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Oscar Wilde al Donizetti Lucia Poli ne L’importanza di chiamarsi Ernesto

A più di 10 anni dalla “loro” messa in scena del titolo, Geppy Gleijeses e Lucia Poli tornano a proporre la più bella commedia di tutti i tempi. Un record di pubblico. Un record di applausi fin dalla standing ovation della primissima londinese nel 1895.

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Ancora un grande “classico” per la stagione di Prosa 2014-2015 del Teatro Donizetti di Bergamo, che a partire da martedì 13 gennaio propone al proprio pubblico il secondo spettacolo di quest’anno artistico: "L’importanza di chiamarsi Ernesto" di Oscar Wilde nella rilettura di Geppy Gleijeses.

Specificamente, a più di 10 anni dalla “loro” messa in scena del titolo, Geppy Gleijeses e Lucia Poli tornano a proporre la più bella commedia di tutti i tempi. Un record di pubblico. Un record di applausi fin dalla standing ovation della primissima londinese nel 1895.

"L’importanza di chiamarsi Ernesto" in scena al Donizetti dal 13 al 18 gennaio con la traduzione Masolino D’Amico, per la produzione del Teatro Quirino “Vittorio Gassman” e del Teatro Stabile di Calabria.

Commenta Mario Missiroli: "Mettere in scena L’importanza di chiamarsi Ernesto nel centenario della morte di Oscar Wilde è qualcosa di più significativo della semplice celebrazione di un grande scrittore: perché questa commedia è la fondazione ottocentesca del fenomeno drammaturgico centrale del Novecento, quel Teatro dell’Assurdo che s’impersona in Jonesco cinquant’anni dopo e che, insieme all’epica pedagogica di Brecht e alla stralunata clowneria di Beckett, costituisce il secolo finale del secondo millennio in teatro".

Biglietti da euro 11.00 a euro 30.80 in vendita alla biglietteria del Teatro Donizetti aperta da martedì a sabato dalle 13 alle 20.

Tel. 035.4160601/602/603.

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