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Il calcio e il marketing ai tempi dei social: l’Atalanta non vola

Il club nerazzurro sul social network per eccellenza, Facebook, non prende il volo: in serie A è davanti solo a Empoli, Cesena e Chievo con quasi 99mila fan. Ben altre cifre girano nel resto d'Europa con il West Ham che vanta addirittura 980mila seguaci.

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La prima immagine di copertina risale al 29 febbraio del 2012. Marilungo aveva appena segnato il primo dei quattro gol con i quali l’Atalanta schiantò la Roma di Luis Enrique al Comunale, aprendo la grande festa che vide come grande protagonista il Tanque Denis autore poi di una tripletta. Si vedono Schelotto, Peluso, Cigarini, Denis, Brighi e Stendardo che festeggiano l’attaccante di Montegranaro oggi in cerca di fortuna a Cesena.

Sono quasi passati due anni e l’obiettivo dei 100mila fan sulla pagina Facebook ufficiale dell’Atalanta è lì, a un passo: mancano poco più di un migliaio di "mi piace" per raggiungere la cifra tonda.

Un risultato, però, non proprio straordinario se confrontato ai numeri del resto delle squadre che militano in Italia, dove il "re di Facebook" è il Milan che vanta più di 23 milioni di fan, seguito dalla Juventus che sfiora i 15 milioni. Poi un grosso vuoto che separa rossoneri e bianconeri dal resto delle squadre. L’ultimo gradino del podio spetta a Inter e Roma, con 4 milioni di seguaci, mentre il Napoli, che vanta poco più di 3 milioni di like, è l’ultima squadra ad aver raggiunto il milione.

La Fiorentina, quinta in questa speciale classifica, ha da poco superato gli 800mila fan, mentre la Lazio si ferma di poco sotto ai 430mila. Si passa poi ai 226mila del Torino, ai 220mila del Palermo, ai 200mila dell’Hellas Verona. Nettamente davanti al club di Percassi ci sono anche i 207mila tondi tondi del Cagliari, mentre Samp e Genoa passano di poco i 160mila. Poi l’Udinese con 160mila, il Parma con 140mila e il Sassuolo con 126mila like. L’Atalanta è seguita solo da Chievo (63mila), Cesena (44mila) ed Empoli (8mila).

Ma i numeri della serie A, se rapportati a quelli dei maggiori campionati europei, sembrano davvero ridicoli. Si pensi, infatti, che squadre modestissime come il West Ham e il Colonia hanno rispettivamente 980mila e 650mila fan. Il marketing, nel 2014, si fa anche così. L’hanno ovviaente capito anche le big del calcio mondiale. Il Barcellona, ad esempio, che vanta dei dipendenti assunti appositamente per seguire i social network del club, con Facebook che ha passato gli 80 milioni di fan (sì, ottanta milioni) e Twitter che viaggia sui 13 milioni e mezzo di follower. Cifre da capogiro anche per il Real Madrid, con i 78milioni di seguaci su Facebook, con il Manchester United che prova a tallonare le due superpotente con i suoi 62 milioni di like. Seguono il Chelsea con 39 milioni di appassionati e l’Arsenal con 31.

Insomma, numeri totalmente diversi rispetto a quelli della nostra serie A, che ha ancora tanta strada da fare per tornare a competere con i vertici del calcio mondiale. Anche sul mondo social.

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Commenti

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  1. Scritto da Lisetta

    ma le altre squadre investono e fanno gioire e mantengono la serie A noi ah ah ah ah ah solo cassa ah ah ah ah e stadio decrepito ah ah ah ah anni di promesse ah ah ah ah stadio da brividi ah ah ah ah Basta sceneggiate

  2. Scritto da annindietro

    Il tutto e’ spiegabile con l’arretratezza generale del nostro paese, e quindi anche dell’industria “calcio”, rispetto ai competitors europei. Basta guardare l’abisso delle entrate di marketing dei top team europei rispetto ai nostri.D’altronde qui ci si e’ seduti sugli allori dei diritti “TV”. I tifosi si fidelizzano con pianificazioni pluriennali che necessitano di cospicui investimenti e non solo economici… qui da noi storcono il naso o mandano riserve a far le tournee internazionali…

  3. Scritto da JJ

    il numero di fan su una pagina non vuol dire niente, si possono comprare e quindi non sono autentici, conta l’ interazione quotidiana

  4. Scritto da Francesco

    Se l’obiettivo del “mi piace” in facebook è inondare di offerte pubblicitarie i poveri utenti non vedo come la cosa possa cambiare. Rispetto all’era Ruggeri l’Atalanta ha fatto un grosso balzo in avanti sul marketing, di questo va dato atto ai Percassi di aver contribuito a rendere il marchio Atalanta più visibile a tutti.Il problema è che le famiglie non hanno tutti questi soldi per acquistare il merchandising ufficiale della squadra del cuore.

    1. Scritto da paolo

      aggiungo che probabilmente le famiglie non sono poi così appassionate alla dea… anche perchè i risultati non sono esaltanti, e così l’atalanta,e bergamo, balzano agli onori delle cronache solo per episodi di violenza. io h0 40 anni, sono un ex abbonato (8 campionati consecutivi), e non mi sono mai sentito così lontano dalla squadra…

  5. Scritto da Pippo

    Con il gioco scoppiettante della squadra mi chiedo come ciò sia possibile…