BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Grossman al Sociale racconta il conflitto arabo-israeliano

Domenica 18 gennaio al Teatro Sociale di Città Alta si terrà l'incontro con lo scrittore israeliano David Grossman, che presenterà anche il suo ultimo romanzo “Applausi a scena vuota”. Tutti i posti disponibili sono già esauriti.

Più informazioni su

Domenica 18 gennaio alle 18 il palco del Teatro Sociale di Città Alta ospiterà lo scrittore e saggista israeliano David Grossman (biglietti esauriti).

L’incontro con l’autore, che presenterà anche il suo ultimo libro “Applausi a scena vuota”, si colloca all’interno del ciclo di appuntamenti “Molte fedi sotto lo stesso cielo”, un’iniziativa promossa dalle ACLI con il patrocinio del Comune di Bergamo, che si pone come obiettivo la convivialità delle differenze e l’apprendimento di un alfabeto delle culture e delle religioni che attrezzi a vivere la sfida epocale del mondo plurale.

David Grossman è entrato a pieno diritto nell’Olimpo della narrativa grazie alla sua attenzione per le parole, lo stile semplice e avvincente, i temi affrontati e la sua attività di giornalista, elementi che lo hanno reso un punto di riferimento per moltissimi lettori in tutto il mondo, tanto che i suoi libri sono stati tradotti in più di 30 lingue.

Tra i suoi romanzi di maggiore successo ricordiamo “Tu sia per me il coltello", “Ci sono bambini a zig zag”, "A un cerbiatto somiglia il mio amore", racconti che toccano temi profondi e universali sebbene a una lettura superficiale possano sembrare destinate a un pubblico di giovanissimi.

Anche il suo ultimo libro, “Applausi a scena vuota”, si presenta apparentemente come una commedia leggera, infatti si apre con il comico Dova’le intento in uno spettacolo di cabaret. Tra il pubblico c’è anche l’ex giudice in pensione Lazar, ex compagno di scuola, invitato allo spettacolo tramite una telefonata dello stesso comico. Oltre a lui, inaspettatamente, c’è anche una vecchia amica e compagna, che farà deviare il monologo comico verso il racconto vero e proprio.

Il protagonista si allontanerà dal presente per mettere in scena un passato ricco di sfaccettature, guidando il lettore attraverso i riferimenti alla politica e all’eterno conflitto tra israeliani e palestinesi, la violenza della guerra che si insinua in ogni aspetto della vita, il confronto con la morte, la famiglia e l’amicizia, l’infanzia e l’adolescenza che lasciano il posto alla difficoltà del crescere e divenire adulti.

Argomenti che toccano da vicino lo scrittore israeliano, da sempre attivista e sostenitore della sinistra israeliana, in particolare del Partito Laburista, che si è spesso posto in maniera critica nei confronti della politica governativa verso i palestinesi di Gaza e Cisgiordania, attirandosi le ostilità della destra.

Come gran parte degli israeliani, Grossman ha però sostenuto Israele contro le milizie del partito islamico Hezbollah durante il periodo della guerra israelo-libanese del 2006.

Tuttavia il 10 agosto dello stesso anno, insieme agli autori Amos Oz e Abraham Yehoshua, ha parlato durante una conferenza stampa chiedendo al governo di trovare un accordo per il cessate il fuoco, in modo da poter iniziare i negoziati che conducessero a una soluzione concordata, definendo ulteriori azioni militari come “pericolose e controproducenti” e manifestando preoccupazione per il governo libanese.

Due giorni dopo il figlio ventenne Uri, militare di leva nella guerra in questione, è stato ucciso da un missile anticarro durante un’operazione delle Forze di Difesa Israeliane nel sud del Libano volta a massimizzare quanto ottenuto contro gli Hezbollah poco prima del cessate il fuoco imposto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

L’impegno di Grossman in favore della pace e del dialogo con arabi e musulmani è di conseguenza aumentato durante gli anni recenti, tanto che nel 2010 Grossman e la moglie hanno partecipato alle manifestazioni contro l’allargamento degli insediamenti israeliani, subendo anche la repressione della polizia.

Nel dicembre del 2014 lo scrittore, insieme ai colleghi Amos Oz e Abraham Yehoshua, ha firmato una petizione per chiedere ai parlamenti europei di riconoscere la Palestina come Stato, firmando la richiesta insieme a altri 800 israeliani.

Erika Dossena

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.