BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Il mio regalo di Natale? Incontrare chi ha ricevuto gli organi di mio figlio”

E' il toccante appello di Emanuela Caniggia, madre di Mattia Zanforlin, un 14enne di Alessandria deceduto a settembre a causa di un colpo di pistola partito inavvertitamente mentre maneggiava la pistola del padre carabiniere. "Il suo fegato è stato impiantato a Bergamo, aiutatemi"

Più informazioni su

“Come regalo di Natale vorrei incontrare le persone che hanno ritrovato il sorriso grazie agli organi donati dal mio Mattia”. E’ il toccante appello di Emanuela Caniggia, madre di Mattia Zanforlin, un 14enne di Alessandria deceduto a settembre.

Una storia sfortunata la sua, come racconta la madre ancora scossa: “Lunedi 8 settembre stava aiutando il papà, tiratore scelto dei carabinieri, a preparare la valigia per una missione – spiega la signora Emanuela – .

Mio marito è sceso per prendere le giacche a vento stese e lui, probabilmente, voleva farsi un selfie davanti allo specchio con la pistola. Non sappiamo cosa sia successo, ma forse ha sentito i passi di suo padre che stava risalendo (che gli ha sempre detto di non giocare con le armi) e nel tentativo di rimettere la pistola a posto in fretta, gli è partito uno sparo che l’ha colpito in fronte. E’ entrato subito in coma, e il 16 settembre è stato dichiarato il decesso. Nella notte gli hanno espiantato gli organi, che con ogni probabilità sono stati reimpiantati il giorno successivo, a pazienti in diverse città italiane”.

La signora ora vorrebbe incontrare quelle persone che hanno potuto tornare a vivere serenamente grazie al suo Mattia: “Forse a molti sembrerò pazza, ma ho un grande desiderio nel cuore e vorrei che qualcuno mi aiutasse. Vorrei trovare chi porta dentro di sé gli organi che hanno espiantato a mio figlio. Ha donato cuore, fegato, reni, pancreas, cornee, polmoni e cute. Saro’ grata a vita a chi potrà aiutarmi”.

“Gli organi arrivavano da Alessandria – spiega la donna – e c’erano equipe di Parma, Bologna, dove mi sembra di aver capito fosse destinato il cuore, e Bergamo, dove mi hanno detto che potrebbe essere arrivato il fegato, che dovrebbe essere stato reimpiantato in un bimbo di 15 mesi e in un ragazzo serbo di 15 anni. Se qualcuno sa di aver ricevuto organi tra la notte del 16 settembre e la giornata del 17, vorrei poter ritrovare parte del mio angelo. Mi fareste il più grande regalo del mondo per Natale”.

Un modo per mantenere vivo il ricordo di suo figlio, che la signora Emanuela ricorda con molta malinconia: “Era campione italiano di kung fu in carica a soli 14 anni. Era bravissimo a scuola e alla fine della seconda liceo voleva entrare in accademia militare per fare il pilota, seguendo le orme del papà. Un bambino buono e dolce, a cui il padre naturale aveva dato il cognome andandosene poi quando lui aveva un anno.

Da due mesi aveva presentato istanza in prefettura per il cambio di cognome da Zanforlin a Cara. Amava i cavalli, come noi, e alla fine della scuola ha voluto andare in un centro che si occupa di cavalli abbandonati e si è fatto comprare Spirit, che ora è qui a casa con tutti gli altri”.

Un ragazzino ben voluto da tutti ad Alessandria: "Amava profondamente la vita, era sempre sereno e tutti lo ricordano con affetto, tanto che per la sua morte gli amici hanno raccolto una grande cifra che ha contribuito a comprare un macchinario per la rianimazione infantile: l’ospedale di Alessandria gli intitolerà per Natale la sala dei giochi dei bimbi. I compagni della palestra hanno già disputato un memorial a suo nome, che sarà inserito dal Coni ogni anno come tappa del campionato italiano intorno al 30 settembre, il giorno in cui avrebbe compiuto 15 anni. Il mio angelo".

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da graz

    quando mio marito è stato trapiantato, ho chiesto chi fosse il donatore,non è stato possibile saperlo,la legge lo vieta.Mio marito ha avuto una grande possibilità, nelle mie preghiere è sempre presente il ringraziamento alla generosita di questa persona e dei suoi famigliari. Essere donatore è nobile!

  2. Scritto da giovanni

    Buona sera signora le scrivo pechè nel 2010 ho
    Vissuto la stessa esperienza perdendo mia sorella.
    Io personalmente non avrei voluto sapere i destinatari.mentre invece l’altra mia sorella avrebbe voluto saperlo.

  3. Scritto da pluto

    Questione di soldi ?

    1. Scritto da Marzia

      Si spieghi meglio .

  4. Scritto da Luigi

    Tema delicato molto delicato. Da una parte c’e’ la necessita’ di una madre che vorrebbe vedere il lato positivo di una disgrazia. Dall’altra quello di proteggere un paziente che puo’ avere forti ricadute psicologiche (si parla per altro di bambini) nel sapere a chi “deve” la vita.

  5. Scritto da oscar

    meglio non farlo, parla l’esperienza

  6. Scritto da paolo

    sono d’accordo con lei sul fatto che non si possa giudicare la richiesta della mamma, ed infatti spero che sia la Legge, che deve essere ispirata da principi diversi rispetto alla compassione, impedisca questi contatti. i 500 caratteri a disposizione non mi bastano per spiegarne i motivi, ma credo siano abbastanza intuibili.

  7. Scritto da giovanni locatelli

    Buongiorno Paolo, la legge prevede che non è possibile rivelare l’identità dei riceventi nel rispetto dell’anonimato e del gesto gratuito che viene fatto. Infatti la mamma non si rivolge all’ospedale o al coordinamento trapianti ma fa un appello pubblico. Sarà poi chi legge e conosce la storia o le persone coinvolte a decidere se rivelarsi o meno.

  8. Scritto da paolo

    ok, storia terribile e struggente. ma credo (e spero) esistano delle leggi per evitare che chi riceve un organo possa conoscerne la provenienza. secondo il gesto di donare un organo è bellissimo, ma non deve avere nessuna conseguenza “personale”.

    1. Scritto da pippo1907

      la legge c’è ma se la famiglia di chi ha ricevuto l’organo puo decidere di incontrarla come hanno fatto molte altre famiglie non si puo giudicare una richiesta come questa fatta da una mamma che perde la cosa più importante della sua vita