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Il blues è… un sentimento: addio Pino Daniele

Energia partenopea? Di più, energia contaminata dal mondo: neapolitan power, così era chiamato il suo sound. Che partiva da un assunto: il blues è un sentimento.

Scrivo da fan, non da giornalista.

Scrivo da fan, quella tifosa che solo pochi giorni fa ha deciso di rivedere il concerto che più di trent’anni orsono, studentessa, l’aveva stregata in quel di Padova, obbligandola a tornare per verificare se il super-gruppo napoletano con a capo "lui", era capace di far cantare il cuore come allora.

E la risposta è stata "sì": a Milano, al forum, la conclusione del tour Nero a Metà ha di nuovo regalato emozioni a piene mani.

Pino Daniele, anema e voce (ma anche un personale grande stile alla chitarra), i musicisti in perfetta sintonia con lui e il suo Napoli blues: James Senese, Rino Zurzolo, Agostino Marangolo, Gigi de Rienzo, Ernesto Vitolo… fino a Tullio de Piscopo che Pino a un certo punto ha baciato, fugacemente, quasi timidamente.

Un bacio, un omaggio, un grazie.

Un addio.

Già, quello è stato l’ultimo concerto di Giuseppe "Pino" Daniele, non ancora sessant’anni, tradito da un altro infarto mentre probabilmente si riposava dalle fatiche della tournée nella sua casa di campagna, in Toscana. Portato via da un cuore capriccioso, come il suo amico Massimo Troisi.

Quella è stata l’ultima occasione per cantare dal vivo coi suoi amici le sue indimenticabili canzoni, tutte venate di malinconia, ma tutte dense di energia. Energia partenopea? Di più, energia contaminata dal mondo: neapolitan power, così era chiamato il suo sound. Che partiva da un assunto: il blues è un sentimento.

Ditemi se non vi torna in mente l’aria di Je so pazzo, o quella di Terra mia, oppure quella di Voglio di più, di Alleria, per non parlare di Napul’è, Quanno Chiove, O Scarrafone, Io per lei, Musica Musica, Quando, Chi tiene o mare...

Motivi "vecchi" di almeno tre decenni, ma che riproposti in versione originale con la passione dell’esordio in quel di Assago, tutti in fila in un crescendo di ritmo e un miscuglio di sonorità, confermano che Pino Daniele ci sta alla grande dentro il pantheon dei musicisti cantautori capaci di dare una svolta, positiva e innovativa, alla canzone italiana. E oltre.

 

Commenti

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  1. Scritto da Vito

    Grazie Pino per aver accompagnato la mia gioventu. Sono rimasto allibito per la prima fonte di questa triste notizia, cioè Istragram di Ramazzotti.

  2. Scritto da Luca Lazzaretti

    Pino Daniele era un musicista a 360 gradi, ha collaborato con tutti i grandi del pop internazionale ed era amato proprio da tutti…(poveretto il sig Artemide Rossetti, deve aver qualche problema con il suo io). Invidio da bergamasco alla gente di Napoli quel patrimonio di musica e umanità che viene dal profondo.Viva Pino e viva Napoli. La musica e la cultura italiana da oggi sono più povere.

    1. Scritto da Artemide Rossetti

      Diritto d’Indipendenza per la Campania!!

  3. Scritto da Artemide Rossetti

    un grande bluesman con un grande gruppo ma mi infastidiva la vena polemica/politica contro il Nord, come in “o’scarrafone”. Tipico esempio della cultura meridionale, amatissimo dalla sinistra statalista, coerente fino in fondo: perchè una casa lontana dalla sua amatissima Campania? Meditate ggente, meditate.

    1. Scritto da Orchidea

      Una casa lontana dalla sua amatissima Campania? Bhè allora mi indichi i nomi di grandi artisti che riescono a vivere nel posto dove sono nati, pochi..pochissimi. La vita ti mette davanti a tante circostanze diverse, ma questo non significa allontanarsi dalla Campania,dalla propria “casa”. Che commento superficiale, da tipico bergamasco di provincia che non è mai uscito dal proprio paesello. Mediti lei sulle possibilità di allargare le proprie vedute…..

    2. Scritto da Orchidea

      Pino Daniele non ha mai polemizzato contro il Nord, ha denunciato un partito politico anticostituzionale e inneggiante al razzismo. Il web è pieno di video di politici leghisti che cantano allegre canzoncine a suon di “senti che puzza, arrivano i napoletani” o meglio ancora “Vesuvio lavali col fuoco”. Non capisco perché un cantante non possa prendere delle posizioni di serio distacco contro questo tipo di esternazioni. Cosa vuol dire “tipico esempio della cultura meridionale”?

    3. Scritto da Mark

      In realtà ce l’aveva con la Lega e non con il nord.Ha creato provocazion allo stesso modo: generalizzando (anche se non troppo a mio modesto parere).
      Poi a conti fatti non aveva tutti i torti viste le porcate fatte da Bossi
      Si può esser d’accordo o meno su questi punti, ma non sul Pino Daniele in quanto musicista e l’apporto da lui dato alla musica italiana..

      1. Scritto da Artemide Rossetti

        Sul Daniele musicista niente da dire se non che è stato un grande bluesman. La strumentalizzazione politica del suo talento non mi è mai piaciuta. Peccato perdersi per così poco, ma forse poco non era. Eppoi perché abitava lontano da Napoli? Significativo, no?

  4. Scritto da B.G.

    è stato un grande uomo, un poeta e un incredibile musicista. Il primo, per quello che mi ricordo, a sentire l’esigenza di affiancarsi a musicisti straordinari che nobilitassero ulteriormente la sua musica (Pat Metheny, Wayne Shorter e quelli del suo gruppo). Lascia, come accade in questi casi, un vuoto enorme ma restano le sue canzoni, i suoi dischi e le immagini, impresse nella mente, dei suoi concerti straordinari.

  5. Scritto da darioflautista

    gentile Rosella, grazie per queste parole “da fan”. Pino Daniele è apparso rapidamente in tv rai per un paio di canzoni la notte di capodanno, dopo mezzanotte, due splendide esecuzioni in particolare alla chitarra, e un po’ di disagio che gli si leggeva sul volto per il contesto veramente kitsch, che il suo intervento ha però contribuito a migliorare nettamente – grazie ancora – Dario

    1. Scritto da jack

      Ecco, era da troppo che era fuori contesto, segno che accettava il suo decadimento artistico. Da almeno una ventina d’anni, senza nulla togliere alla sua professionalità.