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“I nostri cartelli staccati senza autorizzazioni dagli operai della Provincia”

L'hanno descritta come una "devastazione vera e propria", un "autentico disastro". Stiamo parlando della rimozione di due pannelli pubblicitari della Carminati Allestimenti Srl, rimossi, secondo l'azienda, "senza nessun nessun tipo di autorizzazioni da parte degli operai della Provincia" nonostante ci fosse un contenzioso finito sulla scrivania del Presidente della Repubblica.

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L’hanno descritta come una "devastazione vera e propria", un "autentico disastro". Stiamo parlando della rimozione di due pannelli pubblicitari della Carminati Allestimenti Srl, rimossi, secondo l’azienda, "senza nessun nessun tipo di autorizzazioni da parte degli operai della Provincia" nonostante ci fosse un contenzioso finito sulla scrivania del Presidente della Repubblica. Una storia, quella degli spazi pubblicitari posti sul raccordo del’autostrada a pochi metri dal casello di cittadino, che va avanti da diversi mesi e che l’ufficio tecnico della Provincia ha cercato di risolvere una volta per tutte mercoledì 10 dicembre, dando mandato ai suoi operai di smontare le due strutture finite al centro dello scontro tra l’ente e la Carminati: "Le strutture in questione sono state regolarmente autorizzate dal Comune di Bergamo in quanto, all’epoca della prima posa, si trovavano all’interno del centro abitato – scrivono dall’azienda -. Con la nuova delimitazione dello stesso, che ha escluso la porzione di terreno interessata dagli impianti, è nato un lungo contenzioso con la Provincia, che ha negato il nulla osta in quanto l’autorizzazione spetterebbe, per competenza, al Comune di Bergamo. La nostra azienda si è sempre resa disponibile verso l’ente per raggiungere un accordo, addirittura proponendo di spostare gli impianti all’interno del centro abitato della città. Ma anche tale ipotesi, dopo numerosi incontri tra le parti, non si è mai concretizzata. Mercoledì la Provincia è intervenuta e ha rimosso senza autorizzazioni i due impianti in questione, devastando il terreno e appropriandosi persino dei fari di proprietà dell’azienda bergamasca. Il tutto senza nemmeno aspettare l’esito del ricorso presentato da Carminati Allestimenti Srl al Presidente della Repubblica, cosa che ha lasciato attoniti i vertici dell’azienda dal momento che la possibilità di fare opposizione alla rimozione entro 30 giorni è stata data dai tecnici stessi della Provincia".

"Non capiamo – ha commentato l’amministratore delegato di Carminati Allestimenti Srl Oscar Sartori – come la Provincia che, come si può leggere sui quotidiani locali nelle ultime settimane, sembra non avere soldi per poter saldare gli stipendi dei dipendenti, per illuminare le strade, per coprire le buche presenti sulle strade e per sistemare le barriere di sicurezza delle stesse, abbia trovato entrate sufficienti per rimuovere i cartelli in questione. Non dimentichiamo che le strutture rimosse nei giorni scorsi creano un gettito fiscale non indifferente per il Comune attraverso le imposte di pubblicità, sempre regolarmente pagate da Carminati". A lasciare ancor più amarezza ai dirigenti dell’azienda cittadina sono le grosse difficoltà trovate negli ultimi anni con le varie amministrazioni comunali e provinciali: "Invece di sostenere un’azienda che ha sempre versato le tasse, pagato gli stipendi e creato nuovi posti di lavoro – ha continuato Sartori – le istituzioni tentano in tutti i modi di creare problemi economici e finanziari spesso irreparabili. Come se non bastasse la crisi che stiamo affrontando in questo periodo".

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Commenti

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  1. Scritto da verdi

    se questa è la nuova provincia di Matteo Rossi…siamo messi bene!!

  2. Scritto da Pigmeo

    Questo purtroppo succede quando non si hanno amici negli enti giusti…………………….

  3. Scritto da Rota Bruno

    rimostranze inutili !! le province non esistono più ! o no? mah!!!

  4. Scritto da Intanto

    Intanto comune, provincia, autostrade, non trovano poche centinaia di euro per illuminare la scritta Bergamo sulla torre dei venti, ma si scervellano per rimpicciolire i cartelli berghem e altre banalità come queste…

  5. Scritto da Angelo

    Si può scriverlo? Che sciocchezze burocratiche!!! E poi la chiamano “evoluzione umana”. Direi che gli animali sono più normali, di certi umani innamorati dei codicilli.

  6. Scritto da roberta

    Cinquanta righe di articolo e mai una volta che scriviate di dove si tratta.
    Che fine hanno fatto le care vecchie regole del buon giornalismo? Chi, cosa, dove, quando, perchè…

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      Ha dimenticato lei una regola: leggere con attenzione.

      1. Scritto da roberta

        Ho letto e riletto attentamente. Ho pure fatto uno screenshot. Non c’è scritto di quale luogo si tratti

        1. Scritto da :-)

          “A pochi metri dal casello autostradale cittadino”…

          1. Scritto da max

            Quanti metri, da che parte del casello e in quale città?
            Non si capisce un bel niente.

          2. Scritto da Quindi

            La testata si chiama bergamonews, casello cittadino significa casello di bergamo, concentrarsi sulla quantità dei metri e perdere l’abuso che l’articolo e chi scrive vuole segnalare non lo trovi un po’ ridicolo?

          3. Scritto da max

            Chi scrive vuole segnalare un abuso? Spiegate, per favore, quale sarebbe l’abuso. A ben leggere, non si direbbe la presenza dei cartelli, bensì lo spostamento dei confini. Ma abbiamo capito, avete sempre ragione voi…