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Interrogazione alla Camera su licenziamento alla Sacci E Tavernola va in piazza - BergamoNews
Cementificio

Interrogazione alla Camera su licenziamento alla Sacci E Tavernola va in piazza

L'onorevole di Sel Franco Bordo ha interrogato alla Camera il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sulla questione del licenziamento del rappresentante sindacale al cementificio Sacci di Tavernola Bergamasca: lunedì manifestazione anche in paese con circa 200 cittadini.

L’onorevole di Sel Franco Bordo ha presentato alla Camera al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti un’interrogazione sulla questione del cementificio Sacci di Tavernola Bergamasca che, il 2 gennaio, ha licenziato un membro della Rsu e ha deciso la sospensione disciplinare di altri tre membri rei di aver denunciato carenze di manutenzione sugli impianti con rischi per la sicurezza dei lavoratori.

Una decisione che ha portato i sindacati a proclamare uno sciopero di otto ore per lunedì 12 gennaio: la presa di posizione dei lavoratori è stata condivisa anche dall’intero consiglio comunale di Tavernola e dalla cittadinanza che è scesa in piazza per un corteo di sostegno, con circa 200 persone, al rappresentante sindacale licenziato.

L’onorevole Bordo ha quindi deciso di porre la questione all’attenzione del Ministero del Lavoro per chiedere quali iniziative il Ministro Poletti intenda assumere per garantire l’esercizio dei diritti sindacali presso la Sacci Spa e per indurre l’Azienda a ritirare il provvedimento di licenziamento e le procedure disciplinari rivolte verso le Rsu del Cementificio di Tavernola Bergamasca garantendo i diritti sindacali dei lavoratori. Un’ultima richiesta riguarda l’eventuale decisione di convocare un tavolo di confronto tra l’azienda e le parti sociali al fine di chiarire la situazione denunciata dalle Rsu in merito alle esigenze manutentive degli impianti industriali del Cementificio e ripristinare il dialogo fra azienda e parti sociali.

Solidarietà è stata espresse anche dal Coordinamento provinciale di Bergamo di Sel: “Colpisce e allo stesso tempo rammarica come al 70esimo anniversario della Liberazione, i lavoratori debbano scioperare per esigere le libertà conquistate il 25 aprile 1945. La libertà di espressione del proprio pensiero e di critica sindacale nei luoghi di lavoro rappresentano cardini del sistema democratico che nel nostro Paese sono stati affermati con l’approvazione della Costituzione italiana prima e con l’approvazione della legge 300/70 poi e stupisce, nonostante la progressiva cancellazione ancora in atto delle tutele e dei diritti dei lavoratori, anche attraverso la recente approvazione del job acts, che vengano assunti provvedimento liberticidi di tale gravità contro i lavoratori, i loro diritti e le loro libertà sindacali”.

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