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Bresciani, Cgil: “Occorre avere un’idea di futuro per questo Paese”

Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della Cgil Bergamo, interviene con una nota sulla situazione economica dell'Italia e afferma: "Non si uscirà dalla crisi senza una profonda revisione delle politiche europee, superando le politiche fallimentari dell’austerità".

Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della Cgil Bergamo, interviene con una nota sulla situazione economica dell’Italia e afferma: "Non si uscirà dalla crisi senza una profonda revisione delle politiche europee, superando le politiche fallimentari dell’austerità".

“Il dato sulla disoccupazione generale al 13,4% e quello sulla disoccupazione giovanile al 44% dimostrano quanto siano inutili le misure prese a suo tempo da Monti e oggi peggiorate da Renzi. Non è dando mano libera alle aziende in tema di licenziamenti né diminuendo i diritti che si crea più occupazione. È ormai generale la consapevolezza dello stridente contrasto tra i sacrifici richiesti alla povera gente, ai giovani, ai lavoratori e ai pensionati e la corruzione dilagante, le diseguaglianze in aumento. Il Paese sta affondando e di politiche industriali non c’è traccia. Il semestre di presidenza italiana in Europa non ha cambiato nulla: le politiche di austerità imposte dalla Germania penalizzano la domanda di consumi e scoraggiano gli investimenti. Tutto ciò significa recessione".

"Queste ricette – continua Bresciani – non tengono conto del fatto che nessun Paese è mai cresciuto senza massicci investimenti pubblici in aree fondamentali: istruzione, ricerca, formazione. Servono investimenti pubblici considerevoli in aree nuove e complesse, un piano contro il dissesto idrogeologico del Paese, il rilancio del manifatturiero, banche che finanzino a medio e lungo termine, maggiore competitività basata non su bassi salari, ma su investimenti in settori chiave. Occorre avere un’idea di futuro per questo Paese e su questa misurarsi. Nulla di tutto ciò è all’orizzonte, tante parole ma per ora nessun cambio di passo. Sempre di più è a noi chiaro che o si cambiano le politiche in Europa o da soli non ce la facciamo. Non si uscirà dalla crisi senza una profonda revisione delle politiche europee, superando le politiche fallimentari dell’austerità”.

Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    Sono con il Sindacato per i diritti di tutti. UGUAGLIANZA DIRITTI E DOVERI.
    Partiamo a ridimensionare i mega stipendi e pensioni. Dimostrate che non si può rubare o barare, ridimensionate la neo pensione di bonanni 10.000 euro al mese (VERGOGNA). Avete privilegi quindi non sputtanate i politici che hanno privilegi. Credo che a pochi interessino le parole, aspettiamo i fatti per poter credere alle parole. E’ troppo difficile? Allora state zitti.

  2. Scritto da Lena

    diminuiamo i mega stipendi a Politici, manager,certi sindacalisti, vedrete che l’Italia ripartirà, altrimenti non servirà continuare a lamentarsi

  3. Scritto da Gaetano Bresci

    il buon bresciani sembra uscito ieri da uno stato ipnotico durante il quale ha eseguito pedissequamente tutte le indicazioni politiche dettate dal suo partito di riferimento; con l’arrivo del bulletto di Firenze e della sua politica di totale assoggettamento ai voleri della troika ha scoperto…l’acqua calda. Chissà se è ancora favorevole al TAV.

  4. Scritto da leo cat

    Per una volta, abbastanza d’accordo, ma bisogna passare dalle belle parole ai fatti concreti. Trarre le conseguenze politiche delle opinioni espresse. Schierarsi, senza se e senza ma, dalla parte dei lavoratori, ripristinare ed aumentare diritti e salari. Chiudere i conflitti di interesse, le scatole cinesi, rinunciare ai finanziamenti statali. Concertazione,vince il capitale, lotta di classe vincono le masse.