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Dipendenti delle Province, la scure del governo “C’è allerta sociale”

E' il giorno dei possibili tagli ai dipendenti delle Province. “Possibili” perché sono centinaia gli appelli lanciati al governo per modificare o cancellare l'emendamento che prevede lo spostamento, dal prossimo 1 gennaio, di metà dei dei dipendenti verso Regione e Comuni. A Bergamo sono almeno 285 i lavoratori che non hanno certezze sul futuro. Pirellone e amministrazioni comunali infatti non possono, ad oggi, assumere tutti gli “esuberi” degli enti intermedi.

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E’ il giorno dei possibili tagli ai dipendenti delle Province. “Possibili” perché sono centinaia gli appelli lanciati al governo per modificare o cancellare l’emendamento che prevede lo spostamento, dal prossimo 1 gennaio, di metà dei dei dipendenti verso Regione e Comuni. A Bergamo sono almeno 285 i lavoratori che non hanno certezze sul futuro. Pirellone e amministrazioni comunali infatti non possono, ad oggi, assumere tutti gli “esuberi” degli enti intermedi. Il governo però non sembra porsi il problema.

L’unione delle Province italiane ha lanciato l’ultimo di una lunga serie di appelli: "Il Senato ha la possibilità’ di intervenire a modificare l’emendamento del Governo sul personale delle Province e delle Citta’ metropolitane: cosi come e’ ora rischia di produrre effetti davvero preoccupanti per l’occupazione e complica ulteriormente la gia’ difficile attuazione della riforma Delrio – spiega Alessandro Pastacci, presidente dell’Upi -. Nei nostri enti la giustificata preoccupazione dei dipendenti sta creando un clima di allerta sociale: e’ necessario dare risposte a 20 mila persone che vedono messo a rischio il loro futuro lavorativo. Le soluzioni possibili ci sono, e sono soluzioni che partono, prima di tutto, dal percorso di attuazione della riforma delle Province, che sposta funzioni e il personale corrispondente in altri enti. Il Senato prenda in considerazione queste proposte e non sottovaluti la crescente tensione che si va creando nei territori". In ogni parte d’Italia sono in programma proteste e manifestazioni. Già nei giorni scorsi i dipendenti di alcune Province hanno deciso di occupare simbolicamente gli uffici per dare un segnale forte al governo.

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Commenti

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  1. Scritto da Lorenzo

    Le Province sono utili anche ai piccoli Comuni ed alle aree interne dove svolgono una fondamentale funzione di area vasta. Il vero spreco e’ nelle Regioni che sono inutili come strutturate perché’ fanno gestione e non programmazione e controllo. Meglio lasciare i Ministeri, abolire Regioni e Province e fare 40 enti di area vasta più vicini ai territori.

  2. Scritto da Alessandro

    A quel simpaticone di Stefano…se non si è’ informati a volte si fa più bella figura a stare zitti..fra questi dipendenti che come dici tu verranno ricollocati…le notizie odierne sono mancanza di fondi per pagare gli stipendi da gennaio per alcuni…mobilità al 80% con successivo licenziamento sai per chi si un fa un culo come me’ in mezzo alla strada, per dare un servizio ai cittadini non e’ propio un bel natale, con mutuo asili e scuole varie da pagare…

    1. Scritto da Luigi

      Quindi praticamente è una sfortuna essere dipendenti pubblici…. Caspita, il cervello umano dove può arrivare!

    2. Scritto da stefano

      grazie per il simpaticone..pensa che nel privato non si fanno tanti problemi: ti trovi il cancello chiuso e nella totale indifferenza del Governo. Te lo dice che per esperienza diretta si è fatto un culo in fabbrica e si è trovato a 50 anni in mezzo alla strada, non per dare un servizio ma come peso sociale senza lavoro per più di un anno, con mutuo, scuole varie da pagare.
      Quindi più che informarsi, certe situazione per capirle bisognerebbe viverle di persona. Auguri.

  3. Scritto da Corrado

    Potevano abolire la parte politica della provincia non l’Ente che in definitiva assolveva a compiti indispensabili, specie nell’ambito della viabilità, ambientale, pubblica istruzione, ecc. ecc. Mantenere l’Ente come organizzazione di servizi dovrebbe essere fatto, altrimenti chi svolgere quei compiti? Pensando alla Regione mi viene da ridere……..

  4. Scritto da stefano

    Mai sentito che un dipendente pubblico che sia stato licenziato per esubero di personale. Non si tratta di tagli ma di RICOLLOCAZIONE in un altro ente pubblico locale.
    Posso capire il disagio del cambiamento, ma il futuro lavorativo è comunque garantito.
    Ben altri sono i disagi causati dai tagli nel settore privato.

    1. Scritto da Mario

      va bene ricollocarea patto che il dipendente trasloca con i soldi che lo stato dava alla provincia. Ma se questi soldi non sono presenti, quale ente si prenderebbe un dipendente provinciale?

      1. Scritto da GINO

        Non preoccuparti che lo Stato, le Regioni, le Province e e Comuni quando vogliono i fondi li trovano…aumentano le tasse e le imposte, tagliano servizi etc.
        Dipende, ovviamente, per che cosa sono destinati : se per mantenere la maggior parte degli amministratori i soldi ci sono, se per altri fini, invece, sono problemi di noi cittadini..

  5. Scritto da MAURIZIO

    Perché “e’ necessario dare risposte a 20 mila persone (dipendenti pubblici) che vedono messo a rischio il loro futuro lavorativo” e non ai milioni di persone che lo hanno già perso in questi anni?

  6. Scritto da stupito

    di tanti enti inutili, chiudono uno dei pochi che dava quancosa ai cittadini. chi si prenderà cura delle scuole e delle strade adesso ? i dipendenti della provincia ci davano un servizio.

    1. Scritto da Più stupito

      Da qualche anno a questa parte chi se n’è preso cura ?

    2. Scritto da KATEGORIE

      Esatto. Ma sembra l’ultimo dei problemi di chi commenta e non solo. Fa niente che in regione girino montane di soldi spesso malvestiti. Oppure in Comune di Bergamo, dove certi (certi, ripeto) uffici ti trattano come un rompib. o un soggetto buono da vessare…. no, l’importante che taglino o ricollochino i dipendenti pubblici. Il soliti ragionare per “categorie”, a prescindere.