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Miles gloriosus: 2 cialtroni a teatro per la tragedia dell’uranio impoverito

Il Maite di Bergamo ospiterà lo spettacolo “Miles Gloriosus - ovvero morire d'uranio impoverito” domenica 14 dicembre alle 21.30. Una storia che tratta di misteri, di morti e di colpe, raccontati da due cialtroni. Nata da un'inchiesta, narra una tragedia con toni comici basata su due vicende: una che vede dei soldati vittime dell'uranio impoverito di ritorno dalle “missioni di pace” negli anni '90, e una umoristica di due teatranti

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Il Maite di Bergamo ospiterà lo spettacolo “Miles Gloriosus – ovvero morire d’uranio impoverito” domenica 14 dicembre alle 21.30.

Una storia che tratta di misteri, di morti e di colpe, raccontati da due cialtroni. Nata da un’inchiesta, narra una tragedia con toni comici basata su due vicende: una che vede dei soldati vittime dell’uranio impoverito di ritorno dalle “missioni di pace” negli anni ’90, e una umoristica di due teatranti, che, in un clima comico, cercano idee per il loro nuovo spettacolo di “teatro impegnato, civile!”.

Ma “le tragedie italiane a teatro se l’è già fregate tutte Marco Paolini, se c’è libera questa qui dell’uranio bisogna approfittarne!”, e i due diventeranno inconsapevoli narratori di una delle pagine più tristi e oscure nel nostro recente passato.

Antonello Taurino, il regista leccese, abbraccia il tema delle morti dovute dall’uranio impoverito, come conseguenza dalla notizia di un suo amico con problemi di tiroide, dopo una missione all’estero. Non sapendone molto a riguardo Taurino ha approfondito questo tema attraverso lo studio in diversi campi come la fisica, la matematica, la storia e il diritto. Un’ indagine molto faticosa, in quanto i molteplici dati e dichiarazioni sono risultati contrastanti tra loro: uno studio durato più di due anni ma che non termina mai, perché, ci spiega Taurino “per evitare problemi come in passato, quando siamo stati accusati di violazione di segreto istruttorio, dobbiamo sempre essere aggiornati ed attenti a possibili variazioni come ad esempio per il numero di morti, che ad oggi è di 313”.

Un tema spinoso ma "non abbiamo mai avuto reazioni negative, – prosegue il regista -, la critica è sempre stata positiva; il nostro spettacolo è ben bilanciato sia sul livello della comicità che su quello dal dramma. Infatti ciò che più mi gratifica è quando la gente capisce il giusto alternarsi dei due generi, che devono essere in completa sintonia, altrimenti c’è il rischio che il messaggio non arrivi in modo chiaro”.

Uno spettacolo, perciò, costituito da una cornice comica che regge momenti tragici, attirando a sé lo spettatore dandogli una lezione, sempre all’insegna del divertimento, su un tema che molte volte è stato oscurato e che non ha avuto la partecipazione di molti.

“E’ una lezione divertente teatrale sull’uranio impoverito, in quanto non vuol far trasmette il messaggio come insegnamento ma più come conoscenza di ogni individuo. Infatti se capita, e può capitare, di non riuscire ad essere comici, c’è il pericolo non solo di annoiare ma anche di far pesare l’aspetto tragico dell’evento”.

La rappresentazione iniziata nel 2011 a Milano, prosegue molto bene, al punto tale che lo spettacolo ha avuto una sessantina di date fino ad oggi, anche in posti qualificati come il Piccolo di Milano, che, all’evento di giorni fa, ha riscontrato molto successo quasi da raggiungere il pienone. Tempo fa Taurino ridendo aveva dichiarato che se fosse tornato indietro non avrebbe intrapreso questa strada a causa delle troppe fatiche riscontrate, ora invece precisa che lo rifarebbe.

Per quanto riguarda possibili progetti futuri, magari ancora su temi sensibili e con la collaborazione dell’amico di vecchia data Orazio Attanasio, conclude: “La cosa che più conta è che sia la storia a chiamarti, poi si penserà al come e con chi raccontarla”.

Lo spettacolo è in programma al Maite, Vicolo San’Agata 6, Bergamo. Ingresso libero ai soci Arci. Per prenotazioni ed info consultare il sito www.maite.it

Stefania Boschini

 

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