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“Il furgone è di Bossetti” Un esperto lo riconosce davanti palestra di Yara

Un esperto della casa automobilistica conferma: "Quel furgone ripreso dalle telecamere è proprio quello di Bossetti". Si aggrava con questo dettaglio la posizione del muratore 44enne di Mapello, in carcere da sei mesi, con l'accusa di essere il presunto assassino di Yara Gambirasio, la ginnasta 13enne di Brembate Sopra.

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Un dettaglio che pesa, non è una prova, ma un indizio pesante che emerge tra i settanta faldoni dell’inchiesta sulla morte di Yara Gambirasio.

Il furgone di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore 44enne di Mapello, in carcere con l’accusa di essere il presunto assassino di Yara, la sera della scomparsa della 13enne è stato ripreso più volte attorno alla palestra di Brembate Sopra fino alle 18 del 26 novembre 2010.

Le inquadrature delle telecamere, prima quelle di una banca e poi quelle del distributore della Shell confermerebbero che si tratta proprio del furgone di Bossetti. Ad avvalorare questo dettaglio ci sarebbe la parola di un esperto della casa automobilistica che in base ai fotogrammi avrebbe assicurato che quel furgone ripreso, si tratta di un Iveco Daily, è proprio quello di Bossetti.

Un dettaglio che va ad aggiungersi all’impianto accusatorio della Procura. Dopo le 19 di quella sera del 26 novembre, infatti, ovvero quando Yara viene rapita nel tragitto tra la palestra e la sua abitazione di via Rampinelli, il furgone di Bossetti sparisce dalle inquadrature delle telecamere.

"Passavo sempre di lì quando tornavo dal cantiere per andare a casa" si era difeso Bossetti davanti al pm Letizia Ruggeri in carcere. Ma quel 26 novembre Bossetti non era andato al lavoro.

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