BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

L’addio a Bruno, 27enne morto in Australia: donati gli organi

Venerdì il funerale del giovane deceduto a Perth per un aneurisma cerebrale nel giorno di Santo Stefano. Con la sua morte, Bruno, grazie alla donazione degli organi ha salvato la vita a una decina di persone.

 Una chiesa gremita venerdì 2 gennaio ha dato l’addio a Bruno Paloschi, il 27enne di Pumenengo morto in Australia il giorno di Santo Stefano a causa di un aneurisma cerebrale che lo aveva colpito la sera prima. 

Bruno si era trasferito in Australia da un paio d’anni, dopo aver lasciato l’azienda di famiglia. Aveva trovato prima lavoro come muratore a Perth, per poi trasferirsi a Melbourne, dove oltre a trovare un impiego come cameriere in un ostello, si era fidanzato con una ragazza giapponese, Yuko. Si era quindi diretto a Sydney, e infine ad Adelaide. Giovedì 25 dicembre si trovava a Perth. In serata, all’improvviso, era stato colpito da un aneurisma cerebrale: è deceduto il giorno di Santo Stefano, poche ore prima che lo raggiungessero la mamma e il papà Marino, partiti da Pumenengo subito dopo aver saputo del suo malore.  

Venerdì, insieme ai genitori e alla sorella Giulia di 20 anni, sono stati molti amici e parenti che lo hanno voluto salutare per l’ultima volta nella chiesa parrocchiale di Pumenengo.

A celebrare il funerale, per il quale il sindaco Veronica Salvoni ha proclamato il lutto cittadino, è stato don Angelo Ferrari, che ha ricordato Bruno come un ragazzo solare, intraprendente e ben voluto da tutti.

A seguire è stato lo stesso primo cittadino pumenenghese che dall’altare ha ricordato lo sfortunato ragazzo, amico di famiglia. Salvoni ha letto una poesia di Henry Scott Holland dal titolo "La morte non è niente": "La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu…". 

Il ragazzo è stato ricordato anche in Australia, a Perth, con una cerimonia religiosa organizzata dalla sua fidanzata giapponese, Yuko, celebrata poche ore prima che si tenesse il funerale in Italia. 
I genitori del 27enne hanno autorizzato l’espianto degli organi. Con la sua morte, Bruno, ha salvato la vita a una decina di persone. 

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.