Il caso

Non tagliateci i vitalizi 54 ex del Pirellone fanno ricorso al Tar

Cinquantaquattro ex consiglieri regionali della Lombardia fanno ricorso al Tar contro la Regione stessa e il consiglio regionale che ha sforbiciato parte dei loro vitalizi.

Non c’è colore o simbolo politico che tenga di fronte ai vitalizi. Anzi, si forma un’omogenea maggioranza che si batte per difendere i propri “diritti acquisiti”.

Tra questi e più di tutti i vitalizi. Cinquantaquattro ex consiglieri regionali della Regione Lombardia hanno presentato ricorso al Tar – proiettando poi il caso in Corte costituzionale – contro la legge regionale che ne ha decurtato l’assegno vitalizio.

Tra i 54 ex consiglieri figurano il bergamasco leghista Alessandro Patelli (poi coinvolto in Tangentopoli), l’ex leader del ‘68 e di Democrazia proletaria Mario Capanna, l’ex comunista (poi passato a Forza Italia) Giampietro Borghini, il grande manovratore della sanità lombarda Gian Carlo Abelli.

Tutti eletti che dopo una legislatura – o anche meno – e che allo scattare dei sessant’anni di età si sono visti riconoscere un vitalizio medio da 2mila 600 euro.

“Il ricorso è incentrato sulla individuazione di profili di illegittimità costituzionale delle norme di legge regionale su cui è basata la riduzione dei vitalizi – si legge nella comunicazione dell’ufficio legale alla presidenza del consiglio regionale – . Viene lamentata la violazione del principio di intangibilità dei diritti acquisiti (nel caso di specie: il diritto acquisito dai ricorrenti alla percezione dell’assegno nella misura piena determinata secondo la normativa di riferimento) e parallelamente la violazione del principio del legittimo affidamento e della certezza e stabilità dei rapporti giuridici, che sarebbero determinati dall’effetto sostanzialmente retroattivo della riduzione”.

I 54 ex consiglieri regionali non puntano solo ad appellarsi alla Costituzione, ma anche al diritto europeo. E fanno di più: citano in giudizio persino la Regione Lombardia e il consiglio regionale del quale hanno fatto parte. Il taglio ai loro vitalizi, reso effettivo dal novembre 2014, era di fatto una leggera sforbiciata.

Per intenderci: la media era del 10% e fino al 2018, con una variabile in base all’entità dell’assegno. Il taglio massimo arrivava al 16% per quanti percepiscono oltre i 4mila 500 euro.

Tagli che per le casse del Pirellone stimano un risparmio di circa 500mila euro (si passava da 7,4 a 6,9 milioni l’anno). A oggi i vitalizi elargiti sono 221, più 47 assegni di reversibilità percepiti dai coniugi superstiti, ai quali presto si aggiungeranno 41 posizioni relative a ex consiglieri che stanno per maturare i requisiti per prendere la pensione. Secondo una stima di poco meno di un anno fa, la Regione Lombardia in questi anni aveva speso oltre 150 milioni di euro in vitalizi: più di quattro volte i contributi effettivamente maturati dai consiglieri.

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