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Sala Galmozzi gremita alla presentazione del giallo di Bergamaschi

Ha riscosso un successo di partecipazione la presentazione del nuovo romanzo giallo dell’autore Fabio Bergamaschi, intitolato “Natura morta con delitto”. L’ultimo lavoro dello scrittore orobico ha richiamato una notevole affluenza di pubblico, riempiendo la Sala Galmozzi: "Sono soddisfatto, la presenza dei lettori è stata abbondante e si è sviluppato un interessante dibattito sui contenuti del testo".

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Ha riscosso un successo di partecipazione la presentazione del nuovo romanzo giallo dell’autore Fabio Bergamaschi, intitolato “Natura morta con delitto”. L’ultimo lavoro dello scrittore orobico ha richiamato una notevole affluenza di pubblico, riempiendo la Sala Galmozzi, nella biblioteca Caversazzi di Bergamo lo scorso sabato 29 novembre.

Soddisfatto per il riscontro ottenuto, Bergamaschi commenta: “L’incontro è stato molto positivo, con un’abbondante presenza di lettori e la nascita di un interessante dibattito sui temi e sui contenuti del libro. In modo particolare, sono state apprezzate la scorrevolezza e la chiarezza dell’esposizione del testo. La giornalista Susanna Pesenti, che ha condotto la presentazione del volume, ha evidenziato come lo stile della narrazione sia una sorta di ‘macchina a orologeria’, riuscendo a costruire la trama mantenendo un filo logico ben identificabile, con una consequenzialità marcata, che tiene alta l’attenzione e l’interesse del lettore per la storia raccontata dall’inizio alla fine. Spesso, invece, in tanti altri libri gialli chi legge ‘perde’ il filo della narrazione”.

Un’abilità espositiva che rende più efficace la scrittura, quindi la fruizione del libro. Bergamaschi sottolinea: “Sullo sfondo dei miei romanzi, sono solito collocare riferimenti a fenomeni e problematiche che caratterizzano la nostra società. Ad esempio, nel mio primo lavoro, “Il veleno della vendetta”, veniva toccato il tema della crisi economica, mentre la trama di “Natura morta con delitto” è segnata dal femminicidio, dal dramma quotidiano della violenza sulle donne, alle quali, non ha caso, ho rivolto una dedica all’inizio del romanzo. In questo mio secondo giallo, infatti, il protagonista, l’investigatore Massimo, è alle prese con un brutale caso di femminicidio e un tentativo di femminicidio che poi viene sventato”.

Infine, l’autore afferma: “I miei romanzi non sono e non vogliono esser dei saggi su problemi sociali, ma il contenuto può offrire interessanti spunti di riflessione per il lettore. Da uomo maturo, ad esempio, mi interrogo sulla violenza contro e donne che ritengo possa essere causata dalla difficoltà, da parte degli uomini, anche se in questo caso direi maschi, di accettare un eventuale rifiuto, ossia l’emancipazione della donna, che è diventata più indipendente e meno disposta a subire le decisioni del partner. Sono convinto che questa problematica sia prima di tutto di natura culturale e, pertanto, mi fa piacere che il mio libro possa promuovere il confronto sull’argomento, perché parlarne può essere un modo per risolvere il problema”.

Paolo Ghisleni

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