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Lotta al bullismo, progetto della Provincia vince finanziamento

La Provincia vince il finanziamento per promuovere un progetto contro il bullismo. Si intitola “No Bulls Be Friends” e ha come obiettivo il contrasto del fenomeno del bullismo attraverso il potenziale catartico del teatro e laboratori con adolescenti. Si tratta di un singolare progetto promosso dall’UPI (Unione Province Italiane) nell’ambito del Programma Azione ProvincEgiovani 2014, a cui partecipa una cordata bergamasca composta da 9 partner.

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La Provincia vince il finanziamento per promuovere un progetto contro il bullismo. Si intitola “No Bulls Be Friends” e ha come obiettivo il contrasto del fenomeno del bullismo attraverso il potenziale catartico del teatro e laboratori con adolescenti. Si tratta di un singolare progetto promosso dall’UPI (Unione Province Italiane) nell’ambito del Programma Azione ProvincEgiovani 2014, a cui partecipa una cordata bergamasca composta da 9 partner (Provincia di Bergamo, capofila, in collaborazione con Asl, Comune di Bergamo, Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, Fondazione Angelo Custode Onlus, Movimento Educativo per il Diritto allo Studio MEDASONLUS, Pandemonium Teatro Onlus, Agenzia per l’integrazione, Assocazione genitori ITIS) e 6 Istituti scolastici superiori cittadini come partner associati (ITC “Bortolo Belotti”, ISIS “Guido Galli”, ISIS “Maria Grazia Mamoli”, ISIS “Caterina Caniana”, Liceo “Filipppo Lussana”, ITIS “Pietro Paleocapa”).

Come dichiara il Presidente della Provincia Matteo Rossi “il progetto, costituisce un’occasione preziosa per rilanciare l’attenzione al tema del bullismo facendo sistema tra soggetti che, con competenze diverse, operano nel territorio per prevenire le diverse forme di prepotenza e una cultura di prevaricazione e intolleranza. Fondamentali nel realizzare il percorso e nel definire insieme le prospettive saranno quindi il lavoro del Gruppo di progetto, composto dai referenti dei diversi enti/organizzazioni, e la partecipazione attiva e protagonista degli studenti”. La proposta Bergamasca, dal titolo “RIFLETTORI ACCESI. RELAZIONI IN SCENA. Laboratori ed eventi teatrali, incontri, esperienze condivise contro prepotenze e bullismo”, è finanziata con € 8.500,00 euro, che, insieme alle compartecipazioni dei partner, verranno utilizzati completamente per attività con gli studenti da realizzarsi nel periodo gennaio-giugno 2015. Obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani, soprattutto attraverso l’arte del teatro, sul fenomeno del bullismo attraverso laboratori di approfondimento e la produzione di una pièce teatrale che andrà a concorso. Del progetto verrà infatti realizzato un trailer che, insieme agli altri n.16 progetti finanziati a livello nazionale sarà caricato sulla piattaforma dedicata e sulla pagina facebook e votato dal pubblico. Le prime tre pièce classificate (scelte da una giuria di qualità tra le 5 più votate) vinceranno un contributo in denaro da utilizzare poi nelle scuole.“Abbiamo accettato la sfida di questa idea, convinti dell’importanza di promuovere la cultura del rispetto e dell’accettazione di sé e dell’altro attraverso il linguaggio del teatro. E’ un progetto ambizioso, che stimola la creatività, la capacità di comunicare e l’aggregazione dei giovani”, dichiara il consigliere delegato alle Politiche sociali Gianfranco Gafforelli. Il progetto si svilupperà su più livelli, dalla sensibilizzazione dei contesti e dei soggetti adulti, docenti e genitori, a quella dei ragazzi attraverso laboratori teatrali che consentano di sperimentarsi in un rapporto creativo con il proprio corpo e di provare nuove modalità comunicative, acquisendo conoscenza di sé e delle Sono inoltre previsti:

un laboratorio sul tema del cyberbullismo finalizzato alla costruzione di consapevolezza delle modalità di interazione e relazione nell’uso dei social network più comuni, realizzato attraverso focus group e incontri interattivi e con la produzione, da parte degli studenti con il supporto di insegnanti ed esperti, di un video sulle modalità e gli stili comunicativi degli adolescenti;

• interventi sui temi dell’interculturalità e della xenofobia con la partecipazione di giovani di seconda generazione finalizzati a richiamare l’attenzione sulla dimensione delle differenze culturali nelle manifestazioni di bullismo.

• La realizzazione di video e di altra documentazione che verranno utilizzati all’interno di campagne di sensibilizzazione.

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Commenti

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  1. Scritto da Daniele

    Fino ai primi anni delle scuole superiori sono stato anch’io vittima dei “bulli” (anche se all’epoca il fenomeno aveva un altro nome, riconducibile ai ben peggiori scherzi da caserma), è andata a finire che me li sono scrollati di dosso da solo, e sono felice di averlo fatto. Se non me ne fossi sbarazzato allora, penso che la mia vita oggi sarebbe alquanto infelice. Quindi la domanda mi sorge spontanea: occupandoci “noi” del bullismo, non rischiamo di creare una società di vittime?