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Nonostante la crisi anche a Bergamo non si rinuncia al panettone di qualità

Non c’è crisi che tenga: è scattata la corsa al dolce tradizionale. Qualcuno preferisce la ricetta classica, ma aumenta la richiesta di prodotti personalizzati. I pasticceri si sbizzarriscono e danno vita a capolavori da gustare, farciti e decorati a piacimento. In generale, domina il regalo alimentare e si assiste alla riscoperta del “cesto”: l’83% regala cibi e vini a parenti e amici.

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La crisi si sente, ma la voglia di Natale è più forte delle difficoltà economiche. Secondo quanto rilevato da Confesercenti Bergamo, nessuno rinuncia al simbolo delle Feste per eccellenza, il panettone. Un dolce che ormai deve soddisfare i gusti di una clientela che apprezza sì le ricette della tradizione, ma che cerca sempre più spesso un prodotto “su misura”. In generale, la crisi spinge verso regali “utili” e gli alimentari sono in cima alla lista dei regali. Da un sondaggio nazionale Confesercenti-Swg emerge che l’83% degli italiani (+1% rispetto a un anno fa) regalerà cibi e vini a parenti e amici. E, a quanto pare, Bergamo non fa eccezione.

“Per adesso non possiamo lamentarci di come stanno andando le cose, anche se molto dipenderà dagli ultimi tre giorni – spiega Diego Locatelli dell’omonima pasticceria di Longuelo – I nostri clienti cercano di personalizzare il più possibile il panettone. Una volta ce n’era uno, adesso invece non ne bastano sei tipi diversi. C’è sempre quello che chiede di inserire il marron glacé, oppure la crema d’arancia. Cerchiamo di accontentare tutti, perché credo che il futuro della professione sia questo: differenziarsi rispetto alla grande distribuzione e assecondare i gusti del cliente, offrendo prodotti di alta qualità a un giusto prezzo. Una scelta che paga, visto che grazie al passaparola ci arrivano ordini anche da fuori provincia”.

Il panettone personalizzato è in cima anche alla lista dei desideri dei clienti de “La Marianna”. “Quest’anno proponiamo quello all’albicocca, ma va forte anche la farcitura al cioccolato – racconta Mirco Panattoni -. Quasi tutti ci chiedono di aggiungere un tocco personale: molte aziende vogliono imprimere il loro logo. Molti ci chiedono di guarnire il panettone con un piccolo presepe. Il risultato è di grande impatto visivo. Le ordinazioni sono in linea con gli altri anni, a soffrire è un po’ la pasticceria. E soprattutto la ristorazione: durante le Feste regge la tradizione del cenone, ma nel resto dell’anno si è fatta dura. Anche se ultimamente qualche piccolo segnale positivo l’abbiamo visto”.

L’originalità domina anche nelle vetrine della pasticceria del Tasso, che propone autentiche sculture di cioccolato. Tra pupazzi di neve, alberelli, alci e casette, è un trionfo di creatività. Nelle vetrine del Nessi, in Porta Nuova, spuntano panettoni ricoperti di crema fondente impreziositi dalle sagome di piccoli Babbo Natale e altri personaggi assortiti. La tradizione vince invece nei supermercati Conad, con una piccola sorpresa. “Il più venduto resta il pandoro – spiega Nicola Rota Asperti, responsabile di alcuni punti vendita in città e provincia – seguito dal panettone senza canditi. Quelli farciti, invece, sono sempre gli ultimi a finire, anche per il prezzo più elevato”. La convenienza resta in cima ai pensieri della clientela, anche nel periodo pre natalizio. “Vendiamo moltissimo i prodotti in offerta, dolci natalizi compresi: tanti comprano i panettoni e per mesi li consumano a colazione, perché costano meno delle brioche. Insomma, si pensa più a risparmiare che a festeggiare…”. Anche i regali, di conseguenza, mirano all’essenziale. “C’è un grande ritorno del classico cesto riempito con prodotti alimentari. La gente preferisce regalare cibo piuttosto che cose superflue. La situazione resta difficile, lo dimostra il fatto che le farine vanno a ruba: tanti hanno ricominciato a prepararsi in casa pane, gnocchi e anche dolci”. Tra i vini, vincono di gran lunga quelli italiani. “Domina il Valcalepio. E per una buona bottiglia si è anche disposti a spendere qualche euro in più”.

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Commenti

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  1. Scritto da Peppe

    al supermercato il panettone industriale costa 1.99 € ed è buono Renzi non lo mangerebbe di certo abituato com’è

  2. Scritto da Sandro

    È da mesi che Renzi ce lo dice: andate in vacanza allegri e mangiate panettone, se non avete pane a causa della disoccupazione. Sarà l’effetto dei suoi ottanta euro, il fatto che chi ha un lavoro può permettersi il panettone di qualità. Ci mancherebbe pure di mangiare cibo scadente…..