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Restauro ultimato, al via visite guidate alla chiesa ex monastero di Astino

A conclusione dei lavori di restauro della chiesa dell’ex monastero di Astino, sabato 10 gennaio il gruppo "Guide Turistiche Città di Bergamo" promuove visite guidate alla Chiesa del Santo Sepolcro.

A conclusione dei lavori di restauro della chiesa dell’ex monastero di Astino, sabato 10 gennaio il gruppo "Guide Turistiche Città di Bergamo" promuove visite guidate alla Chiesa del Santo Sepolcro.

L’appuntamento è alle 14.30 con ritrovo alla chiesa di Astino, con prenotazione obbligatoria a info@bergamoguide.it e quota di partecipazione di 5 euro per persona.

La chiesa del Santo Sepolcro, il primo edificio ecclesiale del complesso conventuale di Astino, fu consacrata alla fine del 1117. La sua struttura architettonica si sviluppa secondo una geometria a croce commissa, secondo la tipologia vallombrosana; lo schema è a navata unica che termina inserendosi a T nel transetto. L’altare maggiore, in posizione leggermente sopraelevata, si trova tra l’altare di san Martino e quello degli Evangelisti, entrambi anteriori al 1140, situati rispettivamente nel braccio di sinistra e di destra del transetto. Il coro settecentesco è dominato dall’altare maggiore dietro cui è posto. Sul lato sinistro della navata si trovano, all’inizio, la cappella del Santo Sepolcro e, subito dopo, quella di san Giovanni Gualberto, fondatore della Congregazione Vallombrosana, di fronte alla qiale, sul lato destro della navata, si trova la cappella della Vergine del Rosario.

La volta della navata è a botte mentre quella del transetto è a crociera. La facciata della chiesa presenta un nartece ad archi a tutto sesto, retti da due colonne centrali e da due semicolonne laterali. Nella parte superiore della facciata, suddivisa da lesene, due nicchie racchiudono le statue di san Benedetto, quella di sinistra, e di san Giovanni Gualberto, quella di destra. Un elegante chiostro cinquecentesco, con archi a tutto sesto poggianti su colonne di arenaria, alleggerisce la struttura conventuale. Nella parte orientale del complesso è stato inserito, nel 1239, un alloggio e relativa cappella per ospitare il beato Guala de Roniis, vescovo di Brescia, espulso dalla sua diocesi.

Notevoli sono anche gli affreschi, databili attorno al 1624, eseguiti da Francesco Zucco.

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