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Imbottitura della discordia Quali vantaggi se la giacca fosse vegana?

Report ha sollevato un polverone con un servizio sui maltrattamenti subiti dalle oche durante lo “spiumaggio”: e se la giacca fosse vegana? Di certo sarebbe “cruelty-free” ma non necessariamente ecologica.

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Quando si parla di veganesimo, la maggior parte di noi pensa automaticamente a uno stile alimentare senza alcun prodotto di origine animale, neppure latticini e uova. In realtà, il veganesimo va ben oltre il cibo e sta diventando uno stile di vita sempre più seguito. In tutto ciò, la moda occupa un posto di rilievo, visto che diversi materiali utilizzati nella filiera tessile sono di origine animale.

Dunque, chi vuole vestire vegan, deve dire addio a tutto ciò che proviene dagli animali: pellicce, capi in pelle (giacche, cinture e scarpe), maglioni di lana o cachemire e giacche imbottite con piume d’oca e di anatra. Proprio le imbottiture di piuma sono state la scintilla che ha fatto esplodere una questione che ha infiammato la stampa del settore nell’ultimo mese.

Il “casus belli” è stato un servizio trasmesso su Rai3 a inizio novembre durante la trasmissione Report con tema i maltrattamenti subiti dalle oche durante lo “spiumaggio” in allevamenti ungheresi e, a essere messa sotto inchiesta, era la Moncler, nota azienda italiana leader nella produzione di capi imbottiti.

Ancora una volta i riflettori dell’opinione pubblica sono puntati sull’eticità dei prodotti e sulla sostenibilità delle materie prime; ne è prova il fatto che la maison di Remo Ruffini, nonostante l’immediata smentita delle accuse, il giorno seguente ha visto il suo titolo in Borsa crollare del 4,8%, perdendo circa 140 milioni di euro in una sola giornata. Non è questa la sede per stabilire se la ragione sta dalla parte di Report oppure di Monclair; ciò che invece possiamo constatare è che le aziende di piumini che si affidano a fornitori poco etici sono molte.

Come ha ricordato Simone Pavesi, Responsabile LAV Moda eticamente sostenibile: “Risulta alquanto improbabile che la produzione industriale di piume, per il soddisfacimento delle aziende che ogni anno immettono sul mercato milioni di capi, possa sostenersi con la sola tecnica della spazzolatura e pettinatura e nel solo periodo di naturale muta”.

La spazzolatura e la pettinatura sono i soli procedimenti che non causano sofferenza agli uccelli. Ciò che appare chiaro è che quando le produzioni industriali sono estremamente ampie, si creano situazioni difficilmente controllabili; in questo caso l’anello debole sono gli animali, in altri casi i lavoratori e l’ambiente. Questa situazione si crea quando il mercato ha richieste molto ampie e questo lo determiniamo anche noi consumatori, con il nostro potere d’acquisto.

Sarebbe interessante studiare l’andamento delle vendite delle giacche con imbottiture sintetiche, e dunque vegan, e di quelle con imbottiture di piume d’oca durante quest’inverno: chissà se si noterebbe un incremento delle prime… Ma a questo punto si pone un’altra questione: è vero che le giacche vegane sono “cruelty-free”, ma non è detto che siano ecologiche: possono comunque essere prodotte danneggiando l’ambiente.

Che fare quindi?! Semplicemente, occorre informarsi prima di acquistare. Ci sono aziende che producono giacche imbottite con vera piuma rispettando gli animali, così come brand che propongono giacche sintetiche che salvaguardano l’ambiente.

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Commenti

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  1. Scritto da Padania Celtica

    Ma insomma hanno inventato le pellicce artificiali (quasi perfette) e non sanno inventare le finte piume d’oca? Vedi spendere solo lo 0,8% del pil in ricerca..
    E adesso che vi ho sensibilizzato, un bel carrè di agnello da latte alle erbe non me lo leva nessuno (tanto mica è pasqua: si arrangi.)