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Campagna Cure Palliative raccolte 12.571 firme per chiedere più medici

Ha registrato numeri record – 12.571 nominativi – la raccolta firme promossa dall’Associazione Cure Palliative per chiedere più medici per l’assistenza di malati inguaribili, sia per l’aumento dei casi da seguire, sia perché la legge stabilisce che la terapia del dolore è un diritto del paziente.

Ha registrato numeri record – 12.571 nominativi – la raccolta firme promossa dall’Associazione Cure Palliative per chiedere più medici per rafforzare la rete di assistenza ai malati inguaribili. Una campagna che ha preso il via considerando sia l’aumento dei casi da seguire sia perché la legge 38 stabilisce che la terapia del dolore è un diritto del paziente.

Le adesioni a sostegno della richiesta, indirizzata ai direttori generali Carlo Nicora (Azienda ospedaliera “Papa Giovanni XXIII”) e Mara Azzi (Azienda Sanitaria Locale di Bergamo), sono state raccolte ovunque dai volontari di Associazione Cure Palliative, anche in collaborazione con Settimana nerazzurra, Strabergamo, Strawoman, Festa degli Amici del cuore e Camminata Bergamo ha un cuore grande, dando conferma di un interesse diffuso per la tematica, che travalica i confini associativi.

L’obiettivo dell’iniziativa è rafforzare la rete del territorio per l’assistenza delle persone affette da patologie inguaribili in stadio avanzato e che necessitano di cure palliative, in degenza e a domicilio. In Bergamasca è il Dipartimento interaziendale Cure Palliative all’Ospedale Papa Giovanni a coordinare tutte le strutture e gli operatori che si occupano di questo tipo di assistenza, ma l’Unità struttura complessa Cure Palliative dell’Azienda ospedaliera “Giovanni XXIII”, che attualmente conta 1 direttore, 3 medici e le infermiere, secondo l’associazione, ha bisogno di essere rafforzata con l’inserimento nell’organico di altri 3 medici. E va aggiunto che, attualmente, solamente grazie ai 6 medici finanziati da Associazione Cure Palliative, si riescono a coprire le necessità dell’Hospice “Kika Mamoli”, day-hospital, assistenza specialistica territoriale, 2 ambulatori di terapia del dolore, la supervisione dell’assistenza domiciliare, le consulenze e le cure simultanee.

Altra richiesta dell’associazione è il riconoscimento agli ospedali, nel tariffario, da parte del Sistema sanitario regionale, dell’attività dei palliativisti che agiscono in simultanea in altri reparti. Infatti, il medico che si occupa di cure palliative in tutte le aziende ospedaliere pubbliche e private agisce da riferimento non solo per i malati oncologici, ma anche per quelli neurologici e cardiologici. Infine, collegata al tariffario, è la richiesta di dotare di un palliativista ciascuna Azienda ospedaliera pubblica e privata, in raccordo col territorio.

Infine, l’associazione chiede che i direttori generali Nicora e Azzi perseguano il raggiungimento di questi obiettivi in Regione Lombardia.

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