BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Atalanta, Lazio più forte Ma se giochi per lo 0-0 prima o poi ti scotti

La Lazio infligge all’Atalanta la seconda peggior sconfitta stagionale dopo lo 0-3 contro la Juventus: questa volta il castello difensivo è crollato e il ko è diventato a quel punto inevitabile.

Più informazioni su

Se giochi per lo 0-0 alla lunga ti puoi scottare: l’Atalanta lo ha capito nella trasferta romana dove la Lazio ha trovato le chiavi per scardinare una difesa che lontana dalle mura amiche non subiva gol da un mese e mezzo, ovvero dal 2-0 rimediato a Udine.

Il risultato è stato il secondo peggior ko in stagione, dopo lo 0-3 incassato all’Atleti Azzurri d’Italia contro la Juventus: un passivo che, non fosse stato per alcune chiusure provvidenziali di Stendardo e per due miracoli di Sportiello, avrebbe potuto essere ben più pesante.

La tattica nerazzurra è apparsa chiara già dalle prime battute nonostante i tre uomini offensivi, Maxi Moralez a supporto del tandem Denis-Bianchi: la volontà era quella di tenere inviolata la propria porta, sperando in qualche modo di trasformare in oro una qualsiasi palla sporca nell’area avversaria, dove l’Atalanta è arrivata si e no 3 volte.

Una strategia che può funzionare, e aveva funzionato, con avversari come Torino, Sassuolo ed Empoli ma che contro la Lazio ha pagato solamente per i primi 45’: è bastato il gol di Mauri, su una pazzesca accelerazione dell’imprendibile Felipe Anderson, per far crollare il castello difensivo nerazzurro e far sì che presto l’emorragia non fosse più arginabile.

L’Atalanta ha reagito nel peggiore dei modi al vantaggio della Lazio, sedendosi quasi rassegnata al proprio destino: incapaci di impensierire Marchetti, i nerazzurri hanno chiuso la propria partita a quel gol, consegnando i tre punti ai biancocelesti.

Gli attaccanti hanno smesso di pressare, il centrocampo è collassato sotto la spinta incessante dei terzini, degli intermedi e degli esterni avversari: inevitabili il due e tre a zero, solo la manona di Sportiello ha sventato guai peggiori.

Ma più che la sconfitta, che a Roma contro la Lazio ci può stare, a preoccupare è la mancanza di un’identità che si è vista a sprazzi solamente nel folle quarto d’ora che ha ribaltato la partita col Cesena. E ancor di più preoccupa la fase offensiva che cambia disposizione e interpreti ma non la sostanza, ovvero poca roba: le due punte hanno finito per pestarsi i piedi senza mai avere l’occasione per fare il proprio mestiere.

E se davanti non segni la tua unica speranza diventa la difesa, che proverbialmente può anche essere il miglior attacco ma meglio non fidarsi troppo: la Lazio ha fatto il bello e il cattivo tempo, l’Atalanta ha assistito passivamente all’evolversi del match.

Giocatori e allenatore avevano chiesto a tifosi maggiore sostegno in questo momento difficile, giudicando ingenerosi i fischi di sette giorni fa quando il Cesena conduceva 2-0: così, però, non sono certo di aiuto.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da elio

    La sola cosa che mi viene da dire è la totale mancanza del centrocampo che non costruisce e non filtra, inoltre sembra che anche la condizione fisica-atletica lasci a desiderare per non parlare degli schemi di gioco che sono inesistenti.
    La strada per la serie B è tracciata con un solco molto profondo, purtroppo, alla dirigenza prendere i rimedi.

  2. Scritto da Ribot

    Il problema non sono le punte: la squadra non riesce a produrre gioco. Possiamo puntare sulla pochezza delle altre provinciali e riflettere sulle scelte fatte sin’ora: Pettinari, Troisi, Ardemagni, Parra, Nica, Budan, ecc.

  3. Scritto da El Cid Campeador

    Facciamo il calcio peggiore della serie A e lo stadio si sta svuotando. Io credo che le responsabilità siano di tutti, dalla dirigenza alla componente tecnica.
    La sensazione è che non esista alcuna programmazione a parte l’immediatezza del quart’ultimo posto e dei diritti TV.

  4. Scritto da ugo

    voglio seriamente e anche un pò disperatamente pensare che a gennaio il Presidente e Marino facciano una massiccia campagna acquisti in tutti i reparti. Diversamente quest’anno rivivremo l’esperienza a cui i vecchi tifosi atalantini hanno ormai fatto il callo: cambiano i presidenti, ma dopo qualche anno di serie A l’Atalanta finisce in serie B. Ci può stare per una provinciale, ma possiamo sognare di rivivere ancora una volta i tempi di Mondonico e Malines ??

    1. Scritto da oguu

      “Massiccia campagna acquisti”? Ma non diciamo sciocchezze. Qui c’è solo da cambiare UN uomo. Provi ad indovinare chi. Il resto avanza

    2. Scritto da d

      Non c’entra proprio la “massiccia campagna acquisti”, che se mai Sciacca l’organico esistente, ci vuole un manico diverso. Un allenatore che non sia solo ‘palla lunga e pedalare’.