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Tumore mentre è in cella La moglie: “Curato male, ora rischia di morire”

"Mio marito si è ammalato di tumore al pancreas in carcere ed è stato trascurato per oltre un mese". E' l'accusa di Ave, una 61enne di Lovere, moglie di Giacomo Mazza, 66 anni, detenuto fino alla scorsa settimana in via Gleno per rapina. Dal penitenziario: "Nessuna anomalia sul caso. Qualche settimana non cambia il quadro clinico"

"Mio marito si è ammalato nel carcere di Bergamo, non è stato curato nel modo adeguato e ora rischia di morire". E’ l’accusa di Ave, una 61enne di Lovere, moglie di Giacomo Mazza, 66 anni detenuto fino alla scorsa settimana nell’ottava sezione del carcere di via Gleno a Bergamo. L’uomo è stato condannato a cinque anni di reclusione per aver commesso una rapina.

Il detenuto ha iniziato a sentirsi male nei primi giorni di novembre dello scorso anno, come racconta la donna: "Inizialmente avvertiva dei forti dolori allo stomaco. Pian piano è peggiorato e non è più riuscito a mangiare. I dipendenti del carcere – denuncia -, invece di sottoporlo a esami specifici, lo curavano con pastiglie generiche per i dolori".

Pasticche che, purtroppo, non servivano al signor Mazza: "Passavano i giorni e mio marito stava sempre peggio, ed era sempre più deperito. A un certo punto non è più riuscito a camminare, ed è stato costretto a muoversi su una sedia a rotelle".

E i risultati delle analisi finalmente effettuate hanno dato infatti un esito amaro: "Solo quando le sue condizioni sono peggiorate il carcere ha portato Giacomo in ospedale. E’ stata sottoposto a una Tac, che ha svelato la presenza di un tumore al pancreas. Un male che in questo periodo è cresciuto a una velocità impressionante. Se fosse stato diagnosticato prima – ne è sicura la donnna – la situazione di mio marito ora sarebbe diversa".

Dopo la richiesta di scarcerazione da parte del suo avvocato, Leonardo Peli di Brescia, Giacomo Mazza viene fatto uscire giovedì 8 gennaio: "Ora è troppo tardi. Mio marito è fin di vita. Hanno già cominciato terapia del dolore".

Ascolta l’intervista della donna in lacrime, che ha parlato anche a Radio Radicale:

Interpellato per una dichiarazione sulla vicenda Antonio Porcino, direttore della casa circondariale di via Gleno, si è limitato a dire: "Il signor Mazza è uscito dal carcere la scorsa settimana. Per ulteriori informazioni rivolgetevi all’autorità sanitaria".

Il dottor Claudio Arici, responsabile organizzativo della parte sanitaria del carcere bergamasco, commenta: "Se l’accusa che ci viene mossa è quella di non aver trattato il caso del signor Mazza nel modo adeguato, posso dire che questo non corrisponde alla realtà dei fatti. Abbiamo fatto quello che c’era da fare, nel rispetto del paziente. Purtroppo, nel caso di un tumore al pancreas come questo, qualche settimana è insignificante per la prognosi".

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