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Un seminario per scoprire gli archivi fotografici delle valli bergamasche

Venerdì 9 gennaio, nella Sala Capitolare del Museo Storico della Città, si terrà il seminario “Archivi e giacimenti fotografici, beni culturali da tutelare e valorizzare”. Due i temi dell'incontro: Giacomo Calvi prenderà in esame Eugenio Goglio, il fotografo-artista della Valle Brembana, mentre Antonio Carminati tratterà degli archivi fotografici della Valle Imagna.

Venerdì 9 gennaio alle 17, nella Sala Capitolare del Museo della Città di Piazza Mercato del Fieno a Città Alta, si terrà il seminario “Archivi e giacimenti fotografici, beni culturali da tutelare e valorizzare”, coordinato da Eugenio Guglielmi.

Nella prima parte del seminario Giacomo Calvi prenderà in esame la figura di Eugenio Goglio. Il grande fotografo della Valle Brembana nasce a Piazza Brembana il 14 marzo 1865. Il 27 marzo 1880 si iscrive all’Accademia di Brera di Milano, nella scuola di Ornato e Scultura. A partire dal 1883 frequenta, sempre a Milano, la Scuola Superiore d’Arte applicata all’Industria, terminando gli studi con ottimi risultati. Le sue opere sono visibili nelle chiese dell’Alta Valle Brembana, come pure nella Parrocchiale di Gropello Cairoli o al santuario di San Girolamo a Somasca, solo per citarne alcune. Con gli artisti e gli artigiani locali, il Goglio è l’interprete locale della nuova arte liberty; da Milano aveva portato in valle l’innovazione della fotografia, con la quale il Goglio formerà, nelle varie e povere famiglie, la quadreria popolare delle persone care e documenterà i vari momenti di vita e di storia di un tempo assai travagliato. Muore a Piazza il 31 marzo 1926. Nel 1981 l’Amministrazione Provinciale acquista 3.500 lastre ed oltre 2000 foto che formano ancor oggi il Fondo Goglio, oggi consultabile sul sito della provincia di Bergamo. Nella seconda parte del seminario Antonio Carminati tratterà degli archivi fotografici della Valle Imagna. Il Centro Studi Valle Imagna ha intrapreso un’opera di raccolta di immagini fotografiche con il fine di costituire un archivio di riferimento per la valle.

Le immagini, provenienti da privati o fondi facenti capo a fotografi professionisti, vengono scansionate ad alta risoluzione e schedate secondo gli standard forniti dalla Regione Lombardia e desunti dalla Scheda F del Ministero per i Beni Culturali. Le immagini, poi, nella maggior parte dei casi, vengono restituite ai proprietari. Si tratta quindi della creazione di una raccolta di immagini per lo più in formato elettronico, archiviate utilizzando un apposito sistema informativo che ne favorisce la facile consultazione e che fornirà materiale sia per nuove pubblicazioni, sgravando così il Centro Studi di parte dei costi di riproduzione, sia per la banca dati in progetto, mediante conversione automatica dei formati grafici in formato JPEG, adatto alla visualizzazione a video e decisamente più leggero rispetto agli altri formati. Durante la prima fase di realizzazione del progetto (primi anni Duemila) si è proceduto alla catalogazione con acquisizione digitale di quasi 2.700 immagini della valle fra fotografie (circa 2100) e cartoline (oltre 500). Il risultato è una base dati di immagini straordinaria, atta a testimoniare la storia del territorio e delle sue modificazioni.

La visibilità dell’operazione è stata data attraverso la contestuale ideazione della collana di libri fotografici, foto-impressioni e la pubblicazione di dodici volumi che documentano la grande trasformazione della vita delle persone e dei luoghi.

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