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Greta Cicolari è tornata “Da vera bergamasca mai pensato di mollare”

La pallavolista 32enne di Osio Sotto con il podio di Mussolente è tornata sui campi dopo i tredici mesi di squalifica: "Qualcuno ha pensato di potermi fermare ma io sono troppo determinata. Ora spero di riavere i miei punti internazionali e ho Tokyo 2020 nel mirino".

Greta Cicolari è tornata, e per ripresentarsi sulla scena nazionale del beach volley la pallavolista bergamasca non poteva scegliere modo migliore: podio nella prima tappa del campionato italiano di beach indoor, a Mussolente, e titolo Mvp. Una soddisfazione doppia che la 32enne di Osio Sotto si è costruita con rabbia, sacrifici e determinazione durante i sedici mesi passati lontano dai campi per la doppia squalifica inflittale dalle Federazione: sei per “Aggressione verbale nei confronti di un tecnico federale” e per i presunti tweet ritenuti offensivi nei confronti dell’ex c.t. azzurro Lissandro, e altri sette per aver definito durante un’intervista la Federazione “Un sistema simile alla mafia”. A questi tredici mesi vanno poi aggiunti i quattro di stop forzato frutto delle scelte tecniche dell’allenatore brasiliano, che ha smesso di convocare in Nazionale la Cicolari senza nessuna spiegazione ufficiale nonostante la bergamasca fosse la pallavolista italiana più forte in circolazione come dimostrato dall’oro europeo del 2011 ottenuto a Kristiansand, dai sette podi rimediati nei vari World tour, dal quinto posto conquistato con Marta Menegatti all’Olimpiade di Londra 2012, e dagli splendidi risultati del 2013: lo storico quinto posto ai Mondiali di Stare Jablonki e la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo. “Quei sedici mesi sono stati una pena interminabile – ha spiegato a Bergamonews la Cicolari -, un periodo difficilissimo che mi sono messa alle spalle solo grazie alla mia grande determinazione. Una determinazione che ho nel sangue, da buon bergamasca quale sono”.

Ci dica la verità, non ha mai pensato di smettere?

“No, non ho mai pensato di smettere. In questi sedici mesi ho avuto umori alterni, c’erano periodi in cui non volevo vedere il campo, altri in cui mi allenavo controvoglia, altri ancora in cui smaltivo in palestra tutta la rabbia che avevo dentro. Ma no, non mi è mai passato per la testa di lasciare tutto”.

In questo lunghissimo periodo ha anche allenato.

“Sì, ho insegnato le basi del beach volley a bambini di sette-otto anni. E’ stata una gran bella soddisfazione”.

E quando si è rimessa sotto per tornare in campo?

“A novembre. Guardavo il calendario e vedevo avvicinarsi sempre di più la data della fine della squalifica, così mi sono cercata un allenatore nuovo, Andrea Raffaelli, e ho iniziato a lavorare duramente per farmi trovare pronta”.

A quanto pare si è fatta trovare non pronta ma prontissima.

“Sinceramente non mi aspettavo neppure io un inizio così. Non avevo mai incontrato Margherita (Bianchin, sua compagna solo nella tappa di Mussolente, ndr) ma la nostra intesa è stata fantastica sin da subito. E’ stata una splendida sorpresa, anche perché ci eravamo posti l’unico obiettivo di passare le qualifiche per poi giocare senza pensieri. E’ arrivato il podio, sono davvero contenta”.

Come sono stati i primi minuti di gioco?

“Se devo essere sincera tensione ed emozione ho iniziato a sentirli solo cinque minuti prima di scendere in campo: lì nella mia testa sono passate tante, tantissime cose. Ma una volta iniziata la prima partita è stato come se non fossi mai uscita dalla sabbia”.

Che messaggio ha voluto mandare con quel podio e con quel titolo di Mvp?

“Penso che per il beach volley italiano il mio rientro, coinciso tra l’altro con la prima tappa del campionato indoor, sia stato un weekend importante. Qualcuno ha pensato di fermarmi, ma si è sbagliato: io non ho mai mollato, sono una bergamasca vera”.

Il calendario di Greta Cicolari cosa propone adesso?

“Sto per partire per l’Australia con la mia nuova compagna di gioco Giulia Decordi: abbiamo bisogno di trovare la migliore intesa e abbiamo cercato un posto che ci offrisse delle belle spiagge e, soprattutto, il caldo di cui abbiamo bisogno. Cercheremo di disputare almeno un paio di tappe del torneo nazionale australiano, se ci verrà data l’autorizzazione, poi a febbraio torneremo in Italia e ci concentreremo prima sul campionato, e poi sul World tour che si disputerà ad aprile in Cina. E ho fatto la richiesta per riavere i miei punti internazionali che mi sono stati ‘congelati’ con l’inattività: sono più di un migliaio, penso mi spettino”.

Il prossimo obiettivo?

“Voglio arrivare a Tokyo 2020”.

Commenti

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  1. Scritto da Gf.M

    Brava Greta, così si fa!