizione jazz, Marco Antonio Ricci, contrabbassista virtuoso dall’apparenza schiva ma dalle dita intrepide, con alle spalle un’intensa e invidiabile attività concertistica e collaborazioni anche nel jazz internazionale. Il concerto del quintetto decolla subito con l’abbraccio del pubblico, anche per l’empatia che Paola Folli emana da tutti i pori.

Una perfetta leader che sa dialogare con i musicisti e motivarli in un crescendo che fa crescere la temperatura sotto i riflettori del palcoscenico.

E poi è arrivato l’ospite, lo special guest. E che ospite! Fabio Treves, armonicista e cantante, re del blues, detto il “Puma di Lambrate”, in assonanza col soprannome del famoso bluesman britannico John Mayall, detto a sua volta "il Leone di Manchester".

Lui, cresciuto in zona Città Studi/Lambrate, è il logo più azzeccato di questa serata di Area M, il cui perimetro racchiude proprio il territorio di Fabio il Puma. Alto come un granatiere, faccia vissuta, baffi con pizzo portentosi, criniera da combattente di lungo corso, conquista subito teatro e musicisti con piacevoli frizzi e amenità per poi, con l’armonica tra mani e labbra, improvvisare e incantare letteralmente, perché la sua ricchissima carriera quarantennale non è acqua.

A Fabio Treves si aggiunge un altro ospite, con la chitarra in mano. E’ Luca Meneghello, fra i più apprezzati e versatili chitarristi della scena musicale italiana. Basti citare la sua stretta collaborazione con Mina e con il figlio Massimiliano Pani iniziata nel 2003 nella realizzazione dei suoi album. Il concerto si chiude con un pubblico visibilmente soddisfatto che chiede altre repliche, ma si è fatto tardi.

Una serata di bella musica e di bravi musicisti. Un grazie ad Area M che ha saputo proporre ad un territorio milanese povero di appuntamenti musicali un paio d’ore di beata immersione nel jazz e nel blues più coinvolgente ed intrigante.

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