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Linea Milano-Bergamo tra le peggiori in Italia Treni sovraffollati e lenti

La linea Bergamo-Milano è al terzo posto nella classifica di Legambiente tra le peggiori d'Italia. I pendolari bergamaschi lo sanno già, visto che ogni giorno affrontano continui disservizi. Ritardi, sovraffollamento, guasti improvvisi come quello avvenuto in mattinata al nuovo Vivalto, fermo per 2 ore e 40 dopo la stazione di Pioltello. La campagna Pendolaria 2014 ha classificato le linee peggiori: Roma Termini-Ciampino-Castelli Romani, la Circumflegrea, la Bergamo-Milano, la Siracusa-Ragusa-Gela, la Portogruaro-Venezia. Ed ancora la Catanzaro-Lido-Lamezia Terme, la Salerno-Potenza e la Campobasso-Isernia-Roma.

La linea Bergamo-Milano è al terzo posto nella classifica di Legambiente tra le peggiori d’Italia. I pendolari bergamaschi lo sanno già, visto che ogni giorno affrontano continui disservizi. Ritardi, sovraffollamento, guasti improvvisi come quello avvenuto in mattinata al nuovo Vivalto, fermo per 2 ore e 40 dopo la stazione di Pioltello. La campagna Pendolaria 2014 ha classificato le linee peggiori: Roma Termini-Ciampino-Castelli Romani, la Circumflegrea, la Bergamo-Milano, la Siracusa-Ragusa-Gela, la Portogruaro-Venezia. Ed ancora la Catanzaro-Lido-Lamezia Terme, la Salerno-Potenza e la Campobasso-Isernia-Roma.

Rispetto al 2009 le risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e su gomma sono diminuite del 25% e le Regioni, a cui sono state trasferite nel 2001 le competenze sui treni pendolari, in larga parte dei casi non hanno investito né in termini di risorse né di attenzioni per recuperare la situazione. Fra il 2011 e il 2014 il taglio ai servizi ferroviari è stato pari al 21% in Abruzzo e al 19% in Campania e Sicilia. Mentre il record di aumento del costo dei biglietti dal 2011 ad oggi è stato in Piemonte con +47%, mentre è stato del 41% in Liguria, del 25% in Abruzzo e Umbria, a fronte di un servizio che non ha avuto alcun miglioramento.

"Altro che Sblocca Italia – dichiara il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini – per i pendolari il servizio, in larga parte delle Regioni, è andato peggiorando e continuerà a vedere tagli per la riduzione e l’incertezza delle risorse. Per quei tre milioni di cittadini che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o gli studenti per raggiungere scuole e università, la situazione diventa sempre più difficile a causa di treni troppo spesso vecchi, lenti e in ritardo. Autentici drammi giornalieri si vivono sulle linee della Campania, del Veneto, del Piemonte o del Lazio. Di fronte a questa vera e propria emergenza nazionale, occorre un cambio di rotta della politica. È vergognoso – aggiunge Zanchini – che il Governo non intervenga e che gli stanziamenti erogati dalle Regioni per questo servizio siano talmente risibili da non arrivare in media nemmeno allo 0,35% dei bilanci. La nostra mobilitazione a fianco dei pendolari punta a cambiare questo stato di cose, Governo e Regioni devono impegnarsi concretamente per migliorare il trasposto pubblico su ferro".

Ecco il report di Pendolaria sulla Bergamo-Milano:

Ritardi e soppressioni hanno provocato nuovi disagi nel 2014 per il trasporto dei pendolari sia verso Milano che nelle relazioni tra gli altri capoluoghi lombardi. Negli ultimi anni il tasso di puntualità medio dei treni delle 40 linee lombarde è passato dall’87% del 2011 al 78% del 2014. Ma quest’autunno è crollato al 65%. In particolare su una delle più trafficate e "storiche" linee del pendolarismo lombardo, la Bergamo-Treviglio-Milano, si sono registrati i maggiori disagi. Nel collegamento tra due grandi città della Lombardia, in una delle aree più ricche d’Europa, il livello del servizio è assolutamente inadeguato. Nonostante i recenti potenziamenti ed i consistenti investimenti sulla linea realizzati con il quadruplicamento della tratta Milano-Treviglio e il raddoppio della tratta Treviglio-Bergamo, sui 56 km di linea i tempi di percorrenza sono rimasti gli stessi di trenta anni fa con una velocità media di 60 km/h. Le pessime condizioni di viaggio con carrozze sovraffollate e sporche hanno portato all’esasperazione i pendolari che si sono dovuti anche subire, nei mesi scorsi, una pessima organizzazione dei lavori di rifacimento della stazione di Bergamo che hanno provocato pesanti disagi anche per l’ingresso e l’uscita nella stazione. Il materiale rotabile utilizzato su questa tratta è il più vecchio e inaffidabile di quello in servizio con una flotta composta da treni a doppio piano e a media percorrenza. Proprio in questi mesi è esplosa la rabbia dei pendolari con proteste sul web, “scioperi del biglietto” e le azioni legali per l’indennizzo dei ritardi che si sono moltiplicate. Nonostante ciò non è un caso che nonostante un’autostrada nuova di zecca davanti a casa come la Brebemi questa resti desolatamente vuota ed i pendolari continuano ad utilizzare treni ed a chiedere sempre maggiori investimenti nel settore ferroviario.

IL DOSSIER PENDOLARIA 

Commenti

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  1. Scritto da Carla

    Rifiutiamoci di pagare per questo schifo di servizio

  2. Scritto da assorte

    ora che Sorte prenderà il treno ogni giorno per andare a Milano le cose si sistemeranno.

  3. Scritto da Paolo Fornoni

    Un solo commento: questo è il risultato di anni di pessime amministrazioni. Il peggior protagonista di queste vicende è la Regione Lombardia a cui segue il governo centrale e, non senza colpe, l’amministrazione comunale di Bergamo che ha subito per anni questa vergogna.

  4. Scritto da francesco

    della serie: prepariamoci all’expo

  5. Scritto da GL76

    È il principale tallone d’Achille delle infrastrutture di Bergamo: 55 km in un’ora, il più delle volte su treni pessimi, e in piedi. E anche con l’alta velocità Mi-Ve il capoluogo, così vicino a Milano eppure così lontano, rimarrà tagliato fuori.