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Maltrattamenti su anziani “Costretti a lavorare come in fabbrica”

I malati di Aids di Oasi Gerico e le anziane di Casa Doris costretti a lavorare come in fabbrica: obbligati ad assemblare pezzi elettrici e meccanici tra violenze psicologiche. I filmati in mano alla Procura.

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Una foto e un filmato che più di tutti raccontano l’atmosfera di terrore psicologico che si viveva all’Oasi Gerico dove sono ospitati malati di Aids e a Casa Doris dove vivono donne anziane. Due strutture all’interno del Patronato San Vincenzo che è parte estranea a questa vicenda, in quanto visto il fine sociale delle due strutture aveva concesso in comodato gratuito l’edificio di via Conventino a Bergamo.

Nella prima foto c’è un ospite sieropositivo con i sandali appesi ai testicoli, schernito da una delle due responsabili della struttura, ora indagate.

La vicenda risalirebbe all’estate scorsa, quando l’uomo malato di Aids chiedeva di poter calzare i propri sandali. Di fronte all’insistenza dell’ospite, due inservienti e la direttrice di Oasi Gerico avrebbero legato i sandali agli organi genitali dell’uomo, fotografandolo e schernendolo, scattando foto con un telefonino. Immagini che ora sono agli atti nell’inchiesta del pm Dettori. Nel filmato invece si vede una delle responsabili di Casa Doris mentre sferza un ceffone ad un’anziana ospite.

A queste due prove si aggiungono le testimonianze di dipendenti e di una religiosa che avrebbero raccontato al pubblico ministero Gianluigi Dettori come si viveva in questa struttura per anziani e malati di Aids. C’è di più. Dai filmati e dalle testimonianze emerge che tutti gli ospiti dovevano rispettare misure rigidissime: pasti imposti ad orari stabiliti, costretti a mangiare tutto altrimenti venivano sommersi di insulti, obbligati a comprare e ad assumere farmaci prescritti dalla stessa direttrice della struttura, e infine forzati a lavorare come in fabbrica.

Per ore, infatti, gli ospiti delle due strutture dovevano assemblare parti elettriche e meccaniche per conto terzi. Un lavoro che doveva essere eseguito nei tempi prestabiliti. A riscuotere dalle aziende per le quali l’associazione Oasi Gerico Onlus e Casa Doris consegnavano gli assemblaggi, erano però le due responsabili della struttura. Oltre all’inchiesta che sta conducendo il sostituto procuratore Gianluigi Dettori c’è anche la sospensione dell’accreditamento dell‘Asl, dovuto a un dettaglio non indifferente. Per risparmiare sui tempi e ridurre gli sprechi, le anziane di Casa Doris e gli ospiti di Oasi Gerico malati di Aids condividevano la stessa mensa.

Inoltre pare che il piccolo ospizio di via Conventino ospitasse per un periodo più anziane di quelle previste dall’Asl. Ora a far luce sulla vicenda c’è l’inchiesta aperta dal pubblico ministero Dettori, nelle settimane scorse una decina di famigliari degli ospiti si sono presentati spontaneamente per raccontare e denunciare le condizioni in cui erano costretti a vivere i propri parenti.

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