BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Servizi per la disabilità “Non c’è progetto di vita senza comunità solidale”

Alla Asl di Bergamo si è tenuto il seminario “Dove eravamo rimasti…”, per fare il punto della situazione dei servizi offerti dal territorio per la disabilità e confrontarsi su possibili nuovi progetti che possano essere realizzati. Esperti e famiglie hanno ribadito: “È necessario lavorare per creare comunità accoglienti e solidali verso le diverse fragilità umane, compresa la disabilità, affinchè tutti possano costruire progetti di vita e avere una buona immagine di sé”.

Alla Asl di Bergamo si è tenuto il seminario “Dove eravamo rimasti…”, per fare il punto della situazione dei servizi offerti dal territorio per la disabilità e confrontarsi su possibili nuovi progetti che possano essere realizzati in questa materia.

In modo particolare, l’incontro è stato un’occasione pubblica per riprendere il filo delle molteplici progettualità che vedono impegnati i tanti attori che agiscono nell’universo delle diverse abilità con lo scopo di offrire servizi sempre migliori e personalizzati.

A distinguere l’iniziativa un approccio aggregato e multidisciplinare, che vede protagonisti enti e istituzioni attive sul territorio sia in ambito sociale sia socio-sanitario e che ha animato i percorsi di quattro gruppi di lavoro che hanno operato nel nostro territorio nell’ambito del piano d’azione regionale per le persone con disabilità. Lo spiega il direttore generale dell’Asl di Bergamo Mara Azzi, che dichiara: “L’attività dei quattro gruppi è stata alimentata dalla competenza professionale e dalla motivazione personale di operatori e volontari espressione del mondo dei soggetti gestori dei servizi dedicati alla disabilità, delle aziende ospedaliere e dell’Asl, degli ambiti territoriali e dell’associazionismo familiare. I discorsi che ci collegano, i dati che condividiamo e le azioni sempre più integrate trovano nelle più recenti determinazioni regionali in materia di disabilità un importante orientamento cui rifarsi e uno stimolo forte a ricercare prospettive, soluzioni e azioni sempre più integrate, interconnesse e rispettose della dignità della persona con disabilità, del suo possibile progetto di vita dentro il territorio in cui abita, con la propria famiglia e le altre relazioni significative di cui si circonda”.

Un risultato che, osserva il direttore generale dell’Asl, si può raggiungere rafforzando il lavoro di rete sul territorio: “Questa prospettiva appare avvicinabile solamente continuando a coltivare la capacità di interazione fra tutti gli attori oggi in campo intorno all’universo delle disabilità e consolidando la propensione ad apprendere reciprocamente, gli uni dagli altri, riconoscendo l’importanza di mettere in comune le esperienze che fanno fare passi avanti nella direzione attesa dalle persone con disabilità e delle loro famiglie”.

Tra i progetti che sono stati attivati vi sono, ad esempio, le iniziative a sostegno delle famiglie di persone con disturbi di autismo, finalizzate a supportarle nell’assistenza dei propri familiari fragili. A proposito Cristina Borlotti, rappresentante del coordinamento delle strutture sociosanitarie dell’area disabilità dell’Asl di Bergamo, afferma: “Il percorso che abbiamo potuto effettuare ha fornito indicazioni molto interessanti ed è stato indirizzato specialmente a bambini e ragazzi autistici, famigliari, genitori e fratelli di persone affette da autismo. Le prestazioni erogate sono state di supporto psicologico, orientamento e accompagnamento per far conoscere i servizi attivi sul territorio per rispondere ai loro bisogni, facendoli sentire meno soli e promuovendo la condivisione delle esperienze. Da rilevare, infine, che si è lavorato a livello sistemico, coinvolgendo la scuola e le differenti agenzie educative perché non solo la famiglia ma tutto il contesto sociale possa capire i problemi legati all’autismo e divenire più solidale, non compassionevole ma accogliente”.

Nel corso dell’incontro, cui hanno preso parte numerosi esperti e famiglie, è stata ribadita più volte la necessità di lavorare per costruire comunità inclusive verso le diverse fragilità umane, compresa la disabilità, affinchè tutti possano costruire progetti di vita e avere una buona immagine di sé. In modo particolare, il responsabile dell’ufficio di piano dell’ambito territoriale Valcavallina Benvenuto Gamba evidenzia: “Accanto all’erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie, va ricordato un principio fondamentale: non c’è progetto di vita per la persona se non c’è un progetto di comunità, dunque, non bisogna mai dimenticare di domandarsi se gli interventi che si stanno mettendo in atto siano finalizzati a creare comunità, favorendo la formazione di relazioni sociali di qualità. Inoltre, è necessario superare l’autoreferenzialità dei diversi servizi offerti: in questa direzione è importante che i vari soggetti ed enti sappiano sempre mettersi in gioco per promuovere una logica integrata diffusa e costruire alleanze interistituzionali, con l’umiltà professionale degli operatori. In questo modo, si può favorire la formazione di contesti che possano facilizzare l’integrazione, che non mettano al centro la persona con disabilità ma la fragilità dell’essere umano”.

Dello stesso avviso, la psicologa e psicoterapeuta dell’Asl di Bergamo Elisabetta Morelli, che aggiunge: “Ognuno di noi esiste psichicamente anche grazie al contatto con gli altri e le relazioni sociali, infatti, concorrono a costruire la propria identità. Per questo, è necessario che le persone non si facciano congelare dalla diagnosi, che non deve essere un’etichetta, ma si impegnino affinchè possa diffondersi la consapevolezza che ogni individuo presenta fragilità e soprattutto qualità. Il principio-guida è che ognuno debba sapere di ‘saper fare’, in altre parole deve poter esprimere le proprie potenzialità e le sue capacità devono essere riconosciute e valorizzate anche dagli altri. In questa direzione, il linguaggio, le parole e la gestualità hanno un peso enorme”.

La via più efficace per dare risposte ai bisogni sociali viene individuata nel potenziamento delle sinergie tra istituzioni, enti e associazionismo, specialmente in un periodo come quello attuale, distinto da numerose criticità di natura economica e sociale. Un contesto in cui l’impegno della politica può fare la differenza. L’assessore alla coesione sociale del Comune di Bergamo e presidente della conferenza dei sindaci Maria Carolina Marchesi dichiara: “Bisogna lavorare insieme per favorire l’inclusione sociale di tutte le persone e l’integrazione nella comunità. Per farlo, oltre a tutelare le fragilità, è necessario che solidarietà e accoglienza non restino relegate a dimensioni ristrette, ma possano diffondersi su tutto il territorio, rendendo concreta la possibilità, per ognuno, di costruire il proprio progetto di vita”. In questo senso, conclude Marchesi, “il vitalismo e le energie del territorio sono gli elementi che fanno pensare positivo per il futuro”.

Paolo Ghisleni

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Luigi

    Un sincero grazie al dott. Gamba della Val Cavallina,per il lavoro serio e attento che da anni porta avanti sul territorio, e soprattutto per l’attenzione alle persone in questi tempi amari, dove per tanti amministratori e politici sembra che contino solo i soldi.

  2. Scritto da W Marchesi

    Maria Carla the best