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Jobs Act e licenziamento dei dipendenti pubblici Secondo te è giusto? Vota

Il Jobs Act approvato dal Consiglio dei ministri il 24 dicembre sta provocando accesi dibattiti all'interno del mondo politico e sindacale. Il Nuovo Centrodestra chiede che la riforma del lavoro venga applicata anche al pubblico impiego". Ovvero si possa licenziare i dipendenti pubblici con le stesse norme che valgono per le aziende private. Che ne pensi? Vota il nostro sondaggio.

Il Jobs Act approvato dal Consiglio dei ministri il 24 dicembre sta provocando accesi dibattiti all’interno del mondo politico, sindacale e non solo. Il deputato Maurizio Sacconi, del Nuovo Centrodestra (partito che fa parte del Governo Renzi), chiede che "la riforma del lavoro venga applicata anche al pubblico impiego".

E per sostenere questa proposta spiega: "Quando presentammo questo criterio di delega fummo indotti a ritirarlo dal governo in quanto esso considerava già vigente l’impegno ad omologare lavoro pubblico e lavoro privato". Immediata è giunta la precisazione del ministero del Lavoro: il Jobs Act e il decreto attuativo sul contratto a tutele crescenti non è applicabile ai lavoratori del pubblico impiego. E aggiunge: "La discussione sulla legge delega è stata fatta sul lavoro privato, mentre sul lavoro pubblico c’è in Parlamento una legge delega sulla Pubblica Amministrazione, nell’ambito della quale si potranno eventualmente affrontare tali tematiche".

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti precisa: "Tutta la discussione sulla legge delega è stata fatta sul lavoro privato e quindi non è applicabile al pubblico impiego".

La polemica non sembra smorzarsi e arriva la controreplica da parte di Scelta Civica, con il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti: "Questo affannarsi di alcuni ministri per negare l’applicabilità delle norme al pubblico impiego – osserva – è sconcertante e configura una ingiusta discriminazione vero i lavoratori privati" e sottolinea che il dualismo con i privati "non sta in piedi". Intanto fuori dal Parlamento, la battaglia sul Jobs Act furoreggia, con la Cgil che evoca nuovi scioperi e ricorsi anche in Europa, e il segretario della Cisl, Annamaria Furlan, che chiede l’assorbimento da parte delle nuove norme di tutti i contratti precari.

Trovi giusto che le norme per il licenziamento previste per i lavoratori di aziende privati siano estese anche per i dipendenti pubblici?

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Commenti

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  1. Scritto da Lia

    raccogliamo voti per eliminare tutti i parassiti che abbiamo al governo …forse ci risolleviamo ?

  2. Scritto da giorgio

    è vergognoso,guarda caso dove probabilmente lavorano parenti e amici dei ns. amici politici il jobs act non vige…il settore statale dove abbondano i casi di negligenza e assenteismo non vige il libero licenziamento.Grazie Renzi ora sappiamo chi sei e da che parte stai…

  3. Scritto da Andrea

    Se fossi un dipendente pubblico darebbe fastidio anche a me questa norma tuttavia è innegabile che vi sia una disparita’ di trattamento oltre ad un altro tipo di atteggiamento verso il lavoro da parte dei dipendenti pubblici..non parlo di medici o infermieri che fanno veri e propri miracoli visto le risorse..ma, per esempio, il postino che passa ogni 3 giorni a casa mia o quando gli pare mi da un po’ fastidio… sicuramente c’e’ chi lavora bene anche fra loro.pero’…

  4. Scritto da carlos

    qualè la differenza tra pubblico e privato??? se vale per uno deve valere per tutti carlos

    1. Scritto da paolo

      infatti non dovrebbe valere per nessuno!!! ma di cosa state parlando? siete tutti imprenditori?? qui si mette in mano al datore di lavoro la possibilità di licenziare liberamente! poi, se il licenziato lo ritiene, deve fare ricorso, aspettare una sentenza che (forse) gli permetterà di ottenere 24 mensilità. ora, in queste condizioni, voglio vedere quanti dipendenti saranno disposti a far valere i propri sacrosanti diritti (come il rispetto delle norme di sicurezza, tanto per dirne una)

      1. Scritto da licenziamo i padroni

        O fare straordinari gratis, x dirne una seconda; o rinunciare alle ferie, x dirne una terza; o dover cedere a ricatti sessuali, ecc. ecc. ecc. ecc. L’uomo nasce libero, ma vive ovunque in catene.

  5. Scritto da Turibio

    Nelle aziende private in crisi (spesso più per colpa delle tasse che del mercato) i dipendenti vengono licenziati. Nell’azienda più in crisi d’Italia (lo Stato) la proprietà (i cittadini) non può chiedere di ridurre il personale ed è costretta a pagare il personale per servizi che non vengono più neanche erogati (per es. manutenzione strade).

  6. Scritto da mario gualeni

    è giusto che tutti abbiano lo stesso trattamento, ma oggi lo status è molto diverso e occorre tenerne conto. Superiamo però i pregiudizi e guardiamo alla realtà del lavoro che è profondamente cambiata e necessità di nuove regole. Quindi approcio positivo ai provvedimento del Governo per renderli operativi e fruttuosi.

  7. Scritto da La verità fa male

    Qui litigano “tra poveri”. Il problema dell’Italia non è l’operaio del Comune o l’impiegato dell’anagrafe o l’infermiere dell’ospedale pubblico: il problema sono i Befera, i Mastropasqua, i Moretti e tutto l’esercito di dirigenti “raccomandati dai politici e protetti dai sindacalisti” che prendono super stipendi da nababbi facendo danni oppure i “pensionati d’oro” come Amato che occupano poltrone pubbliche da una vita

    1. Scritto da Amen

      Il problema sono l’operaio del comune , l’impiegato dell’anagrafe , l’infermiera dell’ospedale pubblico o le “verità fa male” che hanno votato Berlusconi e Lega per 20 anni , mettendo il popolo italiano e la nazione in CROCE , per altro nominando gran parte dei manager pubblici !!!!!!!!!

  8. Scritto da perché?

    Segnalo che dei 26 commenti dichiarati ne vedo solo 10. Non credo sia un problema mio.

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      Non è un problema suo, stiamo cercando di sistemare. Grazie mille

  9. Scritto da Era ora

    Ma da quando? E’ un sogno….Speriamo al più’ presto…

  10. Scritto da LUCIANO

    le persone che meriterebbero il licenziamento sono quelle che non compiono il proprio dovere. Questo deve valere sia x il settore pubblico che il privato. Il problema vero è che con queste nuove norme, se una persona che ha sempre compiuto il proprio dovere, si ammala seriamente, rischia oltre il danno anche la beffa del licenziamento.

  11. Scritto da dipendente comunale

    Ci tengo a precisare che il dipendente pubblico riceve la liquidazione dopo 2 anni e mezzo e non entro sei mesi come il privato.
    Non ha la quattordicesima come spesso si ha nel privato.
    Inoltre il dipendente pubblico ha da 6 anni il contratto non rinnovato, e ne passeranno altri ora che si proceda a un rinnovo, quindi si e perso potere di acquisto enorme.
    Inoltre il dipendente pubblico , non può accedere a avere un acconto del liquidazione maturata come il privato,
    vi basta?

    1. Scritto da Mario

      E allora dica ai suoi colleghi, tipo bidelli, che lavorare non significa scaldare le sedie. La vergogna e’ proprio questa. I metalmeccanici hanno solo la tredicesima e in quanto al lavoro non c’e’ proprio paragone. Se si e’ arrivati alla catastrofe delle pensioni e’ proprio perche’ la casta degli statali ha sempre avuto favoritismi. 16 anni e 6 mesi e andavano in pensione e per le donne un anno in meno per ogni figlio. Le basta??

  12. Scritto da alberto

    I dipendenti pubblici vengono assunti dopo un corcorso è hanno responsabilità e doveri che i privati non hanno …se si vuole flessibilità allora si deve volerla anchevin entrata, così un ministro o un partito si potrà scegliere i propri dipendenti fedeli… vi pare giusto?

    1. Scritto da Maurizio

      Discutere se applicare o meno una legge a qualche categoria è la dimostrazione della resistenza x mantenere privilegi e prebende .Qualcuno mi sa spiegare xche gli statali dovrebbero essere diversi da chi LAVORA sul serio?salva italia sul gobbone dei soliti noti. condoglianze all’italia

      1. Scritto da la verità?

        Il diritto al lavoro NON è un privilegio. Precarizzare il mondo del lavoro, sia pubblico che privato, NON è la soluzione. I privilegi esistono, ma sono tra quel 5% che ha molto e quel 95% che ha poco o nulla. Svegliatevi, e agite di conseguenza!

  13. Scritto da Ugo

    Mi accontenterei del fatto che quelli che si fanno timbrare il cartellino da altri o che sono “malati” di professione o malati dei “ponti” o che commettono reati (specialmente contro l’amministrazione) potessero essere licenziati in tronco.

  14. Scritto da Luciano

    Per come la vedo io il Jobs act introduce un nuovo cocetto di “precarietà allargata”!

  15. Scritto da cristiano

    Che nel 2014 esista questa disparità di doveri e diritti tra dip.pubblici e privati è uno scandalo che deve essere risolto.Ma fino a quando ci saranno famiglie intere alle dipendenze pubbliche con scambi di voti e favori di vario tipo nulla sarà risolto.Corruzione e nepotismo/clientelismo sono strettamente legati e il comparto pubblico ne è l’esempio lampante.

  16. Scritto da micy

    D’accordo anch’io, pubblico e privato medesimo trattamento……però anche economico. Gli stipendi pubblici, oltre ad essere bloccati da anni e ancora per anni, sono di gran lunga inferiori rispetto ai privati, e valga il vero…

    1. Scritto da Umberto

      Si informi meglio riguardo agli stipendi. Provi a confrontare lo stipendi tra un insegnate di scuola materna pubblica e una privata/comunale e poi ne riparliamo…Umberto.

  17. Scritto da angilberto

    Assolutamente si. Se la cosa vale per i lavoratori del privato vale anche per i lavoratori del pubblico. Vogliamo continuare a discriminare?

  18. Scritto da leo cat

    Licenziamo i padroni:
    http://www.beppegrillo.it/m/2013/01/la_triplice_sindacale_e_le_aziende_dei_lavoratori.html

    1. Scritto da max

      In verita’ è un libro di Massimo Mucchetti del 2002 ora grande comunista

  19. Scritto da Corrado

    giusto ma non lo faranno mai… sono una casta pure loro

  20. Scritto da ... tempesta

    Personalmente trovo sbagliate e indecenti “le norme per il licenziamento previste [dal jobs act] per i lavoratori di aziende private”, così si trasforma un lavoratore/trice in uno schiavo/a, costretto/a a dire sì a tutto o ad essere licenziato/a. Come può un/una giovane, in queste condizioni, costruire un progetto di vita? Chi semina vento raccoglie ……

  21. Scritto da Ma quanti saranno?

    Ma in percentuale quanti saranno questi statali che veramente rischiano il posto di lavoro? E se fossero veramente in esubero? E che dire dei milioni di lavoratori che già sono stati licenziati in questi anni??? E le guardie forestali assunte in Sicilia? E tutti i neo assunti in questi anni in Sicilia c’è li dobbiamo tenere tutti???

  22. Scritto da cocchi

    ma chi dice che il sindacato difende “a priori” i pubblici? forse è per questo che sono 5 (tra poco sei) anni senza CCNL? naturalmente militari polizia ecc. il rinnovo l’hanno.

  23. Scritto da La verità fa male

    L’articolo 18 è un’assurdità a tutti i livelli (pubblico e privato) visto che ormai sanno tutti che permette di tutelare solo lazzaroni e nullafacenti. Detto questo nel pubblico impiego invece di prendersela con il personale (medici, infermieri, insegnanti e semplici passacarte) si dovrebbero mandare a casa le migliaia di dirigenti strapagati che per “quieto vivere” non dirigono nulla e tirano a campare da mattina a sera, insieme ai politici ladri che li coprono e li selezionano

  24. Scritto da Ma quanti saranno?

    Ma in percentuale quanti saranno questi statali che veramente rischiano il posto di lavoro? E se fossero veramente in esubero? E che dire dei milioni di lavoratori che già sono stati licenziati in questi anni??? E le guardie forestali assunte in Sicilia? E tutti i neo assunti in questi anni in Sicilia c’è li dobbiamo tenere tutti???

  25. Scritto da Massimo

    Regole uguali per tutti.pensioni uguali per tutti. Maternita’ uguali per tutti. Insomma. Poi basta guardare i sondaggi presenti ovunque. Questa stridente disparita’ gli italiani proprio non la capiscono e non la vogliono.

    1. Scritto da minimo

      D’accordo, perfettamente d’accordo, l’uguaglianza era uno degli obiettivi della rivoluzione francese, mai realizzato. Peccato che renzi non lo realizzi x niente. Aumenta i privilegi di pochi e riduce i diritti a molti. Le riforme vanno fatte x migliorare la qualità della vita ai più, non x ridurla.

  26. Scritto da mario59

    Il pretesto sarebbe quello di far funzionare meglio l’industria privata e il settore pubblico, ma il vero motivo è quello di dare agli imprenditori dell’industria privata, lo strumento per levarsi di torno quei dipendenti che per anzianità e diritti acquisiti nel tempo, possono essere da loro sostituiti, con personale più giovane, mal pagato e precario.
    Scommetto che se ci obbligassero a lavorare gratis, diventeremmo il paese più industrializzato del mondo…potrei assumere anch’io.

  27. Scritto da il polemico

    con questa legge,si crea discriminazione tra i lavoratori,,e fa pensare ai tanti ex sindacalisti nel maggior partito che sostiene il governo,che non prendono posizione su questi fatti….prima sempre battaglieri quando davano contro partiti avversi,ma ora?dove sono finiti i loro ideali?per mio parere comnque questo job act non risolverà nulla,siamo destinati a peggiorare sempre più…la regola del più tasse=ripresa economica,vale solo per questo governo….

  28. Scritto da Cris

    Licenziano anche nel privato ,chi cavolo sono loro?

  29. Scritto da Marco

    Assolutamente giusto!!! Uno dei mali del nostro sistema è la P.A. e la sua gestione! La smettano i sindacati di difendere a priori i lavoratori pubblici!!! Anche perché credo e spero che molti di loro, onesti, siano stanchi di “lavorare male” per colpa di colleghi assenteisti o nullafacenti.

  30. Scritto da sergio

    i pubblici dipendenti sono diventati il capro espiatorio di un sistema che non funziona. quado non lavorano è perchè hanno un dirigente, sesso strapagato, che da loro il cattivo esempio. licenziamo i dirigenti e facciamo lavorare i pubblici dipendenti che l’Italia ha bisogno di servizi che funzionano dalla scuola alla sanità. Buon 2015 tutti.