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Caprioli abbattuti a Colere, denunciati 5 bracconieri

Prosegue l'intensa attività di vigilanza del Corpo di polizia provinciale in materia di tutela della fauna e controllo dell'attività venatoria. A seguito di segnalazioni locali, il Nucleo ittico venatorio del corpo di polizia provinciale ha effettuato controlli specifici in Valle di Scalve. Gli interventi hanno riguardato il contrasto dell'attività di bracconaggio esistente a danno dei caprioli anche mediante l'impiego di cani da seguita

Prosegue l’intensa attività di vigilanza del Corpo di polizia provinciale in materia di tutela della fauna e controllo dell’attività venatoria. A seguito di segnalazioni locali, il Nucleo ittico venatorio del corpo di polizia provinciale ha effettuato controlli specifici in Valle di Scalve. Gli interventi hanno riguardato il contrasto dell’attività di bracconaggio esistente a danno dei caprioli anche mediante l’impiego di cani da seguita (il cui uso non è consentito nella caccia agli ungulati). Gli Agenti della polizia provinciale in servizio con le Guardie volontarie venatorie hanno effettuato ripetuti appostamenti nei luoghi oggetto delle segnalazioni, in comune di Colere nelle località "Pian del Vione" e "Via de O".

I risultati non si sono fatti attendere. Cinque soggetti del posto, non abilitati alla caccia al capriolo, sono stati denunciati in due diverse operazioni anti bracconaggio: per abbattimento illegale di fauna selvatica e per uso di munizione spezzata per la caccia agli ungulati. E’ stata rinvenuta e sequestrata la carcassa di un capriolo appena abbattuto e materiale riconducibile a un secondo capo abbattuto. Gli indagati non erano autorizzati al prelievo di ungulati, la cui caccia si svolge solo in misura selettiva e con assegnazione nominativa dei capi da abbattere, sulla base degli esiti dei censimenti effettuati in collaborazione con gli stessi cacciatori del comprensorio alpino Valle di Scalve. Ulteriori indagini e accertamenti tecnici specifici sono tutt’ora in corso, coordinate e delegate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, titolare delle indagini, finalizzate al contrasto e alla repressione di reati venatori che incidono sulla conservazione delle specie selvatiche.

Commenti

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  1. Scritto da Pluto

    Ma davvero in Italia occorrono i VVUU, i V. intercomunali, i V intervallari, le guardie ecologiche, , PS, CC, GdF, guardie private, guardie volontarie, ecc.. Noi italiani siamo davvero un popolo di delinquentacci oppure non sarebbe il caso di sfoltire alla grande anche questa gente oltre agli operai, pensionati e ammalati che in questi anni paiono particolarmente sgraditi a quelli che eleggiamo noi italiani?

  2. Scritto da A.A.

    Dato che siamo sull’argomento sui giornali e tv non parlate a nome dei cittadini “e di conseguenza a nome mio ” quando cercate di trovare ragioni per non farvi licenziare, dovevate pensarci prima, ma la politica ha creato un gran baraccone costoso faragginoso e burocratico, mi dispiace ragazzi ma quando si pensa a voi questa è l’opinione che i cittadini hanno. Spero di riincontrarvi nel settore privato ed allora, non mi guarderete più dall’alto dei vostri piedistalli …. A presto

    1. Scritto da X

      datosi che tu non desideri si scriva”a tuo nome”impara a fare lo stesso(“questa é l’opinione che i cittadini hanno”)questa é la TUA opinione!

  3. Scritto da A.A-

    Roba da non credere,sento in tv e leggo sui giornali che i dipendenti delle province tutto d’un botto sono grandi lavoratori integerrimi e udite udite il loro stipendio era pure basso, io ragazzi penso e SPERO X QUESTA POVERA ITALIA che questo esercito di diciamo lavoratori possa essere disperso ed annientato, come sta capitando a noi dipendenti del privato, a differenza vostra che lagnate tanto per lo scatto di aumento stipendio, noi, saremo licenziati presto senza titoli sui giornali

  4. Scritto da Corrado

    Polizia Provinciale! Chi sostuirà questa polizia, ora che le Provincie sono state soppresse? Se non servivano a nulla, cosa ci facevano sal posto per combattere i bracconieri?
    Forse erano in vacanza…………

    1. Scritto da Timoteo

      Ben scritto Corrado,e Dio solo sa quanto più ci sarebbe bisogno di Vigilanza e reppresione di questi fenomeni,in posti tipo la Valle di Scalve. E parecchie altre zone della nostra provincia,notoriamente poco avvezza a perdere certe bruttissime abitudini.

  5. Scritto da roberta

    Per favore, bergamonews, almeno voi non cascate nel solito giochetto linguistico usato dalle altre testate: non si tratta di bracconieri, ma di normalissimi cacciatori che hanno compiuto un illecito. Parlare di “bracconieri” evita figure losche, quasi mitologiche e soprattutto percepite come estranee; è invece necessario fornire un’informazione corretta, e far capire ai lettori che questi atti illeciti sono compiuti dai cacciatori in possesso di licenza.

    1. Scritto da mario59

      Roberta se non sai cosa dici è meglio che eviti inutili commenti.

    2. Scritto da paolo

      l’uomo che ruba viene definito ladro… il politico che incassa tangenti si definisce corrotto, l’imprenditore che non paga le tasse si chiama evasore. ed il cacciatore che spara a speci protette si chiama bracconiere. dov’è il problema?

      1. Scritto da andrea

        impara a conoscere usanze, vita e costumi di un bracconiere, ne capirai la sostanziale differenza dal cacciatore per passione

      2. Scritto da TT

        Volendo si poteva utilizzare anche il termine cacciatore di frodo,sempre lo stesso significato ha…
        Comunque da statistiche ufficiali,l’80% dei cacciatori sono anche quando l’occasione lo permette(spesso e volentieri)anche cacciatori di frodo. Il bracconiere é un professionista,il cacciator di frodo lo fa quando capita volentieri…

  6. Scritto da paolo

    nessuno ha ancora scritto che i caprioli si devono accollare le spese della polizia provinciale, che è pagata da tutti i contribuenti e blablabla?!?