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Che cos’è l’amore? Sandor Marai risponde giocando con lo specchio

Sandor Marai è un maestro. Da "le braci" a "la recita di Bolzano", passando per "divorzio a Buda" il lettore non ha altra possibilità che innamorarsi di questo scrittore ungherese, scomparso nel 1989. Raffinato, attento osservatore, mai banale ne goffo, di lui colpisce lo stile narrativo cosi attento e addentro all'essere umano e alla società, da farci sentire quasi toccati nel nostro io. Avvicinarsi al mondo di Marai può spaventare il lettore meno esperto e più frugale, ma scommettere su di lui sarà sicuramente la prima mossa vincente di questo 2015.

Titolo: "La donna giusta"

Autore: Sandor Marai

Editore: Gli Adelphi

Costo: 12.00 euro

Pagine: 441

 

Ma poi cos’è l’amore? Esiste davvero questo sentimento? Possiamo far qualcosa per proteggerlo, alimentarlo o nutrirlo? Quante facce può avere?

Trovare una risposta universale a tutte queste domande è difficile, così come è difficile poter dire chi sia, e cosa rappresenti la donna giusta.

Marai ci prova.

Non teme di ingaggiare una lotta contro l’amore. Si affida ai quattro protagonisti del suo libro, edito da Gli Adelphi, e attraverso quattro monologhi scandaglia il mistero di ciò che tiene unite le coppie. Lo stesso mistero che paradossalmente incombe nelle inevitabili separazioni delle stesse.

Marai si chiede se può esistere la donna giusta. Si affida a lei per capire e psicanalizzare tutto quello che ruota intorno all’amore.

Nel farlo, dimentica certamente le lenti rosa dell’amore in qualche cassetto della scrivania, e intinge nel calamaio del pessimismo mascherato di realismo una penna tra le più raffinate, accattivanti e vicine all’animo umano dello scorso secolo.

Lo scrittore ungherese si concentra sui sentimenti e sull’elaborazione razionale del matrimonio di una coppia borghese dell’Ungheria dei primi anni del XX secolo. Il lettore non deve aspettarsi grandi dialoghi, anzi. La narrazione avviene tramite magistrali dialoghi/monologhi dei protagonisti, che descrivono a un ascoltatore amico/amante la propria personale visione del medesimo oggetto: il matrimonio.

Ognuno di loro racconteranno la propria esperienza, ma soprattutto offriranno la propria visione personale dell’amore e delle relazioni affettive, oltre che sociali. Suddiviso in quattro parti, di cui le prime due sicuramente sono da considerare le migliori, incontreremo rispettivamente le "confessioni" di: la prima moglie (Marika) e l’amica; il marito e l’amico; la seconda moglie e l’amante, e l’amante e l’amico.

Impossibile, vien da dire, non trovare almeno una condivisione di fondo tra le quattro riflessioni offerte. Nella complessità della sua opera, con un’eccezionale indagine descrittiva, il lettore, soprattutto se donna e con un’età superiore ai 35 anni, troverà un mondo di riflessioni da rielaborare.

Munirsi di post it è quasi un dovere, soprattutto nella parte prima.

Perchè non importa se lo scritto è ambientato nell’Ungheria della prima guerra mondiale, la sua attualità a cavallo tra secoli è quanto più dirompente e disarmante che mai.

La lettura di questo romanzo è consigliato a quanti/e hanno tempo e desiderio di fermarsi e riflettere. Sicuramente non è il libro adeguato per il lettore "frugale", che rischierebbe di lasciarsi sconfortare dalla lunghezza. é pur vero, che leggere "la donna giusta" potrebbe essere la grande scommessa vincente di questo inizio 2015.

Indipendentemente dal numero di pagine che leggerete, Marai vi lascerà un dono prezioso: frasi sulle quali riflettere e sulle quali trovare buoni propositi per il nuovo anno. E magari chissà, potrebbe finalmente salvare alcune di noi iscritte al tanto temuto club delle donne soccorritrici, che vivono con l’eterna speranza di cambiare un uomo.

 

Citazione. "Io, in realtà non ho bisogno di essere amato". Dichiarò infine. "Non è possibile" dissi battendo i denti "Sei un essere umano. devi aver bisogno di amore" "è questo che le donne non riescono a credere, anzi non lo vogliono sapere ne arrivano a comprenderlo", continuò quasi rivolgendosi alle stelle. "esistono uomini che non hanno bisogno d’amore. Che se la cavano benissimo anche senza" pag 40, la donna giusta, Sandro Marai.

 

 

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