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Sara, bergamasca a Parigi “La città è blindata E la paura si sente”

Sara Valtorta, guida bergamasca che si trova a Parigi per lavoro, racconta come ha vissuto la giornata di mercoledì nella capitale francese, teatro del terribile attentato alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo.

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Sara Valtorta, guida turistica bergamasca che si trova a Parigi per lavoro, racconta come ha vissuto la giornata di mercoledì nella capitale francese, teatro del terribile assalto alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo dove un commando armato di 3 persone ha causato 12 morti.

Sara, come ha appreso la notizia?

Immediatamente dopo il tremendo gesto terroristico, ero in centro con dei turisti e ho carpito la notizia quasi per caso dal colloquio tra due persone: con il passaparola si è diffusa velocemente però nessuno sembrava avere informazioni certe di ciò che era accaduto, anche perchè l’undicesimo distretto si trova più verso est. Nei negozi, addirittura, c’era gente che ignorava completamente il fatto perchè qui si usa lasciare solamente musica in sottofondo.

I turisti che erano con lei come hanno reagito?

Era un gruppo di italiani e naturalmente si sono spaventati, chiedevano informazioni e rassicurazioni. I più preoccupati erano quelli in procinto di prendere l’aereo per rientrare a casa: temevano attentati in volo.

Che aria si respira a Parigi nelle ore immediatamente successive all’assalto?

La situazione è peggiorata quando si sono iniziati a delineare i reali confini della notizia perchè in un primo momento sembrava si trattasse di un regolamento di conti e non di un attentato. L’aria si è fatta tesa: c’è tanta paura, forse non direi terrore, però la gente continua a pensare a questo, soprattutto al fatto che gli attentatori ancora sono in giro, almeno due su tre, e di certo non è serena.

La città come ha risposto?

La sorveglianza è stata subito alzata: in centro c’è sempre una massiccia presenza di forze dell’ordine ma ora è aumentata esponenzialmente, anche grazie all’aiuto dell’esercito. In metropolitana in particolare ci sono tantissimi controlli e la gente si guarda attorno un po’ più sospettosa. Già da qualche mese la Francia, così come la Gran Bretagna, si interroga sui propri cittadini che hanno deciso di unirsi a questa battaglia: i controlli su chi si reca in Paesi considerati a rischio e poi vuole far ritorno sul territorio francese sono più dettagliati anche se non è assolutamente facile. Sicuramente chi ha compiuto l’attentato non era uno sprovveduto.

In passato ha mai avuto paura o la sensazione che potesse succedere una cosa del genere?

Io mi sono sempre sentita tranquilla a Parigi. E lo stesso vale per i turisti che ho accompagnato che non mi hanno mai riferito di situazioni spiacevoli o di sensazioni di disagio. Il centro, al netto della criminalità tipica delle grandi città e della situazione limite delle banlieue, è sempre stato per me un luogo sicuro.

Adesso con che spirito i turisti che lei accompagna nei luoghi simbolo affronteranno Parigi?

Sicuramente la paura sarà presente anche perchè il turista non ha la percezione di dove sia successo: ciò che gli rimane in mente è solo che a Parigi sono morte 12 persone in un attentato terroristico. Di certo i visitatori faranno tantissime domande sull’accaduto. In realtà, a mio avviso, Parigi nei prossimi giorni sarà il posto più sicuro in cui recarsi, visto l’enorme spiegamento di forze dell’ordine.

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Commenti

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  1. Scritto da tina

    Devo venire a Parigi x un viaggio regalato dalle mie figlie io e mio marito solamente che adesso non sarà un viaggio piacevole ho paura dopo aver visto attentati come mi devo comportarmi aiutatemi grazie