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L’orso bruno il gigante buono più minacciato d’Italia

Animale timido e schivo, l'orso bruno conta non più di 50 esemplari sull'Appennino centrale e nemmeno 30 sulle Alpi: non ha un territorio ben definito ma vagabonda spesso, per lo più di notte.

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in collaborazione con BergamoSOStenibile

Sull’Appennino centrale sopravvivono non più di 50 esemplari di Ursus arctos mentre sulle Alpi non arrivano a 30.

L’orso bruno è un animale tipico delle foreste temperate con querce, faggi e aceri, ma lo si incontra anche in climi freddi, come nei boschi di conifere delle nostre Alpi. È il più grande carnivoro terrestre della regione eurasiatica sopravvissuto nonostante secoli di durissime persecuzioni e l’incessante distruzione del suo ambiente naturale. Imponente e massiccio, dotato di una folta pelliccia formata da vari strati digradanti, dai peli lunghi anche 10 centimetri di diversi colori -dal marrone scuro a quello chiaro, dal bruno rossiccio al rosso fulvo, fino all’argento, con differenti sfumature- l’orso è un plantigrado, cioè un animale che si muove appoggiando sul terreno l’intera pianta della zampa, dotata di ampi cuscinetti digitali e di robusti unghioni non retrattili. Ha la testa quasi rotonda, con orecchie relativamente piccole, il cranio è largo e la bocca è munita di 42 denti, tra cui dei canini piuttosto affilati. La sua vista è mediocre, mentre l’olfatto e l’udito sono molto sviluppati.

Un simpatico vagabondo

L’orso è un animale timido e schivo che ama la solitudine e i grandi boschi silenziosi e tranquilli. Non ha un territorio ben definito ma vagabonda per lo più di notte all’interno di un’area dove, di tanto in tanto, può incontrare i segni rassicuranti della presenza di altri suoi simili: tracce nel bosco, graffi sugli alberi, pietre smosse, segnali odorosi. Si sposta molto in cerca di cibo e per questo si serve di diversi rifugi temporanei, preferibilmente nei pressi dell’acqua.

La merenda dell’orso

Nonostante abbia la dentatura tipica di un carnivoro, l’orso è onnivoro e mangia di tutto: formiche, vespe, api, coleotteri e altri insetti, piccoli mammiferi, carogne di animali selvatici, miele, erbe, tuberi e radici, noci, nocciole e castagne. In autunno, quando deve accumulare le riserve di grasso per l’inverno, ricerca in particolar modo la frutta: mele, pere, mirtilli, ribes, fragoline di bosco, lamponi, le bacche delle rosa canina, l’uva ursina. Grazie a questa dieta ricca di zuccheri l’orso può ingrassare anche di un chilo ogni due giorni! Solo occasionalmente, e solo se non trova prede naturali, può aggredire il bestiame domestico come pecore, polli, capre, bovini o ricorrere alle arnie dell’uomo.

Sogni d’oro!

A fine autunno, quando il tempo si fa più rigido, gli orsi si preparano ad andare in letargo, scelgono con cura una caverna o un anfratto di roccia nascosto e ben riparato, spesso lo imbottiscono di rametti, foglie e muschio, preparandosi un morbido giaciglio sul quale dormire fino alla primavera successiva. Dormono per tutto l’inverno come “sassi”? Non proprio: se disturbati dall’uomo o minacciati da qualche pericolo gli orsi abbandonano il loro nascondiglio per cercarne uno più tranquillo e, se le giornate invernali sono particolarmente miti, ne approfittano per fare un giro a caccia di cibo.

Nascere in una grotta…

Mamma orsa partorisce nel cuore dell’inverno, nel silenzio ovattato della tana. I cuccioli, generalmente uno o due, più raramente tre, al momento della nascita sono davvero minuscoli: pesano 400 grammi appena, 400 volte meno della madre! Da piccoli sono gracilini, ciechi, senza denti, con pochissimo pelo e con le unghie appena accennate. Nulla nel loro aspetto da neonati lascia presagire quale sarà il loro eccezionale sviluppo da adulti. L’orsa li riscalda con la sua morbida pelliccia, li allatta e si prende cura di loro con infinita pazienza e tenerezza. Mamma orso può avere cuccioli solo ad anni alterni, perciò l’attenzione che dedica alla prole è davvero grande.

In primavera inoltrata i piccoli orsi escono dalla tana in compagnia della madre. Sono vispi, giocherelloni e molto curiosi: nessun rametto, foglia o sassolino che incontrano nella foresta, “sfugge” al loro controllo: ogni cosa viene annusata, addentata e rivoltata. Mamma orsa insegna loro cosa mangiare e dove e come trovarlo. La famigliola resterà insieme finché i cuccioli non avranno compiuto 2 anni. Poi, una volta autonomi, lasceranno la madre per avventurarsi da soli nel mondo.

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