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Fim Cisl: la solidarietà del governo Renzi è una scelta ingiusta

"Una scelta sbagliata e ingiusta!”. Non usa mezzi termini Luca Nieri, Segretario Generale della Fim Cisl Bergamo, nel commentare la scelta del Governo di riportare l'integrazione salariale del contratto di solidarietà al 60%, previsto per legge, della retribuzione persa a causa della riduzione dell'orario.

La Fim Cisl di Bergamo presenta i dati sull’ammortizzatore sociale. La “Solidarietà” di Renzi è “Una scelta sbagliata e ingiusta!”. Non usa mezzi termini Luca Nieri, Segretario Generale della Fim Cisl di Bergamo, nel commentare la scelta del Governo di riportare l’integrazione salariale del contratto di solidarietà al 60%, previsto per legge, della retribuzione persa a causa della riduzione dell’orario. Una scelta perlomeno azzardata, considerando la forte spinta che questa ammortizzatore sociale sta avendo negli ultimi anni di questa crisi che attanaglia l’industria dal 2008.

Bergamo, tra l’altro, a livello regionale è una delle provincie nelle quali il CdS è maggiormente utilizzato, e quello meccanico è il settore che da sempre ha privilegiato questo strumento rispetto a altri.

A Bergamo, all’inizio del 2015, sono attivi 30 contratti di solidarietà in altrettante aziende, per un totale di 2700 lavoratori coinvolti su 3200. Secondo il Segretario della FIM di Bergamo quindi “sbaglia il Governo nel non confermare il 10% aggiuntivo garantito nel 2014, già ridotto rispetto al 20% che aveva alzato negli anni passati l’integrazione salariale all’80% della retribuzione ordinaria”.

È di fatto, sottolinea, “l’ennesima dimostrazione di come un Governo che fugge il confronto con il Sindacato responsabile possa inciampare su provvedimenti che rischiano di aumentare le difficoltà di migliaia di lavoratori”. In questo senso, prosegue Nieri, “apprezziamo invece la decisione di Regione Lombardia, arrivata anche grazie alle pressioni della Cisl, di finanziare il 10% di integrazione salariale mancante seppur con risorse limitate: auspichiamo che si possa trovare una soluzione più strutturale e che l’accesso a questa "dote" aggiuntiva possa essere agevole e coinvolgere tutta la platea di lavoratori interessati”.

La FIM bergamasca evidenzia poi la contraddizione interna all’esecutivo: “se da una parte, con il Jobs Act, punta a rafforzare lo strumento del Contratto di Solidarietà, utile sia per scongiurare gli esuberi sia, e sarebbe questa la grande novità inseguita da anni dalla CISL, per ampliare l’occupazione, dall’altra riduce la tutela economica di questo importante strumento”.

“Nella nostra Provincia – prosegue Nieri – sono parecchi i lavoratori coinvolti da questo ammortizzatore sociale che vedranno dunque ridursi il proprio salario in un momento in cui servirebbe rilanciare i consumi che, invece, continuano a stagnare”.

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