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Sciopero, alta l’adesione In duemila da Bergamo per il corteo a Milano

Alta partecipazione in Bergamasca allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil nella giornata di venerdì 12 dicembre. Oltre duemila bergamaschi sono scesi in piazza Duomo a Milano per protestare contro la politica del lavoro del Governo Renzi.

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Voli bloccati, cancellati o in ritardo all’aeroporto di Orio al Serio, produzione ferma alla cementeria Italcementi di Calusco, oltre il 90% di lavoratori ad incrociare le braccia alla Sanpellegrino e adesioni tra il 55 e l’80% in molte aziende metalmeccaniche come Tenaris Dalmine (70%), Bianchi Vending di Verdellino (70%), Nicotra di Zingonia (80%), Exide di Romano di Lombardia (80%), Same di Treviglio (70%), International Fim (ex Lupini Targhe) di Pognano (80%), Marcegaglia di Boltiere (55,9%). E, ancora, quasi il 70% di adesioni alla Carvico, quasi il 60% al Nuovo Istituto d’Arti Grafiche, circa il 30% al Comune di Bergamo: sono alcuni dei dati sull’adesione provinciale allo sciopero nazionale indetto da CGIL e UIL per la giornata di venerdì 12 dicembre. “Così non va!” è stato lo slogan scelto da CGIL e UIL per lo sciopero generale nazionale di oggi: nel giorno della mobilitazione le due sigle sindacali, i loro iscritti e moltissimi lavoratori dei settori privato e pubblico sono scesi in piazza in 54 manifestazioni in tutto il Paese per esprimere tutta la loro contrarietà nei confronti delle scelte del Governo e per sostenere le proposte sindacali sulla riforma della Pubblica Amministrazione, sul Jobs Act, sulla Legge di Stabilità e sulla politica economica.

 

A Milano si è tenuta una grande manifestazione con un corteo che ha raggiunto Piazza Duomo: “Questa mattina a Milano eravamo in tanti, da Bergamo sono partite circa 2.000 persone che si sono unite al corteo dei 50.000 lavoratori lombardi: da Porta Venezia al Duomo abbiamo sfilato in maniera tranquilla e molto partecipata” ha affermato Luigi Bresciani, segretario generale della CGIL di Bergamo.

“Il corteo era aperto dallo striscione ‘Così non va! Abbiamo proposte concrete per cambiare l’Italia’, segno che il sindacato non dice solo NO ai tagli dei diritti, ma avanza proposte da mettere in campo sui temi del lavoro. Numerosi gli slogan contro Renzi e il suo Governo.

 

E’ stato lanciato un allarme per l’assenza di una politica di tutela causata dalle scarse risorse sugli ammortizzatori sociali che provocheranno decine di migliaia di licenziamenti nel prossimo anno in Lombardia. Non ci fermeranno: in molti lo hanno ripetuto. Continueremo a contrastare le scelte sbagliate per avere una prospettiva di lavoro in questo Paese. L’emergenza oggi si chiama Lavoro, bisogna fare politiche affinché il lavoro ci sia: ma attenzione, non può essere un lavoro qualsiasi, senza diritti e senza professionalità. Il messaggio per cambiare l’Italia è proprio quello di un Paese che investe sul lavoro e sulla sua qualità. Con il Jobs Act il numero dei contratti precari non viene ridotto, ma si tolgono pure i diritti a chi viene assunto e a chi uscirà dal mercato del lavoro. Regioni, Province e Comuni vengono taglieggiati e sono così costretti ad alzare le tasse. Il Governo Renzi sfugge al confronto e considera i sindacati un intralcio. Così non va!”.

Dal palco di piazza Duomo è stato ringraziato per la sua presenza al corteo anche il presidente della Provincia di Bergamo, Matteo Ro

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Commenti

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  1. Scritto da Carlo Pezzotta

    Con gli scioperi organizzati dai sindacati, secondo me troppo pochi e anche spesso inutili quelli di 4 ore, x es., sono sempre stato d’accordo, ma su questo avrei preferito attendere i risultati di questo governo, che sicuramente si differenzia parecchio da tutti i pochi governi di sx o centrosx finqui avuti dopo mani pulite, sopratutto in questo momento particolare del paese. Mi sa tanto del solito harakiri della sx.

    1. Scritto da pietro

      L’unica cosa su cui sono d’accordo è che questo governo di SX si differenzia effettivamente molto dai precedenti … Talmente tanto da aver fatto cose che la destra si sognava di fare. Casacca diversa e idee di destra e il popolo della sinistra che ci casca con tutte le scarpe, anche se tolti gli irriducibili con le fette di balena sugli occhi, pian piano in tanti si stanno accorgendo che renzi è più nocivo del berluska.

    2. Scritto da Roberto

      Ma cosa dici questo sciopero chiarisce due punti. Questo governo fa politiche antipopolari e filo padronali e quindi fa male (non c’è bisogno d’altro per capirlo). E questo governo non è di sinistra.
      Forse ti è sfuggito, ma finalmente ieri la gente ha detto la sinistra nel paese esiste, poi ci sono i Carlo Pezzotta. Altro che harakiri della sx. SVEGLIA!

      1. Scritto da carlo Pezzotta

        Non mi piace, non mi piace x niente questo arroccamento sulle barricate fatte con vecchi schemi. Vorrei proprio vedere un NUOVO MODO DI PENSARE sul futuro che ci aspetta. E’ per questo motivo che vorrei vedere i risultati dell’ex DC Renzi,dicendo anche: dov’era la CGIL all’inizio della riforma delle pensioni che ha causato la maggiorparte della disoccupazione giovanile, dov’era durante il famigerato governo Monti e dov’era durante i famigerati governi del nano di Arcore, PERCHE’ SOLO ORA?

  2. Scritto da pierluigi

    Alta adesione 2000 persone su 1mln di abitanti? I sindacati difendono solo i privilegi degli statali e degli extracomunitari ormai.

    1. Scritto da lavoratore Tenaris

      L’adesione nelle fabbriche è certa, la gente rinuncia a un giorno di stipendio, non timbra e si può contare. Abbiamo quindi la radiografia del dissenso dal governo. In Lombardia l’adesione dei lavoratori è stata dell’70%%, punto. Si possono anche raccontare palle, ma crederci mi pare eccessivo.
      A sentire certi discorsi capisci perché certi Italiani votano poi Bossi, Berlusconi, Grillo e Renzi. Per settarismo, parafascismo e stupidità1

    2. Scritto da Maurizio

      conosci la differenza tra adesione (detrazione da stipendio) e partecipazione a manifestazione? probabilmente vivi di rendita, che non e’ un privilegio ma un furto