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Grande cesto in chiesa Bimbi, metteteci video violenti e armi-giocattolo

A Seriate don Stefano ha chiesto a bambini e ragazzi di lanciare un messaggio di pace rinunciando ai giochi che possano far riferimento a violenza e guerra: ad ogni giocattolo portato in chiesa corrispondono 10 euro che il parroco metterà di tasca sua per altre iniziative in favore della parrocchia e della comunità.

Partire dal basso, dall’innocenza dei bambini, per dire no alla violenza e alla guerra: don Stefano, sacerdote della zona pastorale Risveglio nella parrocchia del Santissimo Redentore di Seriate, ha scelto un gesto semplice ma che richiede un sacrificio importante, in nome della pace.

Da domenica 11 gennaio ai piedi dell’altare della Chiesa Maggiore dedicata a Santo Papa Giovanni XXIII c’è un grosso bidone, con l’invito a bambini e ragazzi a depositare lì dentro tutti i giochi che possano richiamare in qualche modo un conflitto: armi giocattolo ma anche videogiochi, che hanno raggiunto un livello di realismo tale da poter trasmettere un messaggio sbagliato ai più giovani.

Per ogni giocattolo al quale i bambini rinunceranno don Stefano metterà di tasca sua 10 euro: la somma che sarà raccolta sarà poi destinata ad ulteriori iniziative, in favore dei poveri, della parrocchia o del seminario.

L’idea è nata durante un momento di preghiera e di riflessione, in cui il pensiero è andato subito e inevitabilmente alla lunga striscia di sangue che ha travolto l’Europa, la Francia e Parigi in particolare, e l’Africa, con le terribili stragi di Boko Haram in Nigeria.

“I tanti messaggi di solidarietà che sono stati lanciati, in particolare per le vittime di Charlie Hebdo, secondo me non erano abbastanza, volevo qualcosa di più concreto – spiega don Stefano – Inizialmente si era pensato anche ad un disegno che i bambini avrebbero fatto sul tema della pace, che poteva avere un ulteriore richiamo alle matite che sono diventate simbolo di queste manifestazioni di solidarietà. Poi l’idea della rinuncia al giocattolo che aveva anche un valore dal punto di vista dell’educazione: una rinuncia per la pace che può aiutare anche la comunità”.

Un “appello” che non ha trovato il favore di tutti ma che ha già riscosso un discreto successo in poche ore: decine i giocattoli depositati nel bidone, soprattutto pistole e fucili, ma anche tanti videogame.

“I più piccoli magari non comprendo ancora a fondo il gesto e a qualcuno è anche scappata qualche lacrima. Ma tanti altri lo hanno fatto volentieri, capendo subito lo spirito e ‘sacrificando’ manciate di giochi alla causa”.

Commenti

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  1. Scritto da Bernard

    Grand Don Stefano , sono pronto ad offrire contributo a questa bella iniziativa . 5 giocatoli x 10€ saranno devoluti da me . sicuramente spesi bene a fine umanitario

  2. Scritto da Bernard

    Chiedere un segno di pace non è debolezza anzi è un atto di coraggio , la forza di dominare la nostra sete di vendetta , il rispondere con violenza ad un torto non porta mai nessun bene.
    Bravo Don ..

  3. Scritto da Bernard

    Chiedere un segno di pace non è debolezza anzi è un atto di coraggio , la forza di dominare la nostra sete di vendetta , il rispondere con violenza ad un torto non porta mai nessun bene.
    Bravo Don ..

  4. Scritto da Silvia

    Ovviamente la violenza è da condannare, in tutte le forme, ma da bimbi giocare con le armi giocattoli non fa diventare futuri assassini. Se così fosse la mia generazione ( anni 70)sarebbe tutta morta o in galera. È tutto il resto che non funziona, per esempio il continuo esempio degli adulti all’INTOLLERANZA, verso il diverso che crea futuri violenti.

  5. Scritto da Considerazione

    Il problema è che quelli di Boko Haram le armi le sanno usare . Eccome.

  6. Scritto da oscar

    intanto qualcuno insegna l’uso delle armi ai suoi figli, e noi? pecore

    1. Scritto da Bernard

      trasformare nostri figli in bravi tiratori non ci fa diventare Leoni ma bensì potenziali assassini

      1. Scritto da Leo

        Anche potenziali vittime. Come in tutte le cose ci vuole consapevolezza ed equilibrio.

  7. Scritto da Roby

    Faccia la stessa proposta agli adulti, don Stefano, che magari sono un tantino più responsabili dei bambini del mondo marcio che abbiamo qui